(AGENPARL) - Roma, 22 Ottobre 2026 - La Cina consolida la propria presenza nei grandi progetti infrastrutturali dell’Arabia Saudita attraverso una commessa da 306 milioni di dollari per la realizzazione delle facciate del Prince Mohammed bin Salman Stadium, uno degli impianti destinati a ospitare le partite dei Mondiali di calcio del 2034. Il contratto, del valore di 1,15 miliardi di riyal sauditi, è stato assegnato a un consorzio formato da China Fangda Group e dalla saudita Isam Kabbani & Partners e riguarda la progettazione, la fornitura e l’installazione dei sistemi di rivestimento esterno dello stadio di Qiddiya, nei pressi di Riad. L’operazione rappresenta un nuovo tassello del programma di investimenti con cui il Regno intende trasformare le proprie infrastrutture sportive e turistiche, coinvolgendo imprese internazionali nella realizzazione di opere legate alla strategia di diversificazione economica Vision 2030.
La notizia, riportata da Arab News il 21 ottobre sulla base di una comunicazione societaria del 19 ottobre, evidenzia il ruolo crescente delle aziende cinesi nei progetti di costruzione del Golfo. Il consorzio aggiudicatario, denominato IKK Fangda JV Co., è controllato per il 51% da Shihui International Holdings, società riconducibile a China Fangda Group, mentre il restante 49% appartiene a Isam Kabbani & Partners, impresa saudita del gruppo IKK. Il contratto è stato sottoscritto con Uptown Stadium Construction JV, consorzio responsabile della costruzione principale dell’impianto, costituito dalla spagnola FCC Construcción e dalla saudita Nesma & Partners Contracting. La struttura della commessa mostra come il progetto di Qiddiya riunisca operatori industriali cinesi, sauditi ed europei in una filiera internazionale che comprende progettazione, ingegneria, forniture specialistiche e realizzazione delle opere.
Una commessa strategica per China Fangda Group
Per il gruppo cinese, il valore dell’appalto assume una rilevanza che va oltre l’espansione geografica delle attività. Secondo la comunicazione societaria richiamata da Arab News, l’importo del contratto equivale al 60,7% dei ricavi operativi registrati da China Fangda Group nel 2025. Si tratta quindi di una commessa di dimensioni particolarmente significative rispetto al volume d’affari annuale dell’impresa, destinata a incidere sui risultati economici dei prossimi esercizi in funzione dell’avanzamento dei lavori e dei criteri contabili applicabili. La società ha indicato il progetto come un’opportunità per rafforzare la propria reputazione internazionale nel settore delle facciate architettoniche e acquisire un riferimento industriale di primo piano nel mercato mediorientale, dove gli investimenti nelle grandi infrastrutture continuano ad attirare operatori specializzati provenienti dall’Asia e dall’Europa.
L’esecuzione della commessa è prevista nell’arco di 863 giorni e comprenderà non soltanto lo stadio principale, ma anche il museo e gli edifici ausiliari del complesso. Il contratto riguarda sistemi di facciata e rivestimento, non la costruzione integrale dell’impianto: i 306 milioni di dollari rappresentano dunque il valore di uno specifico pacchetto di lavori all’interno di un progetto molto più ampio. La distinzione è importante anche per comprendere la complessità industriale delle opere previste. Le strutture dovranno rispettare gli standard tecnici sauditi e affrontare condizioni ambientali impegnative, tra cui forti venti nell’area delle scogliere, tempeste di sabbia e temperature elevate. La capacità di realizzare superfici architettoniche complesse in un contesto di questo tipo costituisce uno degli elementi sui quali China Fangda intende costruire la propria presenza nel mercato regionale.
L’operazione conferma inoltre l’importanza delle joint venture tra imprese straniere e operatori locali nell’assegnazione delle grandi commesse saudite. La partecipazione maggioritaria cinese garantisce a Fangda un ruolo centrale nell’esecuzione del contratto, mentre il partner saudita contribuisce alla struttura industriale e operativa necessaria per lavorare nel Regno. Il coinvolgimento della spagnola FCC Construcción tra gli appaltatori generali evidenzia, parallelamente, come i progetti sauditi non siano affidati a un unico interlocutore internazionale, ma vengano suddivisi in numerosi pacchetti specialistici assegnati a consorzi differenti.
Qiddiya, lo stadio sulle scogliere destinato ai Mondiali 2034
Il Prince Mohammed bin Salman Stadium sorgerà a Qiddiya, il grande progetto di sviluppo turistico, sportivo e ricreativo situato nell’area di Riad. L’impianto è stato progettato per accogliere oltre 45.000 spettatori e integrare nella propria architettura il paesaggio delle scogliere di Tuwaiq, uno degli elementi naturali più riconoscibili della zona. La particolare collocazione contribuisce a definire l’identità del progetto, concepito non soltanto come struttura sportiva per un torneo internazionale, ma anche come parte di una destinazione destinata a ospitare eventi, attività ricreative e iniziative culturali durante tutto l’anno. Il complesso comprenderà infatti ulteriori edifici e spazi funzionali, inseriti nel programma di trasformazione dell’area.
La realizzazione dello stadio procede attraverso l’assegnazione di più contratti. Nel settembre scorso, secondo quanto comunicato da Estithmar Holding, un pacchetto da 829 milioni di riyal sauditi è stato affidato a Elegancia Arabia Trading per lavori relativi agli impianti meccanici e ai sistemi tecnologici dell’edificio. La commessa comprende riscaldamento, ventilazione, protezione antincendio e gestione degli impianti, con completamento previsto entro maggio 2030. L’assegnazione del nuovo contratto per le facciate si inserisce quindi in una sequenza di interventi che coinvolgono diverse imprese e competenze, mentre il calendario dei lavori deve garantire la disponibilità dell’impianto con sufficiente anticipo rispetto alla competizione mondiale.
Il programma saudita per la Coppa del Mondo 2034 prevede complessivamente 15 stadi distribuiti tra Riad, Gedda, Al Khobar, Abha e Neom. Secondo il dossier ufficiale della candidatura, undici impianti saranno di nuova costruzione, mentre gli altri saranno ricavati attraverso l’ammodernamento o l’adattamento di strutture esistenti. La dimensione del piano rende il torneo uno dei principali motori degli investimenti infrastrutturali del Regno nei prossimi anni, con ricadute che riguardano non soltanto l’edilizia sportiva, ma anche trasporti, ospitalità, servizi urbani e infrastrutture tecnologiche. Per le aziende internazionali, il programma rappresenta un mercato di grande interesse; per Riad, costituisce uno degli strumenti attraverso i quali accelerare la trasformazione economica e rafforzare la capacità di attrarre visitatori e investimenti.
Vision 2030 e la collaborazione industriale tra Arabia Saudita e Cina
L’assegnazione della commessa a un consorzio a maggioranza cinese si inserisce nel più ampio quadro della cooperazione economica tra Pechino e Riad. L’Arabia Saudita sta cercando di ridurre la dipendenza delle proprie entrate dal petrolio attraverso lo sviluppo di settori alternativi, tra cui turismo, intrattenimento, sport, logistica e infrastrutture avanzate. La strategia Vision 2030 ha favorito l’avvio di grandi progetti immobiliari e urbani, creando opportunità per imprese internazionali capaci di fornire tecnologie, materiali, progettazione e competenze specialistiche. La Cina, che dispone di una vasta industria delle costruzioni e di gruppi attivi nei mercati esteri, è uno degli interlocutori economici che possono beneficiare di questa domanda.
La dichiarazione pre-bilancio saudita per il 2027, richiamata da Arab News, conferma l’intenzione del governo di mantenere gli investimenti nei progetti strategici considerati essenziali per sostenere la crescita economica di lungo periodo. La continuità della spesa infrastrutturale assume particolare rilievo in un contesto regionale segnato da tensioni militari e incertezze sui mercati energetici, perché consente alle imprese coinvolte di programmare attività industriali pluriennali e di sviluppare rapporti stabili con i committenti locali. L’aggiudicazione a IKK Fangda mostra come la cooperazione tra Arabia Saudita e Cina possa tradursi in contratti concreti anche in comparti diversi dall’energia, tradizionalmente al centro dei rapporti commerciali tra i due Paesi.
La presenza cinese nei cantieri sauditi non esclude, tuttavia, quella europea. Il coinvolgimento della spagnola FCC Construcción nella realizzazione dello stadio e la partecipazione di imprese saudite nei diversi consorzi evidenziano una competizione internazionale nella quale le aziende vengono selezionate per specifiche capacità operative. La costruzione degli impianti per il 2034 offre quindi una fotografia delle relazioni industriali che accompagnano la trasformazione del Regno: capitali e committenza sauditi, tecnologie e competenze provenienti da più Paesi, contratti distribuiti lungo una filiera complessa e un calendario di esecuzione legato a un evento sportivo globale.
Per China Fangda Group, il contratto da 306 milioni di dollari costituisce una possibilità di crescita e un banco di prova industriale, considerato il peso della commessa rispetto ai ricavi aziendali e le difficoltà tecniche del progetto. Per l’Arabia Saudita rappresenta invece un ulteriore avanzamento del programma di costruzione degli impianti destinati ai Mondiali 2034. Il significato economico dell’operazione va dunque oltre lo stadio di Qiddiya: mostra come la preparazione della competizione stia già generando importanti commesse internazionali e rafforzando i rapporti industriali tra il Regno e i suoi partner esteri.
