(AGENPARL) - Roma, 8 Novembre 2026 - "Ringrazio gli agenti della Polizia Locale per la professionalità dimostrata in questa operazione – dichiara il sindaco Simone Venturini – Siamo di fronte a comportamenti gravissimi, che danneggiano il tessuto cittadino e determinano una concorrenza sleale nei confronti di chi lavora onestamente e rispetta le regole. Non possiamo permettere che la nostra città venga sfruttata in questo modo".
L'indagine è partita dalla segnalazione di un cittadino che aveva trovato la propria imbarcazione da lavoro, regolarmente ormeggiata in un canale veneziano, utilizzata da ignoti come deposito di rifiuti. A bordo erano stati abbandonati numerosi materiali di scarto, tra cui apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso (RAEE), oltre a documentazione cartacea che si è rivelata utile per sviluppare gli accertamenti.
Sul caso sono intervenuti gli operatori del Nucleo di Polizia dell'Ambiente Centro Storico e Isole e del Nucleo Polizia Tributaria Venezia Centro Storico e Isole che, attraverso l'analisi della documentazione rinvenuta e successivi approfondimenti, sono riusciti a risalire a due strutture ricettive nel sestiere di Castello.
I sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi hanno permesso di ricostruire un sistema di ospitalità articolato su tre originarie unità immobiliari, riconducibili alla stessa proprietà e gestite dalla medesima società, già operante nel territorio veneziano nei settori della ristorazione e dell'ospitalità alberghiera.
In un primo immobile, un appartamento di grandi dimensioni era stato riorganizzato per ricavare otto camere destinate ai turisti, anche attraverso la trasformazione di locali originariamente adibiti a soggiorno. In un secondo palazzo, situato a una ventina di metri di distanza, due appartamenti formalmente dichiarati come locazioni turistiche erano stati di fatto accorpati e trasformati in un'unica struttura con sette camere complessive. Erano stati eliminati gli accessi originari alle due unità e modificata la distribuzione interna degli spazi, ricavando ulteriori camere anche da locali precedentemente destinati a cucina e soggiorno.
A confermare una modalità di gestione assimilabile a quella alberghiera, secondo quanto ricostruito dagli operatori, anche l'organizzazione dei servizi: le camere erano sottoposte a riassetto quotidiano e le due strutture disponevano di una portineria comune, situata in uno degli immobili. Un sistema unitario di accoglienza e gestione che, insieme alla configurazione degli spazi, ha consentito alla Polizia Locale di accertare l'esercizio di attività con caratteristiche alberghiere, in assenza della prevista classificazione e della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).
Per entrambe le attività saranno contestate le violazioni previste dalla Legge regionale relative all'esercizio di attività alberghiera senza classificazione e Scia. Per la struttura derivante dall'accorpamento delle due locazioni turistiche si aggiungeranno le sanzioni per la mancanza dei dispositivi di sicurezza. L'importo complessivo delle sanzioni amministrative previste supera i 10.400 euro.
Gli esiti degli accertamenti saranno inoltre trasmessi agli uffici comunali competenti per le necessarie valutazioni sotto il profilo edilizio e urbanistico, con particolare riferimento alle modifiche della distribuzione interna degli immobili e alla trasformazione di cucine e soggiorni in camere destinate all'ospitalità.
"Su questi comportamenti avremo tolleranza zero – conclude il sindaco Venturini – Continueremo con determinazione i controlli per individuare chi pensa di poter aggirare le regole al solo scopo di aumentare i propri guadagni, a discapito della città e degli operatori corretti. Questo è il turismo che fa male a Venezia, senza alcun rispetto per il territorio e per la comunità che lo vive ogni giorno. Non è questo il modello di turismo che vogliamo".
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Venezia, 7 novembre 2026
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