(AGENPARL) - Roma, 31 Ottobre 2026 - “La settimana scorsa ho incontrato un gruppo di ragazzi al liceo Copernico di Bologna e questi ragazzi mi hanno detto: sono mesi che stiamo manifestando pacificamente, ma per vederci qualcuno ha dovuto sfondare le vetrine. Noi non vogliamo sfondare vetrine però vogliamo sapere cosa dobbiamo fare per farci vedere per far sì che le nostre istanze vengano capite? Questa settimana si è parlato soltanto di dei saccheggi che sono stati fatti e non dei problemi che giustamente questi ragazzi stanno portando avanti”. Lo ha affermato la giornalista Milena Gabanella, ospite questa sera di Peter Gomez nel programma “L’Elefante”, in onda su Rai 3 e RaiPlay.
La giornalista ha affrontato il tema della scuola e delle opportunità. “Negli istituti tecnici verranno ridotte 530 ore di materie di base e anche le ore di lingue straniere”, ha spiegato, “Eppure viviamo in un mondo sempre più globalizzato”. Quindi l’affondo sul concetto di merito: “Nel 2015 eravamo ultimi in Europa nell’indice della meritocrazia e nel 2025 siamo ancora ultimi“. Gabanelli ha richiamato anche il problema della mobilità sociale: “Il 63% dei laureati italiani ha almeno un genitore laureato. La percentuale precipita al 15% per chi proviene da famiglie con genitori che si sono fermati alla scuola dell’obbligo. C’è una questione enorme che riguarda l’ascensore sociale“.
Nel corso dell’intervista, la giornalista ha affrontato anche salari, fisco, lotta all’evasione e conti pubblici, contestando alcune letture diffuse sui risultati del governo. Sul recupero dell’evasione fiscale ha sottolineato: “Non è corretto dire che il record di incassi del 2025 sia frutto della visione del governo. Gran parte di quei risultati deriva da accertamenti e norme introdotte negli anni precedenti“.
E sul Superbonus ha aggiunto: “Se il Superbonus è stato un errore, la responsabilità della sua durata è collettiva. Nessuno è innocente. Anche il governo Meloni avrebbe potuto fermarlo prima e non lo ha fatto“.
Infine, una riflessione sul gioco d’azzardo, definito uno dei grandi paradossi italiani: “Siamo un paese biscazziere. Ora io non voglio prendermela con la nostra presidente del consiglio. Però è stato un governo molto longevo e poteva fare delle cose e sul gioco d’azzardo è stata una sua battaglia personal. Io l’ho fisicamente amata quando nel 2015 in Parlamento fece un intervento straordinario sullo stato biscazziere che cerca di fare cassa sulla ludopatia, perché non dimentichiamolo, che abbiamo due milioni di soggetti con i costi che comporta questo fatto. Ebbene nel 2015 il fisco incassava circa 9 miliardi dal gioco d’azzardo giocandone 88; nel 2025 ne abbiamo giocati 167 e il fisco ne ha incassati 11”.
Prima di congedarsi la giornalista ha inviato un “enorme in bocca al lupo” alla squadra di Report, che tornerà a breve su Rai 3, esclamando poi “Evviva Report”.
