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Comunicato Stampa
29 agosto 2025
Pakistan: Save the Children, più di 200 bambini vittime delle piogge monsoniche da giugno a oggi
Le inondazioni minacciano l’istruzione di milioni di loro
In Pakistan, più di 200 bambini hanno perso la vita dalla fine di giugno a oggi a causa delle piogge monsoniche torrenziali che si sono abbattute sul Paese, e milioni di loro (circa 25 milioni solo nel Punjab) non hanno potuto frequentare la scuola per le precipitazioni record.
Ampie zone del Punjab sono completamente allagate a causa delle continue esondazioni dei fiumi e delle previsioni di ulteriori piogge. A Sialkot, secondo il Dipartimento meteorologico pakistano, le precipitazioni hanno raggiunto livelli senza precedenti, con quasi 364 mm in sole 24 ore. I bambini e le loro famiglie hanno bisogno di cibo, acqua potabile e assistenza sanitaria: le piogge e le inondazioni hanno costretto più di 200mila persone ad abbandonare le proprie case.
Secondo le Nazioni Unite, circa 1 milione di persone sono attualmente colpite dalle inondazioni in tutto il Pakistan, un numero che rischia di aumentare man mano che l’acqua scende a valle verso la vicina provincia del Sindh, la zona più colpita dalle inondazioni del 2022[1].
Circa 25 milioni di bambini nel Punjab, la provincia più popolosa del Pakistan, non sono tornati a scuola, due settimane dopo la fine prevista delle vacanze estive. Le scuole elementari per bambini dai 5 ai 13 anni – circa il 70% di tutte le scuole – rimangono chiuse nella provincia[2].
I bambini della provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa hanno perso una settimana di scuola dopo che dei nubifragi – un fenomeno meteorologico raro in cui in un’ora cadono più di 100 mm di pioggia in un’area molto concentrata – hanno causato inondazioni improvvise durante le quali sono morte almeno 479 persone. Circa 674 scuole sono state distrutte o danneggiate e molte aule sono inagibili dopo che torrenti di fango e detriti hanno travolto i villaggi.
“Ho visto luoghi in cui metà del villaggio è sepolta sotto enormi massi e dove le persone sono ancora sepolte sotto le macerie – ha dichiarato Rabia Rauf, responsabile delle operazioni di programma di Save the Children in Pakistan, che si trova nel Khyber Pakhtunkhwa – Mi è stato riferito che in un solo villaggio sono morte 200 persone quando torrenti inarrestabili di acqua, rocce e detriti sono improvvisamente scesi dalle montagne.
Le case sono piene di limo e fango: le inondazioni improvvise hanno distrutto in pochi secondi tutto ciò che i bambini e le loro famiglie possedevano, compresi i materiali didattici e i libri. L’acqua è arrivata e poi è andata via rapidamente, ma la devastazione rimane.
I bambini sono traumatizzati e hanno bisogno di sentirsi al sicuro. I nostri centri di apprendimento temporanei e gli spazi a misura di bambino non solo saranno luoghi dove imparare, ma daranno anche ai bambini e alle loro famiglie un sostegno psicologico essenziale”.
Save the Children sta fornendo spazi didattici temporanei ai bambini che non possono tornare nelle loro aule devastate nel Khyber Pakhtunkhwa e aiuti salvavita, tra cui kit per la casa e l’igiene. L’Organizzazione sta inoltre gestendo cliniche mobili per la salute e la nutrizione.
Il numero di vittime delle piogge monsoniche torrenziali in Pakistan è triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso[3]. Il bilancio delle vittime ha superato le 800 persone, tra cui oltre 200 bambini, dall’inizio delle piogge alla fine di giugno.
Secondo una ricerca di Save the Children, circa 5 milioni di bambini nati nel 2020 non sarebbero costretti ad affrontare le inondazioni fluviali se l’aumento della temperatura globale fosse limitato a 1,5 ° gradi celsius. Sono i bambini a subire le conseguenze più gravi della crisi climatica, in particolare chi è più colpito dalle disuguaglianze e chi vive in Paesi a basso e medio reddito, come il Pakistan[4].
“Ancora una volta la vita e l’istruzione dei bambini vengono sconvolte da piogge torrenziali e inondazioni – ha detto Khuram Gondal, Direttore di Save the Children in Pakistan – Ancora una volta stanno perdendo tutto a causa delle piogge devastanti: case, vestiti, cibo, acqua potabile. Ancora una volta le aule scolastiche sono piene di fango o le scuole sono chiuse.
A causa delle inondazioni senza precedenti del 2022, i bambini hanno perso più della metà dell’anno scolastico. Dobbiamo agire ora per garantire che i bambini non subiscano interruzioni nell’apprendimento. L’istruzione in situazioni di emergenza, come queste inondazioni che stanno causando tanta devastazione in Pakistan, salva vite umane”.
Save the Children lavora in Pakistan dal 1979 ed è stata la prima Organizzazione internazionale a rispondere all’emergenza alluvioni del 2022, raggiungendo più di 1,1 milioni di persone nelle zone colpite, tra cui circa 600mila bambini. Save the Children co-dirige il gruppo di lavoro Education in Emergencies (EiE) in Pakistan.
[1]National Disaster Management Authority (NDMA)
[2] Calcolo di circa 25 milioni effettuato utilizzando i dati del censimento pakistano del 2023. https://www.pbs.gov.pk/sites/default/files/population/2023/material/punjab_insight.pdf. Secondo il censimento, nella provincia del Punjab ci sono quasi 35,6 milioni di bambini in età scolare (di età compresa tra i 5 e i 16 anni), circa il 70% dei quali è colpito dall’attuale chiusura delle scuole.
[3]PAKISTAN: Torrential rains kill three times more people than same period in 2024, including more than 170 children | Save the Children International
[4]Born into the Climate Crisis 2. An unprecedented life: Protecting children’s rights in a changing climate – Save the Children’s Resource Centre
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