(AGENPARL) - Roma, 17 Novembre 2025 - (AGENPARL) – Mon 17 November 2025 Sondaggio “Il Garante che verrà”: meno politica e più competenze per tutelare la privacy
dei cittadini
Per l’81,9% degli addetti ai lavori, i prossimi componenti del Garante dovrebbero avere sia competenze
giuridiche che informatiche, e ritengono meglio affidarne la guida a tecnici esperti della materia (61,3%).
Alla luce della bufera scatenata da Report, praticamente nessuno (0,1%) vorrebbe alla privacy un
personaggio con background politico, con il 72% degli addetti ai lavori che è addirittura contrario a ex
parlamentari e militanti di partiti politici nel Collegio dell’Authority. Il rapporto dell’indagine condotta da
Federprivacy inviato alle istituzioni.
Firenze, 17 novembre 2025 – La bufera scatenata dalla trasmissione televisiva Report sul Garante per la
protezione dei dati personali ha sollevato molti interrogativi su requisiti e aspettative che dovrebbero soddisfare i
componenti dell’Autorità, compresi vari aspetti sulla loro indipendenza e l’assenza di conflitti d’interesse, la
gestione delle ingerenze esterne, i rapporti con la politica, i compensi percepiti, il passato professionale, nonché il
background e le competenze che dovrebbe possedere chi deve guidare l’Authority.
Per conoscere l’opinione della comunità di addetti ai lavori e offrire spunti alle istituzioni per valutare quali possano
essere i punti fermi dei meccanismi che regolano il funzionamento del Garante, e quali invece potrebbero essere
criticità che occorre arginare per evitare situazioni che in futuro possano metterne in discussione l’indipendenza e
l’autorevolezza necessarie per assicurare la tutela della privacy dei cittadini, Federprivacy ha realizzato il
sondaggio “Il Garante che verrà: caratteristiche e requisiti attesi dal prossimo Collegio dell’Autorità per la
protezione dei dati personali”.
“Naturalmente, l’obiettivo del nostro sondaggio non è quello di giudicare la correttezza dell’operato dell’attuale
Autorità – ha precisato Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy – ma alla luce delle asserzioni fatte da Report
che auspichiamo possano essere totalmente smentite, ritenevamo però doveroso conoscere l’opinione della
comunità di addetti ai lavori per fare le opportune riflessioni sulle caratteristiche che dovrebbero avere i futuri
membri del Collegio che dovranno essere eletti a luglio 2027 e fornire il nostro contributo alle istituzioni”.
Dall’indagine svolta dall’Osservatorio di Federprivacy su un campione di 1.164 partecipanti, è emerso che la
maggioranza dei professionisti della protezione dei dati (81,9%) ritiene che un componente dell’Autorità debba
possedere sia competenze giuridiche che informatiche, e secondo il 78% degli addetti ai lavori in nessun caso
dovrebbe essere eletta una persona senza i requisiti richiesti dal Codice della Privacy. Priorità quella del profilo
professionale che non dovrebbe cedere il passo neppure a eventuali “quote rosa” per evitare discriminazioni di
genere, in quanto il 71% ritiene che un candidato per il Garante debba essere valutato soprattutto per le sue
competenze, e non in base al sesso. Per il 61,3% degli intervistati sarebbe perciò preferibile che ad andare
all’Authority fosse un tecnico esperto della materia, e praticamente nessuno (0,1%) vorrebbe vedere seduto su una
poltrona dell’Autorità un personaggio con background politico. Sulla stessa linea, il 72% degli addetti ai lavori
ritiene che ex parlamentari e militanti di partiti politici non dovrebbero far parte del Collegio del Garante.
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