(AGENPARL) - Roma, 20 Ottobre 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
Nota del presidente Paolo Pagliaro – con i consiglieri del gruppo Fratelli d'Italia Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri – a margine della seduta della Commissione Sanità_
"Avevamo chiesto i numeri delle case e degli ospedali di comunità effettivamente operativi in Puglia, ma nell'audizione in Commissione Sanità convocata su nostra richiesta (depositata il 3 marzo scorso) abbiamo avuto solo il numero complessivo di quelle rendicontate. E su questo equivoco verbale si è giocato per tutta l'audizione. L'assessore Donato Pentassuglia ha dichiarato che sono state "fatte" 85 case di comunità, ma non ha risposto a nostre precise domande: quante e quali sono le strutture pronte, arredate, attrezzate e davvero in grado di fornire assistenza primaria ai pazienti sul territorio, con medici e infermieri e con servizi diagnostici di base? Quante e quali, in sostanza, funzionano? Nessuna risposta diretta, ma il richiamo ad una misteriosa relazione messa agli atti della Commissione ma che non è stata ancora consegnata ai commissari, per metterli in condizione di leggerla ed esaminarla. Non appena ci verrà consegnata, la passeremo al setaccio e andremo a verificare struttura per struttura, come già abbiamo fatto in provincia di Lecce, dove delle 16 case di comunità che risultano "fatte", in realtà ne è stata completata solo una, a Matino.
Ai cittadini non interessano i rendiconti sulla carta ma la concreta attività sul territorio, e ci risulta che in tutta la Puglia siano ben poche le case di comunità in funzione, dove davvero i pazienti possono ricevere assistenza senza doversi rivolgere ai pronto soccorso. E in molti casi, laddove sono pronte, è perché si tratta di strutture già esistenti, riadattate come case di comunità cambiando semplicemente una targa.
Assodato che la Regione Puglia non perderà i finanziamenti del Pnrr (400 milioni in tutto) destinati alla medicina territoriale, non va dimenticato che quest'obiettivo è stato centrato solo grazie all'intervento risolutivo del Governo Meloni, e all'impegno decisivo del vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, che hanno rinegoziato il target con Bruxelles, riducendolo di un terzo e spalmandolo a livello nazionale. Aver esteso l'obiettivo dalle Regioni all'intero territorio nazionale, ha di fatto salvato la Puglia dal definanziamento, perché Regioni virtuose come Veneto, Liguria, Lazio, superando i loro obiettivi, hanno trainato le ultime della classe come la Puglia, colmando i loro ritardi.
