(AGENPARL) - Roma, 27 Ottobre 2026 - “Insieme per un futuro senza violenza”, è questa l’iniziativa promossa da CNA Impresa Donna Lombardia, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, Forze dell’ordine, professioniste e professionisti, associazioni e realtà impegnate nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, per analizzare il fenomeno da prospettive diverse e individuare strumenti concreti di tutela.
Tra le numerose figure di spicco presenti all’evento, è intervenuta la vice questore aggiunto della Polizia di Stato Graziella Currò, vice dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Milano che ha illustrato il tema del numero degli ammonimenti relativi a violenza domestica e stalking. L’ammonimento del Questore è una misura amministrativa di prevenzione finalizzata a intervenire su determinati comportamenti prima che possano aggravarsi. Si distingue dalla sanzione penale perché, nei casi previsti dalla legge, può essere adottato anche in assenza di una condanna e, per alcune fattispecie, senza che la vittima abbia presentato querela. Può riguardare, tra gli altri casi disciplinati dalla normativa, atti persecutori, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e situazioni di violenza domestica. L’obiettivo è proprio quello di interrompere le condotte a rischio e prevenire possibili escalation.
La vice questore aggiunto della Polizia di Stato ha inoltre mostrato anche le altre iniziative di prevenzione attive sul territorio. Tra queste rientra il Protocollo Zeus, sottoscritto a Milano nel 2018, che promuove percorsi rivolti alle persone ammonite per aiutarle a riconoscere la gravità sociale dei propri comportamenti e favorire un cambiamento. L’app YouPol, inoltre, consente di segnalare alle sale operative della Polizia episodi di bullismo, spaccio e violenza domestica o di genere, anche in forma anonima.
Accanto agli strumenti giuridici e all’attività delle Forze dell’ordine, sono stati approfonditi gli aspetti psicologici e relazionali della violenza: il riconoscimento delle forme meno visibili, le dinamiche dello stalking, l’ascolto e il sostegno alle persone coinvolte, fino alla riflessione sui modelli di mascolinità e sul ruolo della scuola e della formazione nella prevenzione. Il programma ha compreso inoltre esperienze dedicate alla sicurezza degli spazi urbani, come la progettazione di un’illuminazione più attenta alle esigenze delle persone, e iniziative volte a creare luoghi di ascolto e protezione.
Al confronto sono intervenuti, tra gli altri, Irene De Cristofaro, legal advisor e project manager di Donnexstrada; Lucia Taormina, presidente nazionale di Soroptimist; Donatella Meucci, del Soroptimist Club Milano alla Scala; Fulvia Siano, psicologa clinica e presidente dell’Associazione Perseo; Laura Belloni Sonzogni, psicoterapeuta e docente SITCC; Alessandro Magnanensi, psicoterapeuta; e Paolo Valerio Bellotti, di AFOL Metropolitana. Il programma ha coinvolto inoltre rappresentanti delle istituzioni regionali, tra cui Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Luce Meola, presidente della Commissione per le pari opportunità (CPO), ed Elena Lucchini, assessora regionale alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità.
Accanto agli strumenti di prevenzione e intervento, l’incontro ha messo al centro anche le condizioni che permettono alle donne di uscire da una situazione di violenza. Nel quadro delle diverse dimensioni della violenza di genere, CNA Impresa Donna Lombardia ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra autonomia economica e libertà personale. La dipendenza finanziaria può infatti limitare la possibilità di compiere scelte autonome, chiedere aiuto o allontanarsi da una relazione violenta. L’indipendenza economica non esaurisce il tema della prevenzione, ma rappresenta una delle condizioni che possono contribuire a rafforzare la libertà e le possibilità di autodeterminazione delle donne.
Secondo le elaborazioni di InfoCamere e Polis Lombardia sui dati del Registro delle Imprese aggiornati al 30 giugno 2026, in Lombardia operano 181.848 imprese femminili, il numero più alto tra le regioni italiane. Rappresentano il 19,4% delle imprese attive sul territorio regionale e nel 2024 hanno generato un valore della produzione pari a 44 miliardi di euro. Un contributo rilevante al sistema economico, che convive tuttavia con ostacoli ancora presenti sul fronte dell’indipendenza finanziaria e delle pari opportunità.
I dati richiamati nella presentazione di CNA Impresa Donna Lombardia hanno evidenziato infatti che una donna su quattro in Italia non dispone di un reddito personale e che oltre il 30% non possiede un conto corrente intestato individualmente. Sul fronte del credito, il cosiddetto Gender Credit Gap è stato indicato in 68 miliardi di euro. Sempre secondo i dati presentati, alle donne è destinato meno del 20% del credito complessivamente erogato alle famiglie, contro oltre il 34% agli uomini, mentre il restante 45% riguarda finanziamenti cointestati, che non garantiscono necessariamente alle donne una piena autonomia finanziaria.
Queste disparità si intrecciano con altri fattori, tra cui il divario retributivo e la distribuzione ancora squilibrata del lavoro di cura. Il risultato può essere una maggiore difficoltà nel costruire risorse personali e nel disporre degli strumenti necessari per affrontare situazioni di vulnerabilità. Per questo CNA Impresa Donna Lombardia opera attraverso la rappresentanza istituzionale, la formazione e il rafforzamento delle reti professionali, sostenendo le imprenditrici nello sviluppo delle competenze finanziarie e manageriali e nel superamento dell’isolamento che può caratterizzare il percorso imprenditoriale.
“L’autonomia economica non è soltanto una conquista professionale, ma una condizione importante per la libertà e la possibilità di scegliere. Per questo è necessario rimuovere gli ostacoli che ancora limitano le opportunità delle donne, rafforzando l’accesso al credito, le competenze e le reti di supporto. Come CNA Impresa Donna Lombardia, lavoriamo attraverso la rappresentanza, la formazione e la costruzione di relazioni tra imprenditrici, perché nessuna donna debba sentirsi sola nel proprio percorso. Contrastare la violenza significa anche creare le condizioni perché ciascuna possa costruire il proprio futuro in autonomia”, ha dichiarato Malisa Moretti, presidente di CNA Impresa Donna Lombardia.
