(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2024 - (AGENPARL) – gio 30 maggio 2024 *Europee =*
*On. Nicola Fratoianni (Verdi Sinistra) a Open: *
*Battere la prospettiva della guerra, che produce solo nazionalismo,
xenofobia e lutti.*
*Non si parla mai della pace come necessità. E su cui nessuno ha
l’esclusiva, anche se vedo alcuni leader che ne rivendicano appunto
l’esclusiva.*
*A Conte ricordo che ci sono anche altre forze politiche – noi – che non
hanno mai votato per le armi, neppure quando loro invece lo hanno fatto in
passato.*
Io penso che mai come oggi in Europa si debba battere la prospettiva della
guerra come prospettiva a cui rassegnarsi, perché quella prospettiva
distrugge il mondo intero: non solo con la promessa, o meglio la minaccia,
dell’incubo nucleare e della guerra mondiale, ma perché la guerra piega
alle sue ragioni l’economia, fa sì che i Pnrr possano diventare terreno su
cui costruire spesa militare, che gli investimenti per la transizione
ecologica, digitale o per la ricostruzione del welfare siano più ristretti;
e perché la guerra produce nazionalismo, aumenta la xenofobia e il
razzismo, porta a destra.
Lo afferma Nicola Fratoianni dell’Alleanza Verdi Sinistra in un’intervista
a Open.
Vedo che in queste ore altri leader – prosegue l’esponente rossoverde –
rivendicano l’esclusività della pace. Giuseppe Conte ha presentato sui
social una card in cui ci sono i simboli delle forze per il «sì alle armi»
– la maggioranza e il Pd – e solo il Movimento 5 Stelle per il «no alle
armi». Voglio dirgli che ce ne sono altre – noi – che non hanno mai votato
per le armi, neppure quando loro invece lo hanno fatto.
Ma io sono contento di non essere solo in questa battaglia, perché la pace
non è un’esclusiva: è una necessità.
Per due anni e mezzo l’Europa ha messo in capo una sola strategia – le
armi, le armi, le armi – ripetendoci che esse sono lo strumento necessario
perché si costruisca sul campo l’equilibrio per arrivare a una diplomazia,
a una pace giusta. Io continuo a domandare: quando arriva quest’equilibrio?
Perché di armi ne parliamo sempre, ma di pace – conclude Fratoianni – non
ne parla più nessuno. La diplomazia è ferma e l’Europa non ha né una
soggettività, né un progetto, né un’iniziativa.
Lo rende noto l’ufficio stampa
Roma, 30 maggio 2024
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