(AGENPARL) - Roma, 27 Agosto 2022 - (AGENPARL) – sab 27 agosto 2022 “Il carcere è un inferno, il peggiore girone infernale ancora difficile da raccontare in tutta la sua orrida realtà. 57 suicidi dall’inizio dell’anno e la violenza sessuale subita in cella a Santa Maria Capua Vetere da un giovane detenuto sono solo due degli aspetti peggiori”. È quanto sostiene il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo da una settimana in sciopero della fame e in tour tra le carceri italiane per denunciare la drammatica emergenza di questa estate. “La violenza sessuale in carcere, sicuramente con il suicidio, è la peggiore del girone infernale, non deve essere più un tabù da rimuovere solo quando si ha notizia di un “caso”. Per un caso denunciato ci sono decine e decine, ogni anno, di violenze sessuali, sopraffazioni, umiliazioni subite da compagni di cella. Forse solo l’1 per cento delle violenze sessuali in carcere viene denunciato, per paura, vergogna, con i più deboli costretti a pagare l’assenza di misure di tutela personale. La regione che sembra avere il numero più alto di violenze è la Campania con 20 casi denunciati l’anno, seguita dalla Sicilia con 14. Ma non ci sono, né ci possono essere, dati attendibili.
È da tempo che noi segnaliamo questa tremenda realtà. Le possibilità di chi si trova in carcere non sono uguali per tutti, così chi ha più forza fisica, economica e mentale riesce a imporsi sugli altri. Di conseguenza oltre alla violenza e sopraffazione del più debole, c’è chi scambia vino, medicine, anche oggetti personali, per sesso. Una situazione che va di pari passo con l’aumento delle violenze sessuali, che non vengono denunciate quasi mai, perché i detenuti hanno paura di continuare ad essere “prede” degli altri carcerati e perché si temono altre ritorsioni.
Le conseguenze per i detenuti che subiscono la violenza – continua Di Giacomo – sono devastanti specie a livello psichico sino a tentativi di suicidio e forme di autolesionismo. Continuiamo a sostenere che va urgentemente rivisto il cosiddetto sistema della “sorveglianza dinamica” che non consente di attuare controlli adeguati e misure di prevenzione in particolare contro gli stupri.
È evidente che se fuori dal carcere stenta ad affermarsi la denuncia di violenze sessuali nel carcere questa tendenza è ancora più negativa per una serie di motivazioni che gli esperti hanno più volte indicato.
Un fenomeno rispetto al quale l’Amministrazione Penitenziaria volutamente non è in grado di fornire dati specie se si pensa allo “scambio di sesso” di detenuti tossicodipendenti o alcolisti in cambio di psicofarmaci e alcol.
E in questa realtà infernale che fa la politica? Non possiamo aspettare le elezioni del 25 settembre, il nuovo Parlamento e il nuovo Governo. Almeno noi – conclude Di Giacomo- non stiamo a braccia conserte e la grande attenzione mostrata dall’opinione pubblica, i messaggi di sostegno e solidarietà che ci arrivano da più parti ci incoraggiano a proseguire nell’azione per l’affermazione della legalità e della dignità di agenti e detenuti”.
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