(AGENPARL) - Roma, 15 Ottobre 2026 - Il progetto in Kentucky prevede un campus da 1,8 GW, nuova generazione a gas e sistemi di accumulo. Completamento previsto nel 2032, con circa 8.000 posti di lavoro nella costruzione e 600 permanenti.
Un ex sito per l’arricchimento dell’uranio diventerà, secondo i piani annunciati, un grande polo per l’intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni. Brookfield e NextEra Energy guidano una partnership per sviluppare il Paducah American Energy Hub, nel Kentucky occidentale, con un investimento privato indicato in circa 100 miliardi di dollari.
L’iniziativa è stata annunciata il 29 luglio dal Dipartimento dell’Energia statunitense. Le stime occupazionali prevedono circa 8.000 posti durante la costruzione e 600 impieghi permanenti.
Data center e infrastrutture energetiche
Brookfield è stata selezionata per sviluppare e gestire il campus. Il progetto prevede fino a 1,8 gigawatt di capacità elettrica a servizio del complesso e oltre 1,2 GW di capacità dedicata al calcolo.
NextEra realizzerà le infrastrutture energetiche: fino a 2 GW di generazione alimentata a gas naturale e fino a 2,6 GW di potenza nei sistemi di accumulo a batteria. Quest’ultimo valore indica la potenza dell’accumulo, non la quantità di energia immagazzinabile né la durata dell’erogazione.
L’obiettivo di proteggere gli utenti dai costi
Secondo il Dipartimento dell’Energia, il dimensionamento delle risorse consentirebbe di mettere a disposizione della rete regionale l’elettricità eccedente le necessità del campus. I promotori affermano che il progetto sarà strutturato per evitare di trasferire agli utenti esistenti i costi delle nuove infrastrutture e della domanda aggiuntiva.
La partnership comprende Big Rivers Electric Power Corporation, Jackson Purchase Energy Cooperative e Paducah Power System. Gli accordi per il servizio elettrico saranno sottoposti anche alla supervisione e all’approvazione della Kentucky Public Service Commission.
Il riuso di un sito della Guerra Fredda
Paducah conserva infrastrutture elettriche, idriche, collegamenti in fibra e terreni che possono favorire lo sviluppo del nuovo complesso. La trasformazione riguarda porzioni di un sito ancora interessato da attività di disattivazione e bonifica dopo decenni di arricchimento dell’uranio.
Il Dipartimento dell’Energia presenta il progetto come un esempio di riutilizzo dei terreni federali per attrarre investimenti, rafforzare la disponibilità energetica e creare occupazione. La riconversione industriale dovrà quindi procedere insieme alla gestione ambientale dell’area.
Completamento previsto nel 2032
NextEra indica il 2032 come obiettivo per il completamento, precisando che le cifre pubblicate sono stime soggette a modifica.
L’annuncio non equivale dunque a un investimento già interamente realizzato: il progetto resta subordinato alla negoziazione e alla firma della documentazione definitiva, oltre che alle autorizzazioni necessarie. La sua attuazione dipenderà dalla capacità di coordinare costruzione dei data center, disponibilità elettrica, finanziamenti e adempimenti ambientali.
