(AGENPARL) - Roma, 26 Settembre 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
Nota del gruppo regionale di Fratelli d'Italia
"Mentre da anni ci si riempie la bocca con parole d'ordine come destagionalizzazione, prolungamento dei flussi turistici e potenziamento dell'accoglienza, la realtà dei fatti smentisce categoricamente la narrazione della Giunta regionale. I numeri della stagione balneare 2026 lo dimostrano chiaramente: la Puglia è la regione che apre più tardi di tutte e chiude prima di tutte le principali mete balneari italiane.
Secondo l'Ordinanza Balneare regionale, come evidenza il nostro consigliere Nicola Gatta, che ha approfondito la questione, la stagione ufficiale è iniziata soltanto sabato 23 maggio e si è conclusa già domenica 13 settembre. Parliamo di appena tre mesi e mezzo di attività garantita, un lasso di tempo del tutto insufficiente per una regione che aspira a vivere di turismo tutto l'anno. Il confronto con le altre realtà italiane è ingeneroso e imbarazzante: regioni come Toscana, Lazio e Liguria garantiscono ben 5 mesi di stagione ufficiale con avvio dal 1° maggio e chiusura al 30 settembre; l'Emilia-Romagna assicura oltre quattro mesi, per non parlare della Calabria, dove la stagione balneare si estende addirittura fino al 31 ottobre.
A questo quadro desolante si aggiunge un cortocircuito burocratico e normativo che penalizza pesantemente gli operatori economici. Dal giorno successivo alla chiusura ufficiale della stagione, infatti, decade l'obbligo del servizio di assistenza e salvataggio. Siamo di fronte a un grandissimo disservizio e a una palese sciatteria politica da parte del governo regionale, che in questo modo danneggia una delle fette più rilevanti e strategiche dell'economia pugliese. Non si può fare propaganda sui record di presenze estive e poi abbandonare le imprese del litorale a metà settembre. Serve una revisione immediata dell'Ordinanza Balneare per ampliare la stagione ufficiale, garantire la sicurezza delle spiagge anche nei mesi spalla e mettere finalmente i nostri operatori nelle condizioni di competere ad armi pari con il resto d'Italia e d'Europa"./comunicato
