(AGENPARL) - Roma, 30 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – mar 30 gennaio 2024 **Economia toscana, luci ed ombre dal Rapporto Irpet 2023**
/Scritto da Federico Taverniti, martedì 30 gennaio 2024 alle 13:55/
Dopo l’accelerazione degli ultimi due anni l’economia toscana rallenta, al
pari di quella internazionale. Pesano la stretta monetaria per combattere
l’inflazione, le tensioni geopolitiche ancora in atto e la debolezza del
commercio mondiale. Nonostante la produzione industriale in calo, segnali
di tenuta e resilienza arrivano però dal turismo, dal mercato del lavoro e
dalle esportazioni. L’inflazione in regresso, ma ancora resistente, ha
penalizzato il fattore lavoro per la contrazione del potere d’acquisto dei
salari, mentre le imprese sono riuscite a difendere meglio i propri margini
di guadagno.
La restituzione del potere d’acquisto per via fiscale, operata tramite la
riforma dell’Irpef e degli sgravi contributivi risulta esigua. In un
contesto di ridotti spazi di manovra nell’utilizzo delle risorse pubbliche
nazionali, diventano strategiche le risorse attivate tramite Pnrr e la
programmazione comunitaria (Fesr, Fse e Feasr). É il quadro di sintesi
delineato dal rapporto Irpet, presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati dal
presidente Eugenio Giani, dall’assessore Leonardo Marras e dal direttore di
Irpet Nicola Sciclone.
Alcuni dati in sintesi
Il Pil regionale supera dello 0,7% quello del 2022 (+0,6% il dato
nazionale). Andamento che riguarda tutta l’economia mondiale, causato da
politiche monetarie restrittive, necessarie per combattere l’inflazione,
tensioni geopolitiche e peggioramento della fiducia di consumatori e
imprese.
Aumentano gli investimenti. L’apporto all’attività economica è stato
esercitato positivamente da tutte le componenti di domanda. Ma il loro
dinamismo è stato contenuto. I consumi (+1,4%) sono stati alimentati dal
maggiore numero di occupati e dalle presenze turistiche. Gli investimenti
(+1%), hanno risentito negativamente del depotenziamento degli incentivi
fiscali e del più alto costo del credito per le imprese, ma hanno
beneficiato della spinta delle attività collegate ai progetti del Pnrr.
Invariato il contributo dei consumi della Pubblica amministrazione (+0,1%).
Secondo stime, segno positivo per le esportazioni (+2,1%), superate dalle
importazioni (+2,9%).
In flessione la produzione industriale (-3,4%, contro il -2,5% a livello
nazionale) a causa di una domanda indebolita, sia a livello internazionale
che nazionale, e di costi ancora elevati dell’energia.
Rallentano, ma restano positive le esportazioni che, dopo il +8,9% del
primo trimestre, sono passate ad un +1,6% nel terzo, con un dato
complessivo nei tre trimestri comunque positivo e migliore di quello
nazionale: +3,9% contro il -2%. A livello settoriale, sempre nei tre
trimestri, in aumentano le esportazioni di farmaceutica (+46%), metallurgia
(+32%), macchine (+12%), mezzi di trasporto (+5%), elettronica e meccanica
di precisione (+2%), gioielli (+2%). In flessione invece l’export per quasi
tutti i comparti del settore moda: calzature (-22%), maglieria (-13%),
filati e tessuti (-12%), cuoio e pelletteria (-9%)e abbigliamento (-7%).
Bene il turismo che, nei primi 8 mesi del 2023, ha segnato un +5,3% di
presenze rispetto allo stesso periodo 2022 (il dato nazionale si ferma al
+4,6%). A trainare quello straniero, tornato praticamente ai livelli del
2019: in Toscana l’aumento è stato del 14,7%, contro il 10,9% nazionale.
n crescita anche l’occupazione, malgrado una congiuntura incerta. Fra
gennaio e novembre il numero di dipendenti è aumentato del 3,1% rispetto
al 2022, con andamenti diversificati per tipologia di contratto: il +4,2%
dei lavoratori a tempo indeterminato compensa la complessiva stabilità del
lavoro a termine. La crescita è spalmata fra tutti i settori: +3,9%
agricoltura; +3,4% manifattura; +4,8% costruzioni e +2,9% terziario. Da
segnalare, dopo l’estate, un’attenuazione della dinamica in particolare per
pelletteria, calzature, lavorazione dei metalli, industria cartaria,
chimica, gomma e plastica. Più problematica la situazione della concia,
con andamento negativo fra settembre e novembre.
A far da contraltare alla crescita occupazionale la rilevante perdita del
potere d’acquisto dei salari che nel 2023 è stata del 2,1%. Sommata a
quella dell’anno precedente (-5,6%), l’erosione provocata dall’inflazione
supera il 7%. Le imprese invece hanno mantenuto inalterati i margini di
guadagno, trasferendo sui prezzi di vendita i maggiori costi dei fattori
produttivi.
Riguardo alle previsioni per il biennio 2024-25, la crescita del pil
toscano dovrebbe essere del +0,8% per entrambi gli anni, in linea con
l’andamento nazionale (+0,7% e +1%) ma caratterizzata comunque da estrema
incertezza. Un’eventuale peggioramento delle tensioni geopolitiche potrebbe
ridurre la fiducia di famiglie imprese ed un aumento dei costi delle
materie prime energetiche. Una più accentuata accelerazione della discesa
dei tassi di interesse potrebbe giocare a favore.
Per quel che concerne gli effetti della manovra di bilancio del governo,
secondo le stime Irpet, la riforma dell’Irpef e lo sgravio contributivo
permetteranno un aumento del reddito disponibile per 1 milione e 300 mila
famiglie toscane che dovrebbe aggirarsi sui 336 euro l’anno (28 al mese).
Le famiglie più avvantaggiate saranno quelle che si trovano nella parte
medio-bassa della distribuzione dei redditi, con un’intensità degli
effetti attivati comunque molto contenuta.
Una parte del rapprorto è dedicata agli effetti sull’economia toscana dell
risorse del Pnrr e della programmazione Ue. A fine ottobre 2023 la Toscana
può contare su 12.200 progetti per circa 11,5 miliardi di euro: 7,5 sono
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