(AGENPARL) - Roma, 9 Febbraio 2021 - (AGENPARL) – Roma, 09 feb 2021 – Luigi Marattin, deputato di Italia Viva, è intervenuto nel programma Gli Inascoltabili in onda su Nsl Radio:
“La politica italiana è in perenne movimento. E’ un bene se si migliora, ma dovremmo trovare prima o poi un po’ di pace e stabilità, senza stabilità non si risolvono i problemi. Speriamo in due anni di cantiere, quelli che ci separano dalle elezioni, che ci diano un assetto stabile”.
“Draghi non è la vittoria di Renzi, ma è la vittoria dell’Italia. So che è una frase da “libro Cuore”, ma lo penso veramente. E’ un bene che al posto dei vecchi ministri ce ne siano altri di alta caratura. Senza l’azione politica di Matteo Renzi questo cambio non ci sarebbe stato. Ora dobbiamo lavorare affinché quest’’ultima grande occasione per il paese non venga sprecata”
“Da liberale convinto se il mio Paese nell’affermare il ruolo internazionale di guida, decidesse di tagliare i rapporti con i paesi che sono un po’ troppo disinvolti con i diritti umani. Io sono d’accordo. Allora la scelta deve essere totale: si devono interrompere tutte le forniture commerciali e tutti i rapporti commerciali con quei paesi. Questa è coerenza. Allora il Ministero degli Esteri non deve andare neanche lì. Uno può contestare o meno quello che ha detto Renzi in quel taglio dell’intervista, io non l’ho vista tutta, ma non si può crocifiggere una persona che ha fatto una conferenza in un paese che è un nostro partner commerciale e anche della comunità internazionale. Si possono criticare le opinioni di Renzi, ma ho visto tanta ipocrisia. Settimane prima ad incensare il principe saudita c’erano stati membri del Governo. O diciamo che i diritti umani vengono prima di tutto e tagliamo i rapporti con tutto con quel paese, oppure diciamo di non invidiare il costo del lavoro di quel paese ma non siamo ipocriti”
“Divisione strana quella fra politici e tecnici: chi fa le cose viene definito tecnico mentre quelle cose dovrebbe farle il politico. Il politico deve sapere sia come comunicare una visione ma anche come realizzare la sua idea”
“Il futuro dei giovani non è il reddito di cittadinanza ma passa dalla riduzione delle tasse sul lavoro”
Redazione GLI INASCOLTABILI