(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2026 - Il progetto adotta un approccio integrato e multilivello che supera la frammentazione degli interventi tradizionali, agendo direttamente nei principali luoghi di vita quotidiana del territorio, dalle aule scolastiche ai contesti sportivi e associativi, fino ai presidi sanitari e socio-assistenziali. I dettagli dell'iniziativa sono stati illustrati questa mattina, al Municipio di Mestre, dall'assessore alle Politiche sociali e giovanili Ermelinda Damiano, dal dirigente del Settore Servizi alla Persona del Comune di Venezia Alberto Cigana, dalla responsabile del Centro Antiviolenza Patrizia Marcuzzo, e dalla psicologa e coordinatrice del progetto per la Cooperativa La Esse, Claudia Stefani.
"Il progetto 'Crescere Senza Violenza' rappresenta un ulteriore passo avanti nell'impegno che il Comune di Venezia porta avanti da anni nella prevenzione della violenza di genere e nella promozione di una cultura del rispetto – ha dichiarato l'assessore Damiano – L'elemento qualificante del progetto è l'avvio di un percorso educativo fin dalla prima infanzia, attraverso interventi rivolti alle Scuole dell'Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado, che coinvolgono in modo integrato alunne e alunni, docenti e genitori. La durata triennale, con azioni continuative e diffuse fino al 2029, consentirà di consolidare nel tempo gli interventi e rafforzare la collaborazione tra istituzioni scolastiche, famiglie e servizi del territorio. La prevenzione richiede infatti una strategia strutturata e condivisa, capace di incidere sui modelli culturali e relazionali fin dalle prime fasi della crescita. Investire nell'educazione al rispetto, alla parità e al consenso significa contrastare alla radi
ce la violenza di genere e la violenza assistita, contribuendo a costruire una comunità più consapevole e a garantire alle nuove generazioni ambienti di crescita sicuri e inclusivi".
L'alleanza con il mondo dell'istruzione rappresenta un pilastro fondamentale dell'iniziativa. Il percorso entra negli Istituti Comprensivi con proposte modulate sull'età delle bambine e dei bambini, accompagnandoli lungo tutto il loro percorso di crescita. Nella scuola dell'infanzia le attività fanno leva su esperienze pratiche, albi illustrati e giochi di ruolo per maturare la consapevolezza del proprio corpo e l'importanza dei confini personali. Con la scuola primaria il focus si sposta sullo sviluppo dell'empatia e sulla gestione consapevole delle emozioni, mentre nella scuola secondaria di primo grado si utilizzano le tecniche del teatro sociale per affrontare temi cruciali come le dinamiche di coppia tra adolescenti, la prevenzione del cyberbullismo e la decostruzione degli stereotipi di genere. Questo lavoro sui giovani si completa con momenti dedicati al personale docente, volti a rafforzarne le competenze di lettura dei segnali di disagio, e con momenti di confronto per i genitori,
chiamati a condividere un linguaggio comune sull'affettività e sull'educazione al consenso.
La prevenzione prosegue oltre i confini scolastici per abbracciare l'intero tessuto sociale e sportivo del territorio veneziano. I contesti di aggregazione giovanile diventano così spazi privilegiati per promuovere relazioni paritarie e contrastare ogni forma di prevaricazione. Attraverso i laboratori dedicati all'educazione al consenso, allenatrici, allenatori, personale educativo e la rete del volontariato delle associazioni locali vengono coinvolti in un percorso orientato al superamento dei pregiudizi e delle dinamiche di possesso e controllo, affinché lo sport e il tempo libero siano sempre più luoghi sicuri e inclusivi, fatti di consapevolezza di sé, di rispetto reciproco, di pari opportunità di crescita individuale e di gruppo.
"Il nostro intervento nasce dalla volontà di offrire alle figure educative strumenti metodologici concreti per accompagnare ragazzi e ragazze nella costruzione di relazioni sane e consapevoli – ha sottolineato Claudia Stefani, psicologa e coordinatrice del progetto per la Cooperativa La Esse – Lavorare sull'ascolto, sull'empatia e sul riconoscimento del consenso significa dare alle persone adulte di riferimento le chiavi per intercettare precocemente ogni forma di discriminazione e di violenza e allo stesso tempo favorire un contesto culturale in grado di prevenirle".
A sostegno di questa azione educativa e culturale si affianca, infatti, una solida rete socio-sanitaria. A fronte di un fenomeno che continua a mostrare numeri drammatici su scala nazionale sia per quanto riguarda la violenza contro le donne, sia relativamente ai minori che ne sono testimoni diretti, il progetto garantisce una formazione specialistica accreditata per le professioniste e i professionisti della Rete Aiuto Donna dell'ULSS 3 Serenissima e dell'Area Coesione Sociale del Comune di Venezia. Grazie alla guida di esperte di livello nazionale, gli incontri coinvolgeranno sia i servizi territoriali come la pediatria, la ginecologia e i consultori, sia la sanità ospedaliera e la medicina generale, fornendo strumenti operativi concreti per la valutazione del rischio e per la gestione condivisa dei casi di maltrattamento e abuso.
Le attività progettuali si svilupperanno progressivamente, a partire dal prossimo mese di novembre e lungo l'intero triennio, con l'obiettivo di consolidare un'alleanza duratura tra istituzioni, presidi sanitari, scuole e realtà del terzo settore, lasciando al territorio una rete coesa e permanente in grado di prevenire la violenza e tutelare le nuove generazioni. Alcune realtà del territorio veneziano già coinvolte nella progettualità sono: scuole di diverso ordine e grado del Comune di Venezia, Servizi educativi del Comune di Venezia, Polisportiva " Il Terraglio", Azienda Sanitaria ULSS3 Serenissima, Rete ad Alta intensità educativa, Pool scuola e l'Ufficio scolastico provinciale.
Contatti:
Centro Antiviolenza Comune di Venezia | Patrizia Marcuzzo
Radici Srl | Elena Mattiuzzo
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Venezia, 22 ottobre 2026
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