(AGENPARL) - Roma, 31 Ottobre 2026 - Gentili colleghi,
con riferimento alla notizia in oggetto, al seguente link trovate alcune
foto e un video in formato orizzontale con le dichiarazioni della sindaca e
della direttrice dei lavori Silvia Ponzini. In coda al filmato, un paio di
clip utilizzabili come coperture. Non sono tante, mi scuso.
per una strada più resistente*
*Intervento fino alle fondazioni, a 46 centimetri dalla superficie.
Riutilizzato sul posto il 100% degli inerti del sottofondo, evitando
smaltimenti e nuovi materiali di cava*
È stata riaperta al traffico intorno a mezzogiorno di oggi, venerdì 30
ottobre, con un giorno di anticipo rispetto alla scadenza prevista, la
Pavese e San Nicolò. Un intervento progettato per durare nel tempo, che ha
ricostruito la strada fino alla fondazione, per uno spessore complessivo di
46 centimetri. Il materiale della fondazione è stato interamente recuperato
e riutilizzato sul posto, evitando di smaltirlo e di sostituirlo con nuove
ghiaie di cava.
Sono tornate percorribili le due corsie nel tratto di circa 1.200 metri
Pavese. Alla rimozione della segnaletica che impediva l'accesso alla
carreggiata erano presenti la sindaca Katia Tarasconi, il vicesindaco e
assessore ai Lavori pubblici Matteo Bongiorni, la dirigente Roberta Gadda e
la direttrice dei lavori per il Comune Silvia Ponzini.
Avviato il 22 settembre, il cantiere appena concluso ha interessato circa
8.600 metri quadrati di superficie. L'investimento complessivo di un
milione e 250mila euro comprende sia le lavorazioni già effettuate sia
quelle che saranno eseguite nella primavera del 2027. Per rispondere alle
sollecitazioni del traffico intenso e al passaggio quotidiano dei mezzi
pesanti, i lavori sulla carreggiata riaperta hanno riguardato sia la
fondazione, per uno spessore di 25 centimetri, sia tutti gli strati della
pavimentazione bituminosa sovrastante, per ulteriori 21 centimetri; in
totale 46 centimetri. La nuova struttura è stata quindi realizzata
intervenendo anche sulla parte che sostiene la pavimentazione e
distribuisce i carichi del traffico, con l'obiettivo di assicurare maggiore
resistenza e durata.
Il recupero dei materiali è stato preceduto da sondaggi e prove di
laboratorio, che hanno verificato la qualità e l'omogeneità delle ghiaie
sabbiose presenti sotto la pavimentazione. Accertata la loro idoneità, è
stato possibile utilizzare la tecnica della "stabilizzazione con cemento in
sito": gli inerti sono stati frantumati con appositi macchinari e
successivamente miscelati sul posto con acqua e cemento, formando la nuova
fondazione stradale.
Questa soluzione ha consentito di riutilizzare il 100% degli inerti del
sottofondo, azzerando per questi materiali la necessità di smaltimento e il
ricorso a nuove materie prime di cava. Sono stati così evitati trasporti
per oltre 4mila metri cubi di materiale tra il cantiere e gli impianti di
trattamento, con benefici ambientali e un risparmio economico che
consentirà di eseguire ulteriori lavorazioni su tratti della carreggiata
La solidità della nuova fondazione è stata verificata attraverso prove di
portanza eseguite sul posto, mediante carico su piastra statica, che hanno
dato tutte esito pienamente positivo.
Anche il materiale proveniente dalla scarificatura della vecchia
pavimentazione è stato destinato interamente al recupero: in questo caso è
stato conferito a un impianto di trattamento per il successivo riutilizzo.
I nuovi strati di pavimentazione sono stati inoltre prodotti impiegando
anche materiali recuperati e rigenerati, nel rispetto dei Criteri
ambientali minimi previsti per gli interventi stradali.
La riapertura anticipata restituisce alla piena percorribilità un
collegamento importante per cittadini, lavoratori e attività produttive,
dopo un intervento che ha unito il consolidamento della struttura stradale
al recupero delle risorse già presenti nel cantiere.
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