(AGENPARL) - Roma, 30 Ottobre 2026 - Il gruppo tedesco annuncia i sistemi che presenterà a Parigi dal 3 al 6 novembre. Al centro il Kraken K3, già prodotto in serie ad Amburgo, insieme al cannone Millennium, alle contromisure MASS Nova e al progetto di fregata GMF 140. L’obiettivo è integrare navi tradizionali e piattaforme senza equipaggio.
Rheinmetall punta sul drone navale Kraken K3 e sulle nuove tecnologie di protezione delle unità militari per rafforzare la propria presenza nel settore della difesa marittima. Il gruppo tedesco ha annunciato il 30 ottobre 2026 il portafoglio di sistemi che presenterà a Euronaval, il salone internazionale dedicato alle tecnologie navali militari in programma a Parigi dal 3 al 6 novembre. Accanto al mezzo di superficie senza equipaggio, già in produzione di serie ad Amburgo, saranno esposti il sistema d’arma Millennium, le contromisure MASS Nova, il progetto di fregata missilistica GMF 140 e altre soluzioni destinate alle operazioni navali.
L’annuncio si inserisce nella crescente attenzione delle marine militari verso le cosiddette flotte ibride, nelle quali navi con equipaggio e piattaforme autonome o controllate a distanza operano in modo coordinato. Non si tratta soltanto di introdurre nuovi droni, ma di ripensare sorveglianza, protezione delle unità, distribuzione dei sensori e capacità di risposta alle minacce. Rheinmetall presenta questa integrazione come uno degli elementi centrali della propria strategia industriale nel settore navale, affiancando ai mezzi senza equipaggio sistemi di combattimento e protezione installabili sulle unità tradizionali.
Kraken K3, il drone navale già in produzione ad Amburgo
Il principale elemento di interesse è il Kraken K3 Scout, un mezzo navale di superficie senza equipaggio, indicato con la sigla USV (Unmanned Surface Vehicle), sviluppato attraverso la collaborazione fra Rheinmetall Naval Systems e la società britannica Kraken Technology Group. La produzione di serie è stata avviata nell’aprile 2026 presso il cantiere Blohm+Voss di Amburgo, nell’ambito delle attività della società congiunta Rheinmetall Kraken GmbH.
Secondo i dati comunicati dal produttore, il Kraken K3 Scout misura circa 8,4 metri di lunghezza e può raggiungere una velocità massima di 55 nodi, pari a circa 102 chilometri orari. La piattaforma è configurabile in funzione delle esigenze operative e può essere impiegata per la sorveglianza marittima, la protezione delle infrastrutture critiche e, con gli opportuni equipaggiamenti, come vettore di sistemi d’arma. Rheinmetall ha inoltre indicato una capacità di carico di circa 600 chilogrammi nelle precedenti presentazioni del mezzo.
L’aspetto industriale è altrettanto significativo. Al momento dell’avvio della produzione, il gruppo aveva dichiarato una capacità iniziale progettata per circa 200 unità all’anno, potenzialmente ampliabile fino a 1.000 esemplari annui in funzione del volume degli ordini. Questi numeri rappresentano obiettivi di capacità produttiva e non quantità già costruite o consegnate. La presentazione a Euronaval offrirà al gruppo l’occasione di mostrare il mezzo a un pubblico internazionale più ampio, ma non coincide con l’annuncio di una nuova commessa.
Millennium e MASS Nova: come cambia la protezione delle navi
Accanto al Kraken K3, Rheinmetall porterà a Parigi una configurazione autonoma del sistema d’arma navale Millennium, progettata per funzionare senza dipendere dall’infrastruttura dati già installata sulla nave ospitante. La soluzione integra il radar di sorveglianza Oerlikon AMMR con tecnologia AESA, un radar per il controllo del tiro, un sensore elettro-ottico e un sistema compatto di gestione del combattimento. L’obiettivo dichiarato è consentire l’individuazione, il tracciamento e il contrasto di minacce aeree e di superficie attraverso una catena operativa integrata.
Questa impostazione può risultare particolarmente interessante per i programmi di ammodernamento delle unità navali esistenti. La possibilità di installare una soluzione relativamente indipendente dai sistemi di bordo potrebbe ridurre alcune difficoltà di integrazione, anche se l’effettiva compatibilità dipende dalle caratteristiche delle singole piattaforme. Rheinmetall non ha annunciato, nel comunicato del 30 ottobre, nuovi contratti specifici per questa configurazione.
Un’altra novità sarà MASS Nova, evoluzione del sistema di contromisure navali Multi Ammunition Softkill System. A differenza delle armi destinate a distruggere fisicamente un bersaglio, le contromisure di tipo soft-kill puntano a disturbare o ingannare i sistemi di guida delle minacce in arrivo. MASS Nova introduce un lanciatore con angoli di tiro variabili, maggiore rapidità di impiego e capacità di ospitare 40+4 contromisure Omni-Trap da 81 millimetri. La presentazione a Euronaval costituirà il debutto fieristico della nuova versione.
Dalla fregata GMF 140 alle munizioni circuitanti
Il portafoglio annunciato comprende anche il progetto GMF 140, una fregata missilistica di nuova concezione con la quale Rheinmetall intende presidiare il segmento delle grandi unità navali da combattimento. La presenza del progetto accanto al Kraken K3 riflette la strategia del gruppo: proporre piattaforme con equipaggio, mezzi senza equipaggio e sistemi d’arma come componenti di una struttura operativa coordinata, anziché come prodotti isolati.
Fra le tecnologie previste figura inoltre la FV-014, una munizione circuitante progettata per combinare ricognizione, identificazione del bersaglio e attacco di precisione. Rheinmetall dichiara una portata operativa fino a 100 chilometri e sottolinea la presenza di sensori, collegamenti di rete e funzioni autonome pensate per operare anche in condizioni di interferenza con i segnali di navigazione satellitare. Le prestazioni indicate sono quelle dichiarate dall’azienda e non costituiscono, da sole, una valutazione indipendente dell’efficacia operativa.
Completa il quadro Asteria, una nuova generazione di mine navali multi-effetto che, secondo il produttore, possono essere impiegate da navi di superficie, velivoli da trasporto e sottomarini. Il sistema dispone di un collegamento acustico bidirezionale per il controllo remoto ed è proposto per la protezione di porti, stretti e altre aree marittime strategiche. Anche in questo caso, il comunicato presenta una capacità tecnologica e non annuncia un suo impiego operativo in un teatro specifico.
Le flotte ibride diventano una priorità industriale
La presentazione di Rheinmetall evidenzia un cambiamento che interessa l’intero settore navale militare. L’impiego di piattaforme senza equipaggio permette di distribuire alcune attività di sorveglianza e ricognizione su mezzi più piccoli, mentre le unità maggiori continuano a svolgere funzioni di comando, difesa e impiego di armamenti complessi. Il vantaggio potenziale non consiste nella sostituzione completa delle navi tradizionali, ma nella possibilità di ampliare le opzioni operative e ridurre l’esposizione del personale in determinate missioni.
Restano tuttavia questioni decisive: affidabilità dei collegamenti, resistenza alle interferenze elettroniche, autonomia effettiva, manutenzione, coordinamento con il traffico marittimo e integrazione nei sistemi di comando delle flotte. La disponibilità di un drone prodotto in serie non risolve automaticamente questi problemi, così come la presentazione di nuovi apparati di difesa non equivale alla loro adozione da parte di una marina militare.
Per Rheinmetall, Euronaval 2026 rappresenterà quindi soprattutto una vetrina industriale nella quale mostrare come il gruppo intenda collegare mezzi navali autonomi, unità di superficie, armamenti e contromisure. Il Kraken K3, già entrato nella fase di produzione, costituisce il punto più concreto di questa proposta. Gli altri sistemi completano una visione della difesa marittima in cui la capacità di individuare le minacce, proteggere le navi e coordinare piattaforme differenti assume un’importanza crescente.
Fonti: Rheinmetall, comunicato del 30 ottobre 2026; Defence Industry Europe, 30 ottobre 2026; Janes, documentazione sul Kraken K3 Scout.
