(AGENPARL) - Roma, 19 Ottobre 2026 - Dai pagamenti digitali ai taxi, fino ai servizi pubblici: gli attacchi attribuiti all’Ucraina mettono in difficoltà le infrastrutture informatiche russe. Yandex segnala danni ai propri centri dati, mentre emergono le vulnerabilità di un sistema digitale sempre più concentrato
La guerra in Ucraina sta producendo conseguenze sempre più tangibili anche nella vita quotidiana dei cittadini russi, questa volta attraverso il danneggiamento delle infrastrutture digitali. Una serie di attacchi attribuiti alle forze ucraine contro alcuni data center ha provocato interruzioni nei servizi di pagamento, nelle applicazioni bancarie, nei trasporti e nelle piattaforme utilizzate da imprese e amministrazioni pubbliche. Al centro dei disservizi si trova Yandex, uno dei maggiori gruppi tecnologici del Paese, la cui infrastruttura informatica sostiene una parte importante dell’economia digitale russa. Un’inchiesta pubblicata il 19 ottobre dal Moscow Times ricostruisce le conseguenze degli attacchi e mette in evidenza la vulnerabilità di un sistema nel quale numerose attività dipendono da pochi grandi fornitori di servizi cloud.
Le difficoltà hanno interessato applicazioni entrate stabilmente nelle abitudini dei consumatori. Diversi utenti hanno segnalato problemi nell’accesso a Yandex Pay, mentre altri non sono riusciti a utilizzare regolarmente i servizi di taxi, consegna a domicilio, navigazione e intrattenimento digitale. Un giornalista moscovita ha raccontato di non poter accedere al proprio conto, pur continuando a ricevere addebiti per un abbonamento musicale. A San Pietroburgo, un lavoratore che utilizza abitualmente Yandex Pay per ricevere lo stipendio ed effettuare pagamenti ha recuperato l’accesso al portafoglio digitale soltanto dopo diversi giorni. Non si tratta necessariamente di perdite economiche definitive, ma di interruzioni che possono rendere difficili operazioni ordinarie, soprattutto per chi utilizza quasi esclusivamente strumenti elettronici.
Secondo NetBlocks, organizzazione specializzata nel monitoraggio della connettività Internet, dopo gli attacchi dell’8-11 ottobre la disponibilità della piattaforma Yandex Cloud sarebbe scesa a circa il 30% dei livelli abituali, con ripercussioni su 84 servizi. Yandex ha confermato gravi danni a un proprio data center, la disattivazione di un secondo impianto e problemi infrastrutturali in una terza struttura. La società non ha fornito un bilancio completo delle conseguenze né indicato una data definitiva per il ripristino di tutte le funzionalità.
Un analista dell’azienda, intervenuto in forma anonima, ha spiegato che erano state predisposte misure per affrontare eventuali interruzioni, ma che l’entità dei danni si è rivelata superiore alle previsioni. I tecnici hanno dovuto concentrare le risorse sui servizi più urgenti, mantenendo alcune applicazioni operative con funzionalità ridotte. Al 19 ottobre, Yandex Pay risultava ancora parzialmente disponibile. La società ha rassicurato gli utenti sulla sicurezza dei fondi, precisando che i problemi riguardavano l’accessibilità di alcune funzioni.
Le difficoltà si sono estese anche ad altre piattaforme. Dopo un ulteriore attacco segnalato il 18 ottobre contro un data center di VK a San Pietroburgo, alcuni utenti di VKontakte hanno riscontrato problemi nel caricamento delle immagini. Le interruzioni hanno inoltre raggiunto servizi utilizzati fuori dalla Russia: una cittadina residente in Georgia ha riferito di non aver potuto utilizzare temporaneamente Yandex Go, mentre un ricercatore universitario in Nuova Zelanda ha segnalato l’indisponibilità di Yandex Archives, necessario per consultare documenti storici.
Le conseguenze per imprese e amministrazioni
L’impatto più significativo riguarda le aziende che utilizzano Yandex Cloud per ospitare applicazioni, archiviare informazioni e gestire attività online. Un’interruzione dell’infrastruttura può coinvolgere contemporaneamente numerose imprese, anche quando queste operano in settori completamente differenti. È quanto accaduto a FIT&ZEN, un’applicazione dedicata al fitness, la cui fondatrice ha comunicato agli utenti la temporanea indisponibilità del servizio a causa dei problemi tecnici di Yandex.
Le piccole e medie imprese risultano particolarmente esposte quando affidano tutte le proprie attività digitali a un unico fornitore, senza disporre di sistemi alternativi o copie di sicurezza distribuite su infrastrutture differenti. Il risparmio ottenuto attraverso l’utilizzo di piattaforme condivise può trasformarsi in una vulnerabilità quando un guasto o un attacco rende indisponibili contemporaneamente applicazioni e dati.
Anche il settore pubblico ha registrato conseguenze. Il sito indipendente Vyorstka ha riferito di interruzioni che hanno interferito con numerose udienze giudiziarie in Russia, mentre alcuni portali amministrativi della regione di Kaluga sono risultati temporaneamente irraggiungibili. I problemi mostrano quanto le infrastrutture informatiche commerciali siano ormai collegate al funzionamento di attività istituzionali e servizi essenziali.
La fragilità della sovranità digitale russa
Secondo Sarkis Darbinyan, avvocato specializzato in diritti digitali e fondatore dell’organizzazione RKS.global, le difficoltà emerse sono legate anche alla struttura del mercato tecnologico russo. Le politiche di sovranità digitale promosse dal Cremlino hanno rafforzato gli obblighi di conservazione dei dati all’interno del territorio nazionale, riducendo in alcuni casi le possibilità per le aziende di utilizzare infrastrutture estere come sistemi di riserva.
Il confronto con l’Ucraina evidenzia questa differenza. Dopo un attacco russo contro il data center Parkovyi, l’operatore ucraino ha trasferito copie delle informazioni dei clienti verso strutture di backup situate nell’Unione europea. Per numerose imprese russe, un’operazione analoga può incontrare ostacoli normativi e tecnici.
A rendere il sistema più vulnerabile contribuisce inoltre la concentrazione di una parte importante della capacità commerciale dei data center nell’area di Mosca e presso pochi grandi operatori, tra cui Yandex, VK, Rostelecom e Sberbank. Un problema a una di queste infrastrutture può quindi propagarsi rapidamente a servizi utilizzati in tutto il Paese.
Questo non significa che gli attacchi possano provocare facilmente il collasso dell’intera rete Internet russa. Il sistema comprende oltre duecento data center e numerosi nodi di telecomunicazione, distribuiti su un territorio molto esteso. Il rischio maggiore riguarda piuttosto interruzioni ripetute di servizi specifici, con conseguenze economiche e amministrative che possono accumularsi nel tempo.
Un’ulteriore difficoltà riguarda la sostituzione delle apparecchiature danneggiate. Le restrizioni commerciali introdotte dopo l’invasione dell’Ucraina hanno complicato l’approvvigionamento di componenti informatici avanzati, spesso acquistati attraverso canali di importazione parallela. Il sito scientifico T-Invariant ha inoltre ipotizzato possibili danni ai supercomputer di Yandex, ma questa valutazione non risulta confermata pubblicamente dall’azienda.
Gli attacchi di ottobre mostrano così una dimensione della guerra che va oltre le operazioni militari tradizionali. Dopo le difficoltà nei trasporti e nell’approvvigionamento energetico, anche la continuità dei servizi digitali entra tra le preoccupazioni quotidiane di cittadini e imprese russe. L’entità complessiva dei danni resta da accertare, ma le interruzioni hanno già evidenziato quanto il funzionamento dell’economia moderna dipenda dalla sicurezza di infrastrutture informatiche spesso invisibili agli utenti.
