(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2025 - Preg.mo Direttore,
custodisco gelosamente un volume che raccoglie il meglio dei Controcorrente di Montanelliana memoria, apparsi su Il Giornale dal 1974 al 1992. È un libro che apro di tanto in tanto: tra una lettura e l’altra ritrovo vecchi articoli che, sorprendentemente, risultano ancora attuali se confrontati con ciò che accade ai nostri giorni.
Ieri, per caso, mi sono imbattuto nel Controcorrente del 25 gennaio 1976:
“Non sempre, per redigere questa rubrica, occorre forzare la fantasia. A volte basta lasciare la parola alle agenzie di stampa. Le agenzie di stampa comunicano che: «Due giorni di sciopero sono stati dichiarati dai sindacati postelegrafonici milanesi per protesta contro gli scioperi e i disservizi».”
Come una carpa che risale il fiume controcorrente, e pensando allo sciopero di oggi — ma anche a tutti quelli degli ultimi tempi — mi è venuto spontaneo riflettere:
i moderati, stanchi degli scioperi selvaggi, potrebbero quasi organizzare uno sciopero civile, educato, gentile e socievole, contro lo sciopero indetto dalla CGIL per questo 12 dicembre (venerdì).
Qualche giorno fa, invece, ho riletto il Controcorrente del 1° novembre 1992:
“Giovanni Paolo II ha solennemente riconosciuto, ieri, l’iniquità delle accuse mosse dall’Inquisizione a Galileo, assolvendolo da ogni colpa. La giustizia ha trionfato, tre secoli e mezzo dopo.
E noi ci lamentiamo di Ustica.”
Ancora una volta, come una carpa che risale il suo corso controcorrente, verrebbe da dire:
E noi oggi ci lamentiamo di…
- delitto di via Poma (Roma, 1990),
- omicidio di via Gluck (Milano, 1994),
- mostro di Firenze,
- Unabomber,
- caso Garlasco (2007)…
E l’elenco potrebbe continuare.
C’è ancora tanto da inquistare, tanto da chiarire, tante verità che nuotano ancora nei fondali torbidi della nostra storia recente.
Forse, rileggere Montanelli non ci consola, ma ci ricorda che certi paradossi, certe lentezze e certe storture non appartengono solo al presente.
Sono mali antichi.
E continuare a risalire la corrente — come quelle carpe ostinate — resta l’unico modo per non smettere di cercare la verità.
Cordiali saluti.
Ferndinando Guarnieri
