(AGENPARL) - Roma, 18 Marzo 2024 - (AGENPARL) – lun 18 marzo 2024 *PALESE E MONTANARO SU QUESTIONE MOBILITA’ PASSIVA IN SANITA’*
L’assessore alla Sanità, *Rocco Palese*, fa chiarezza sulla questione della
mobilità passiva in sanità. “Prima di tutto – osserva – i numeri di
vent’anni fa non prevedevano affatto la mobilità attiva: ovvero, in Puglia
da fuori Regione non veniva quasi nessuno a curarsi. Oggi la sanità
regionale – come ammettono i consiglieri di Fdi – attira pazienti.
Che il saldo di mobilità 2022 sia superiore a quello dei due anni
precedenti, contrassegnati dalle restrizioni pandemiche, con le
significative limitazioni non solo alla circolazione delle persone ma
persino all’accesso alle cure non urgenti non sembra particolarmente
sorprendente: è un quadro che caratterizza tutte le regioni meridionali,
quelle che maggiormente – e storicamente – risentono del fenomeno della
mobilità passiva”.
“Quello della mobilità è un fenomeno complesso – spiega ancora il direttore
del dipartimento Politiche per la Salute, *Vito Montanaro* – che per la
Puglia ha registrato valori in passato ben peggiori di quelli che si sono
osservati nel 2022, le cui cause del tutto evidentemente non possono essere
attribuite a singoli governatori, e per il quale non esistono soluzioni
semplici o immediate: tuttavia si può osservare come nella nostra Regione
il numero di ricoveri in mobilità passiva era pari a 72.589 nel 2005, a
58.526 nel 2015 e a 49.481 nel 2022.
Non si può certo negare il contenimento del fenomeno negli ultimi 20 anni,
che si è realizzato nonostante il piano di rientro e i tagli lineari al
personale e alle risorse.
Ma di sicuro non sono ancora risultati pienamente soddisfacenti,
soprattutto se pensiamo che per la quasi totalità delle prestazioni esiste
un’offerta, di ottima qualità, nella nostra Regione: oltre il 70% della
mobilità passiva verso la Lombardia e il Lazio è erogata da grandi gruppi
dell’ospedalità privata, così come il 54% di quella verso il Veneto e il
48% di quella verso l’Emilia Romagna.
La possibilità di introdurre delle regole per il governo di questi flussi
non è evidentemente nella disponibilità della Regione, ma del livello
centrale, così come il compito di verificare che a livelli essenziali di
prestazioni omogenee corrisponda un’omogenea disponibilità di risorse e un
omogeneo trasferimento di risorse”.
“Su questi temi – conclude l’assessore *Palese* – ci aspettiamo che non si
aprano polemiche di parte, ma che si lavori insieme nell’interesse dei
cittadini pugliesi, affinché l’autonomia differenziata non rappresenti un
ulteriore passo verso l’aggravamento di queste insopportabili
diseguaglianze.
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