(AGENPARL) - Roma, 9 Aprile 2024 - (AGENPARL) – mar 09 aprile 2024 Piano Mattei: Cestari (ItalAfrica), Mezzogiorno hub naturale
L’evento “Agenda Sud 2030 – Dove l’Europa incontra il Mediterraneo”,
organizzato da Fondazione Merita a Napoli e la recente visita del
Presidente Mattarella in Costa d’Avorio e Ghana rilanciano il Mezzogiorno
come hub naturale del Piano Mattei per realizzare condizioni ed opportunità
di cooperazione con i Paesi Africani attraverso il protagonismo delle
imprese meridionali. Così Alfredo Carmine Cestari, presidente della Camera
ItalAfrica per il quale dopo il convegno “*Il Piano Mattei – Sud polo
magnetico Occasioni di resilienza e investimenti Italiani in Africa nel
settore Pubblico e Privato”* promosso da ItalAfrica a fine gennaio alla
Camera dei Deputati si intensifica il programma di attività.
Il Mediterraneo è una base logistica ed energetica in un contesto
geopolitico in continua evoluzione, come dimostrano le tensioni nel Mar
Rosso: la sua centralità economica – aggiunge – è destinata a crescere,
perché è il crocevia di tre continenti, Asia, Africa ed Europa, che
contengono la maggior parte della popolazione mondiale e una straordinaria
ricchezza di civiltà e di culture. Sul fronte energetico, il petrolio del
futuro sono i crediti di carbonio e il raggiungimento della riduzione di
CO2 passa dal coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo che sono dei
grandi contenitori per questi progetti. Paradossalmente invece, l’Africa è
stata finora lasciata fuori dalla transizione energetica: secondo l’Agenzia
internazionale dell’energia (Iea), solo il 2% degli investimenti mondiali
per le rinnovabili negli ultimi due decenni sono stati fatti nel continente
africano, dove il tasso di elettrificazione è sotto il 50% e dove vivono
più di 900 milioni di persone ancora prive di accesso a combustibili,
tecnologie e acqua pulita per cucinare. Il Continente sta adottando
soluzioni per le energie rinnovabili su larga scala, necessarie a garantire
a tutti un accesso all’elettricità affidabile, conveniente e sostenibile. I
motivi sono diversi e tutti strettamente connessi: l’Africa, sebbene sia
responsabile di una piccola quantità di emissioni di carbonio e consumi
(solo il 4% dell’energia a livello globale), è oggi l’area del mondo più
vulnerabile ai cambiamenti climatici e il continente dove la popolazione
crescerà di più.
Altro tema centrale del Piano Mattei è la formazione di manodopera
specializzata. Sono state 690 mila le domande presentate dai datori di
lavoro durante i tre click day i nel mese di marzo scorso per far arrivare
in Italia e assumere lavoratori stranieri, a fronte di 151 mila ingressi
autorizzati dal governo per i flussi 2024. Su questo ItalAfrica svolge un
ruolo importante che soprattutto per dare corso al Piano Mattei
intensificherà. Possiamo testimoniare – dice Cestari – che nei Paesi
Africani c’è una buona manodopera che noi stessi provvediamo a formare e
che può risultare utile anche alle imprese italiane che lamentano la
difficile reperibilità di particolare figure professionali. Diventa questa
una risposta efficace al fenomeno della fuga sui barconi verso l’Italia e
dell’immigrazione clandestina.
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