(AGENPARL) - Roma, 21 Ottobre 2026 - Anche la Grecia entra nella nuova stagione di mobilitazioni giovanili che attraversa diversi Paesi europei. Studenti universitari, alunni delle scuole superiori e insegnanti sono scesi in piazza contro il caro vita, l’aumento degli affitti e le difficoltà di accesso all’istruzione pubblica. Le proteste, iniziate martedì 20 ottobre con accampamenti simbolici ad Atene e Salonicco, proseguono oggi con uno sciopero degli insegnanti e manifestazioni in numerose città del Paese.
La mobilitazione greca aggiunge un nuovo capitolo al fenomeno delle proteste della Generazione Z, già emerso in altri contesti nazionali e affrontato da Agenparl nell’approfondimento del 16 ottobre, «Generazione Z, nuovo Sessantotto? Le proteste globali». Pur con caratteristiche e rivendicazioni differenti, le manifestazioni mettono in evidenza una crescente attenzione delle giovani generazioni per il costo della vita, le prospettive economiche e l’accesso ai servizi essenziali.
Le tende davanti al Parlamento di Atene
Martedì sera gli studenti universitari hanno montato tende in piazza Syntagma, nel centro di Atene, nei pressi della sede del Parlamento. L’accampamento è stato organizzato per richiamare l’attenzione sul costo degli alloggi e sulle difficoltà economiche affrontate da chi frequenta l’università lontano dalla propria città.
Iniziative analoghe sono state organizzate a Salonicco, dove gli studenti hanno occupato simbolicamente uno spazio pedonale nel centro cittadino. La protesta riguarda soprattutto la disponibilità di residenze universitarie, il livello degli affitti privati e l’entità dei contributi pubblici destinati agli studenti.
Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica greca ERT, i manifestanti chiedono una riduzione dei costi abitativi, l’aumento dei sussidi per l’alloggio e l’ampliamento della platea dei beneficiari. Tra le richieste figurano anche più posti nelle residenze studentesche, servizi di ristorazione accessibili e maggiori finanziamenti agli atenei.
Il tema della casa è diventato centrale nelle rivendicazioni. Per gli studenti provenienti da famiglie con redditi più bassi, trasferirsi in un’altra città per frequentare l’università comporta spese che possono incidere sulla possibilità stessa di proseguire gli studi.
Il 21 ottobre scioperano anche gli insegnanti
La seconda giornata di mobilitazione coinvolge il sistema scolastico. La federazione degli insegnanti della scuola primaria DOE ha proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore per mercoledì 21 ottobre. Anche gli insegnanti delle scuole secondarie hanno annunciato interruzioni del lavoro, mentre alle manifestazioni partecipano associazioni studentesche e rappresentanti delle famiglie.
Ad Atene il principale appuntamento è stato fissato a mezzogiorno ai Propilei dell’Università, con un corteo verso il Parlamento. A Salonicco la manifestazione è stata convocata nei pressi della statua di Venizelos. Sono state annunciate iniziative anche in altre città greche.
Le rivendicazioni degli insegnanti comprendono aumenti salariali, nuove assunzioni, interventi per la sicurezza degli edifici scolastici e maggiori risorse per l’istruzione pubblica.
Un punto di contatto con le richieste degli universitari riguarda nuovamente gli alloggi. I docenti destinati a lavorare lontano dalla propria residenza denunciano infatti difficoltà nel sostenere i costi abitativi con gli stipendi attuali e chiedono misure specifiche di sostegno.
La mobilitazione si è estesa anche ad altri settori del pubblico impiego. In Grecia, dunque, la protesta degli studenti si intreccia con le vertenze salariali e con le richieste di maggiori investimenti nei servizi pubblici.
Dalla Grecia alle altre piazze europee
Il caso greco si inserisce in un contesto europeo nel quale l’accesso alla casa, il potere d’acquisto e il futuro dell’istruzione sono diventati temi ricorrenti nelle mobilitazioni dei giovani.
Manifestazioni con rivendicazioni in parte analoghe sono state registrate in altri Paesi, tra cui Francia e Spagna. Le singole iniziative nascono da situazioni politiche, economiche e sociali differenti e non costituiscono necessariamente un movimento organizzato a livello internazionale.
Esiste tuttavia un elemento comune: la difficoltà, denunciata dai partecipanti, di conciliare percorsi di studio, ingresso nel mondo del lavoro e autonomia economica.
In Grecia questa difficoltà emerge con particolare evidenza nella questione degli affitti universitari. Il costo della casa non viene contestato soltanto come problema abitativo, ma anche come ostacolo all’accesso all’istruzione e alla possibilità di costruire un percorso indipendente dalla famiglia.
L’adesione degli insegnanti amplia ulteriormente il quadro delle rivendicazioni, collegando la condizione degli studenti a quella dei lavoratori della scuola e alla disponibilità di risorse pubbliche.
Una mobilitazione che amplia il confronto
Le proteste del 20 e 21 ottobre mostrano come il disagio economico e le difficoltà di accesso ai servizi possano diventare terreno di mobilitazione per gruppi sociali diversi.
Ad Atene e Salonicco, la presenza delle tende nelle piazze rende visibile una richiesta concreta: poter studiare senza che il costo dell’alloggio rappresenti una barriera economica. Lo sciopero degli insegnanti aggiunge le questioni salariali, dell’occupazione e delle condizioni degli edifici scolastici.
La Grecia diventa così un ulteriore punto di osservazione delle proteste giovanili europee. Le forme della mobilitazione e le risposte delle istituzioni potranno chiarire se le iniziative resteranno circoscritte alle singole vertenze nazionali oppure daranno luogo a nuove occasioni di confronto tra i movimenti dei diversi Paesi.
