(AGENPARL) - Roma, 20 Maggio 2024 - (AGENPARL) – lun 20 maggio 2024 Aumento del numero delle pensioni erogate (raddoppiate in 30 anni di
privatizzazione) e delle richieste di prepensionamento legate al calo
dei repertori; impennata dei costi pensionistici, che in 30 anni da 82
milioni sono passati a oltre 226 milioni di euro: sono questi alcuni dei
dati esposti dal Presidente Vincenzo Pappa Monteforte durante la tavola
rotonda tenutasi, venerdì scorso, all’interno del LIX Congresso
Nazionale del notariato.
Numeri che per il Presidente non mettono, comunque, in discussione la
sostenibilità della Cassa.
Se, infatti, il decreto legislativo n. 509/94 richiede una riserva
legale non inferiore a cinque annualità dell’importo delle pensioni in
essere, l’Ente ne può garantire, ad oggi, 8.
Una realtà che apre, comunque, a riflessioni su temi di grande
attualità. L’inverno demografico, in primis, l’entrata tardiva nel mondo
del lavoro, la competitività e il “giusto” compenso, l’avvento
dell’intelligenza artificiale e l’impatto anche sul sistema notarile, il
disinteresse dei giovani per la libera professione e, infine, la
volatilità dei mercati.
“C’è un altro aspetto che abbiamo analizzato e che stiamo affrontando,
ossia il pay gap, che non è più solo una questione di genere, ma di
distribuzione dell’attività”, sottolinea il Presidente Pappa Monteforte.
“Non è possibile che i primi 10 notai per repertorio, facciano il lavoro
degli ultimi 300 della stessa area (nord, sud e isole, centro Italia).
C’è qualcosa che non funziona”.
Per questo, la Cassa procede con politiche di sostengo sempre più
incisive, come l’assegno di integrazione destinato a quei notai che
hanno prodotto un repertorio inferiore al massimale fissato dal C.d.a.
Perché – come ha più volte ribadito il Presidente Pappa Monteforte – “i
giovani sono il fiore all’occhiello del notariato”.
“Noi abbiamo dei valori fondanti – solidarietà, mutualità, patto
generazionale, aiuto ai soggetti deboli – che ci consentono di
presentarci all’esterno e che sono condivisi dalla politica. Attenzione
a non rovinarli! Il modello notarile è un modello da esportare. Ma
dobbiamo affrontare criticità che sono evidenti. L’andamento del numero
delle pensioni a domanda è pericoloso. Una Cassa deve evitare il
prepensionamento. La pensione è al compimento dei 75 anni di
età e noi dobbiamo riuscire a mantenere in esercizio i colleghi”.
La previdenza pubblica deve affrontare le stesse sfide, invecchiamento
della popolazione e aumento della speranza di vita per Gianfranco
Santoro, Direttore centrale studi e ricerche INPS.
Ecco il motivo della “sofferenza” del sistema, da sommare alla modesta
crescita economica del Paese.
Fattori di crisi che portano a pensare all’allungamento della vita
lavorativa, in attesa della generazione dei baby boomers che farà
aumentare ulteriormente la spesa pensionistica.
“Ad oggi, il sistema pensionistico è sostenibile”, ha detto Santoro.
“Però bisogna fare attenzione a due cose: primo, al problema
dell’inflazione visto che ad essa è collegato l’adeguamento delle
pensioni, anche se nel 2024 sembra un problema rientrato. L’altro,
riguarda i tassi di crescita bassi. Siamo arrivati ad un livello oltre
il quale non si può andare”.
“La Cassa del notariato è il migliore esempio in ambito previdenziale,
anche rispetto all’Inps, con un sistema basato sui repertori, che
permette di non subire la crisi demografica”, ha fatto eco l’attuario
Antonietta Mundo. “Paradossalmente, meno notai ci sono, maggiori sono
gli introiti. Nessun rischio, ad oggi, per la Cassa anche sul fronte
della sostenibilità – perché come ha detto il Presidente – su 5
annualità di riserva richiesti, l’Ente ne ha 8. Esiste, invece, un
problema sul fronte del genere. Le donne stanno aumentando, tra un po’
sarà una previdenza tutta al femminile, ma queste ultime escono prima
dal mondo del lavoro. L’obiettivo, quindi, non può che essere quello di
evitare l’abbandono della professione e, come già sottolineato, i
prepensionamenti”.
Ma c’è anche un altro aspetto che non deve essere sottovalutato, ossia
la scarsa adesione a forme di previdenza complementari che possano
garantire un futuro pensionistico più adeguato.
“La conoscenza è consapevolezza”, secondo Mariacristina Rossi,
Commissaria COVIP. “L’attenzione alla pianificazione del risparmio non
si spinge fino alla previdenza complementare. E questo nonostante che il
pensionamento corrisponda ad una riduzione del reddito, che dovrebbe,
invece, essere colmato e fronteggiato in qualche modo. E’ fondamentale,
allora, avere la consapevolezza di quanto ammonterà il proprio assegno
pensionistico, visto che oggi – per altre Casse e per la stessa
previdenza pubblica – è correlato ai contributi versati e non più allo
stipendio percepito o al reddito professionale prodotto. Per poter
scegliere in tempo le strade da percorrere”.
Ma nei giovani c’è questa consapevolezza?
Per Vincenzo Carbonelli dell’Associazione Italiana Giovani Notai, “c’è
una forte attenzione per le forme di sostegno messe in campo dalla Cassa
di previdenza, e in particolare per il contributo di apertura dello
studio, la polizza sanitaria, l’integrazione e l’assegno di maternità.
Il nostro è un sistema previdenziale solidaristico, con una solidarietà
da intendersi sia in senso orizzontale, che verticale. Oggi questo patto
generazionale potrebbe far sì che il sostegno maggiore vada ai giovani,
la parte della nostra categoria che incontra sofferenze maggiori”.
Una generazione, quindi, preoccupata soprattutto dalle problematiche
presenti e che tende, invece, a vedere ancora distante il tema del
futuro pensionistico.
Come risolvere il problema lo ha individuato Andrea Pisana, un neo
laureato, che ha ideato un’app con l’obiettivo di “trasmettere” ai
giovani quella cultura previdenziale necessaria a fare scelte
indirizzate alla costruzione del domani.
“Io ho studiato all’università Economia aziendale”, ha spiegato Andrea.
“Per tre anni ho sentito parlare di pensioni, di previdenza. La
studiavo, e questo mi ha in qualche modo a pensare al
domani. Proprio la paura di un futuro, che non potesse garantirmi di
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