(AGENPARL) - Roma, 21 Ottobre 2026 - Dopo lo scontro diplomatico con la Francia, culminato nella convocazione dell’ambasciatore iraniano a Parigi, Teheran rivolge ora le sue contestazioni all’Italia. L’Alto Consiglio per i diritti umani della Repubblica islamica dell’Iran ha diffuso una dichiarazione nella quale richiama il governo italiano al rispetto delle libertà fondamentali e chiede chiarimenti sulla condotta delle forze di polizia durante le recenti manifestazioni a Milano, Torino e Bologna.
L’intervento, riportato mercoledì 21 ottobre dall’agenzia iraniana Tasnim, arriva dopo le prese di posizione delle autorità di Teheran sulla gestione delle proteste in Francia. Questa volta il richiamo è rivolto direttamente a Roma, con riferimenti alle convenzioni internazionali sulla libertà di espressione e sul diritto di riunione pacifica.
Il richiamo iraniano alle autorità italiane
Nella dichiarazione, l’Alto Consiglio iraniano afferma di seguire con preoccupazione le notizie relative agli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nelle città italiane.
Il documento richiama gli episodi verificatisi tra il 17 e il 19 ottobre, durante proteste legate al costo della vita, alle condizioni economiche e alla qualità dei servizi pubblici. Secondo le segnalazioni citate dall’organismo iraniano, nel corso delle manifestazioni sarebbero stati impiegati lacrimogeni e idranti e sarebbero stati effettuati numerosi arresti.
Teheran menziona anche notizie relative al fermo di minorenni, al ferimento di agenti e a episodi di danneggiamento e saccheggio di attività commerciali.
L’Alto Consiglio condanna espressamente la violenza contro le persone e la distruzione di beni pubblici e privati, ma sostiene che gli atti violenti commessi da alcuni partecipanti non possano giustificare restrizioni indiscriminate dei diritti degli altri manifestanti.
Da qui la richiesta di esaminare le circostanze degli interventi di polizia, la necessità delle misure adottate e la proporzionalità della forza impiegata.
Le richieste rivolte al governo italiano
Il documento iraniano sollecita le autorità italiane a rendere pubblici dati aggiornati sulle persone fermate e ferite durante le proteste, nonché su eventuali decessi collegati agli scontri.
Chiede inoltre indagini indipendenti ed efficaci su possibili violazioni commesse durante le operazioni di ordine pubblico e garanzie per i diritti delle persone detenute, con particolare attenzione ai minorenni.
L’Alto Consiglio richiama gli articoli 19 e 21 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, relativi rispettivamente alla libertà di espressione e al diritto di riunione pacifica.
Il riferimento è accompagnato da un richiamo ai principi delle Nazioni Unite sull’impiego della forza da parte degli operatori di polizia, secondo i quali gli interventi devono rispettare criteri di necessità e proporzionalità.
Si tratta delle richieste formulate dall’organismo iraniano: la dichiarazione non rappresenta l’esito di un’indagine sugli episodi avvenuti in Italia.
Dalla Francia all’Italia, il confronto sui diritti umani
L’iniziativa nei confronti dell’Italia segue una serie di interventi iraniani sulla gestione delle manifestazioni francesi.
Già il 2 ottobre il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, aveva criticato l’operato delle forze di sicurezza francesi, invitando Parigi a rispettare i diritti fondamentali dei manifestanti.
La questione è tornata al centro delle dichiarazioni iraniane anche nelle settimane successive, durante le mobilitazioni studentesche e sociali in Francia.
Con il comunicato del 21 ottobre, Teheran estende dunque all’Italia il proprio richiamo sul rispetto delle libertà civili.
Il contesto italiano è quello delle manifestazioni del fine settimana, segnate da scontri e danneggiamenti, soprattutto a Milano. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha risposto annunciando un rafforzamento delle misure di sicurezza e degli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine.
L’intervento iraniano si inserisce quindi in una fase nella quale la gestione delle proteste è già al centro del confronto politico interno italiano.
Il passaggio finale del comunicato
La parte conclusiva della dichiarazione chiarisce il messaggio rivolto da Teheran ai governi europei.
Secondo l’Alto Consiglio iraniano, il mantenimento dell’ordine pubblico e la tutela dei diritti fondamentali sono responsabilità che gli Stati devono esercitare contemporaneamente.
L’organismo aggiunge che i diritti umani devono costituire uno standard comune per tutti i Paesi e non essere utilizzati come strumento di pressione politica contro altri governi.
È il passaggio che collega la richiesta rivolta all’Italia al più ampio confronto diplomatico tra la Repubblica islamica e i Paesi occidentali.
Teheran, frequentemente destinataria di critiche internazionali sulla tutela delle libertà civili, utilizza ora gli stessi riferimenti giuridici per chiedere spiegazioni alle autorità europee.
La dichiarazione del 21 ottobre non annuncia iniziative diplomatiche ulteriori né riferisce di una risposta ufficiale italiana. Resta, per il momento, una presa di posizione pubblica dell’organismo iraniano, con una richiesta esplicita di chiarimenti e accertamenti rivolta al governo di Roma.
