(AGENPARL) - Roma, 22 Ottobre 2026 - L’Iran intensifica la propria attività diplomatica nei confronti dei Paesi europei, puntando da un lato al rafforzamento delle relazioni bilaterali con l’Italia e dall’altro a ottenere una presa di posizione dei governi del continente contro le operazioni militari di Stati Uniti e Israele. È il doppio messaggio emerso il 21 ottobre da due incontri del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: quello con il nuovo ambasciatore designato a Roma, Ali Akbar Rezaei, e quello con il sottosegretario di Stato polacco agli Affari esteri Wojciech Zajączkowski, giunto a Teheran per il terzo ciclo di consultazioni politiche tra Iran e Polonia.
Le due iniziative, riferite dall’agenzia ufficiale iraniana IRNA, riguardano interlocutori e obiettivi differenti, ma mostrano la volontà di Teheran di mantenere aperti i canali diplomatici con l’Europa mentre prosegue il confronto con Washington e Israele. Il governo iraniano cerca così di sviluppare i rapporti con le singole capitali europee e, contemporaneamente, di sollecitare una posizione politica sulle operazioni militari contro la Repubblica islamica.
Il nuovo ambasciatore a Roma e le priorità dei rapporti Iran-Italia
Nel colloquio con Ali Akbar Rezaei, appena nominato ambasciatore iraniano in Italia, Araghchi ha sottolineato la necessità di utilizzare le opportunità esistenti per ampliare la cooperazione tra Teheran e Roma. Il ministro ha indicato tra le priorità il rafforzamento delle consultazioni con i funzionari italiani, lo sviluppo delle relazioni bilaterali e la rappresentazione delle posizioni della Repubblica islamica a tutela degli interessi nazionali.
Rezaei ha illustrato i programmi e gli obiettivi che intende perseguire durante il mandato diplomatico, soffermandosi sulla possibilità di estendere la collaborazione in diversi settori. Il resoconto di IRNA non specifica tuttavia quali iniziative concrete siano già state concordate con le autorità italiane, né annuncia nuovi accordi economici o politici.
Il messaggio di Araghchi riguarda quindi soprattutto l’indirizzo che Teheran intende imprimere alla propria rappresentanza diplomatica in Italia. Il ministro chiede al nuovo ambasciatore di rafforzare il dialogo istituzionale e di individuare occasioni di cooperazione, in una fase nella quale le relazioni internazionali dell’Iran sono condizionate dalle tensioni militari e dalle divergenze con diversi governi occidentali.
La scelta di dedicare un incontro alle prospettive dei rapporti con Roma segnala l’importanza attribuita dalla diplomazia iraniana al mantenimento di un interlocutore italiano, senza che ciò equivalga, allo stato attuale, all’annuncio di un nuovo accordo bilaterale.
Araghchi alla Polonia: l’Europa condanni le operazioni militari
Un messaggio più direttamente politico è stato rivolto da Araghchi al sottosegretario polacco Wojciech Zajączkowski, ricevuto a Teheran nella serata del 21 ottobre a margine del terzo ciclo di consultazioni politiche tra i due Paesi.
Durante l’incontro, il ministro iraniano ha chiesto ai governi europei di condannare le operazioni militari condotte da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, criticando quei Paesi che, secondo la posizione di Teheran, avrebbero sostenuto tali azioni o evitato di prendere una posizione di condanna.
Araghchi ha sostenuto che tutti gli Stati, compresi quelli europei, dovrebbero adottare una posizione coerente con i principi del diritto internazionale contro quelle che ha definito aggressioni e crimini commessi nel corso delle operazioni militari. Ha inoltre ribadito che la Repubblica islamica continuerà a difendere la propria sovranità nazionale e integrità territoriale di fronte a eventuali nuove minacce o attacchi.
Le dichiarazioni costituiscono la posizione ufficiale espressa dal ministro iraniano e sono riportate come tali dall’agenzia IRNA. Il resoconto non contiene una risposta del governo polacco alla richiesta di condanna, né indica che Varsavia abbia assunto impegni in questo senso.
Lo Stretto di Hormuz e le conseguenze regionali
Nel colloquio con il rappresentante polacco, Araghchi ha affrontato anche la situazione della sicurezza regionale, attribuendo le tensioni e l’insicurezza nello Stretto di Hormuz alle azioni militari di Washington e Israele.
Il ministro ha affermato che l’Iran ha perseguito la via diplomatica per favorire la pace e la stabilità nella regione, precisando però che Teheran non esiterà a reagire in difesa del proprio territorio in caso di nuove aggressioni.
Il riferimento allo Stretto di Hormuz è significativo anche per i Paesi europei. L’area rappresenta uno dei principali passaggi marittimi per il commercio internazionale di petrolio e gas naturale liquefatto. Le tensioni che coinvolgono questa rotta hanno pertanto una dimensione economica che si aggiunge alle implicazioni militari e diplomatiche del confronto regionale.
L’Iran cerca di richiamare l’attenzione dei propri interlocutori europei su entrambi gli aspetti: la richiesta di una condanna politica delle operazioni militari e le conseguenze che l’instabilità regionale può avere sulla sicurezza della navigazione e sugli approvvigionamenti energetici.
Il canale bilaterale con Varsavia resta aperto
Nonostante le critiche rivolte all’atteggiamento di alcuni governi europei, Araghchi ha espresso interesse anche per lo sviluppo dei rapporti con la Polonia. Il ministro ha ricordato i legami storici tra i popoli dei due Paesi e ha invitato a individuare nuove opportunità di collaborazione in settori di reciproco interesse.
Nel corso dell’incontro ha inoltre richiamato il precedente colloquio con il ministro degli Esteri polacco, avvenuto a settembre a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Zajączkowski, secondo quanto riportato da IRNA, ha riferito sui colloqui svolti con la controparte iraniana e illustrato le posizioni della Polonia sulle principali questioni regionali e internazionali. L’agenzia non fornisce ulteriori dettagli sui contenuti della risposta polacca alle richieste di Araghchi.
Il confronto assume particolare rilievo per il ruolo di Varsavia all’interno dell’Unione europea e della NATO. Tuttavia, l’incontro si è svolto nell’ambito delle relazioni bilaterali Iran-Polonia e non risulta presentato come un negoziato ufficiale tra Teheran e le istituzioni europee.
Due interlocutori, una strategia diplomatica
Gli incontri con Rezaei e Zajączkowski delineano due direttrici dell’iniziativa iraniana. Sul versante italiano, l’obiettivo dichiarato è rafforzare i rapporti bilaterali e rendere più continuative le consultazioni con Roma. Sul versante europeo, Teheran cerca invece di ottenere una condanna delle operazioni militari statunitensi e israeliane, utilizzando anche i colloqui con i singoli governi per esporre le proprie posizioni.
Non si tratta, sulla base delle informazioni diffuse da IRNA, di una nuova iniziativa negoziale congiunta dell’Italia e della Polonia, né dell’annuncio di una posizione comune europea. Sono due attività diplomatiche distinte, che il ministero degli Esteri iraniano ha condotto nella stessa giornata.
Il loro significato politico risiede nella scelta di Teheran di affiancare alla denuncia delle operazioni militari la prosecuzione del dialogo con le capitali europee. Resta da vedere quali sviluppi concreti avranno le indicazioni impartite al nuovo ambasciatore in Italia e se l’appello rivolto ai governi europei riceverà risposte ufficiali.
