(AGENPARL) - Roma, 21 Ottobre 2026 - "Quanto accaduto sabato a Brescia e ieri a Iseo è grave e non può essere sottovalutato. Manifestare è un diritto, usare la violenza no. Su questo non possono esserci ambiguità né giustificazioni. A preoccuparmi maggiormente è il coinvolgimento di tanti minorenni. Quando ragazzi così giovani arrivano a rendersi protagonisti di episodi di violenza, dobbiamo chiederci cosa non stia funzionando sul piano educativo e della prevenzione. Esprimo piena solidarietà alle Forze dell'ordine, che ogni giorno garantiscono la nostra sicurezza e non possono diventare il bersaglio di aggressioni. Ma oggi la sola condanna non basta. È il momento che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Mi sarei aspettata una presa di posizione forte e condivisa anche dal mondo della scuola. Al di là di singoli interventi, non ho ancora visto un appello unitario. Non si tratta di puntare il dito contro gli insegnanti, ma di riconoscere che, quando sono coinvolti così tanti minorenni, la scuola deve essere parte attiva della risposta, insieme alle famiglie. Non possiamo chiedere alle Forze dell'ordine di intervenire dove è mancata la prevenzione. Il rispetto delle regole, delle persone e delle istituzioni si costruisce prima di tutto attraverso l'educazione. Per questo chiedo al Prefetto di Brescia di promuovere con urgenza un incontro operativo con le istituzioni locali, l'Ufficio scolastico territoriale, i dirigenti scolastici, i rappresentanti delle famiglie e le Forze dell'ordine. Un incontro dal quale devono uscire impegni concreti: percorsi di educazione alla legalità nelle scuole, coinvolgimento diretto dei genitori e iniziative coordinate per prevenire nuove violenze. Non voglio l'ennesimo tavolo che si conclude con una dichiarazione di intenti. Chiedo che si individuino azioni precise, responsabilità e tempi di attuazione. Le prossime manifestazioni rendono ancora più urgente intervenire. Chi manifesta pacificamente deve poter esercitare il proprio diritto, ma chi sceglie la violenza deve risponderne secondo la legge. Come parlamentare sono pronta a fare la mia parte. Ma serve uno sforzo comune, senza divisioni politiche e senza scaricare le responsabilità da un'istituzione all'altra. La sicurezza è un dovere delle istituzioni. L'educazione è una responsabilità condivisa. Nessuno può chiamarsi fuori. Non aspettiamo che accada qualcosa di ancora più grave per intervenire. Il momento di agire è adesso".
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