(AGENPARL) - Roma, 12 Maggio 2022 - (AGENPARL) – gio 12 maggio 2022 Epatite C: da un virus ad una terapia
Come la ricerca scientifica può passare dall’identificazione all’eliminazione di un virus
Lo screening gratuito per l’epatite C, che partirà in Veneto il 16 maggio, si inserisce in un progetto nazionale che ha come obiettivo quello di eliminare il virus HCV dal territorio nazionale, rilevando le infezioni non ancora diagnosticate e trattandole precocemente. Questo programma ambizioso è possibile grazie agli immensi risultati della ricerca scientifica che, in circa 30 anni, ha permesso l’identificazione del virus HCV e lo sviluppo di terapie altamente efficaci.
La storia dell’epatite C ha inizio dopo gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, quando furono identificati i virus dell’epatite A (HAV) e dell’epatite B (HBV). Entrambi questi agenti possono causare infezioni del fegato in forma acuta e, nel caso del virus dell’epatite B, anche in forma cronica. All’epoca era nota un’altra tipologia di infezione cronica del fegato, causata da un agente ancora sconosciuto, la cosiddetta “epatite non-A non-B”.
Negli anni ’80 furono condotte molte ricerche per individuare la causa di questo tipo di epatite. Tra queste ci furono quelle del gruppo di ricerca californiano guidato da Michael Houghton, che nel 1988, dopo più di sei anni di insuccessi, riuscì finalmente ad identificare il virus causa dell’epatite non-A non-B, che fu quindi nominato virus dell’epatite C (HCV, Hepatitis C Virus). Questa scoperta, che nel 2020 valse il premio Nobel a Michael Houghton, Harvey J. Alter e a Charles M. Rice, permise non solo di caratterizzare la causa di una grave forma di infezione del fegato, ma consentì di mettere a punto test diagnostici per ricercare l’infezione da HCV e sviluppare nuove terapie.
Già dagli anni ’90 era disponibile una terapia per il trattamento dell’epatite C, ma essa non era né specifica nei confronti del virus HCV né ben tollerata da parte dei pazienti, a causa degli importanti effetti collaterali. A partire dal 2010 iniziarono ad essere sintetizzati nuovi farmaci sempre più efficaci, maneggevoli e meglio tollerati dai pazienti, fino a quelli più recenti, i cosiddetti farmaci antivirali ad azione diretta (DAA).
Proprio grazie a queste nuove terapie e alla disponibilità di vaccini per prevenire le altre epatiti (A e B), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2016 ha posto l’obiettivo di eliminare a livello mondiale le epatiti virali, riducendo la nuova insorgenza del 90% e la mortalità del 65% entro il 2030.
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