(AGENPARL) - Roma, 25 Settembre 2026 - Doha respinge le accuse rivolte da Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale dell’ONU e difende il proprio ruolo nel dossier Gaza. Il portavoce del ministero degli Esteri qatariota Majed al-Ansari sostiene che il cambiamento dell’opinione pubblica internazionale sia legato agli eventi nei territori palestinesi e non a presunte campagne di influenza
Il Qatar ha respinto le accuse rivolte dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante il suo intervento alla 81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite. Netanyahu aveva accusato Doha e Ankara di contribuire alla diffusione di quelle che ha definito «menzogne» su Israele e aveva sostenuto che il Qatar stesse cercando di influenzare l’opinione pubblica, in particolare tra i giovani.
La risposta di Doha è arrivata dal portavoce del ministero degli Esteri, Majed al-Ansari, che in un messaggio pubblicato su X ha dichiarato che il Qatar respinge «categoricamente» l’accusa. Secondo al-Ansari, la polemica servirebbe a distogliere l’attenzione dalle azioni del governo israeliano nei territori palestinesi occupati e dalle loro conseguenze umanitarie.
Il portavoce qatariota ha contestato anche l’idea che il mutamento dell’opinione pubblica internazionale, soprattutto tra le generazioni più giovani, possa essere spiegato attraverso campagne di influenza. Secondo la sua ricostruzione, una generazione che assiste agli eventi «in tempo reale e davanti al mondo intero» sta formando le proprie opinioni sulla base di ciò che accade sul terreno.
Al-Ansari ha quindi invitato i leader israeliani a modificare le proprie politiche, rispettare il diritto internazionale e assumersi la responsabilità delle proprie azioni, invece di attribuire ad altri il cambiamento della percezione internazionale di Israele.
Nel suo intervento all’ONU, Netanyahu aveva citato espressamente Qatar e Turchia tra i Paesi che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero investito risorse nella diffusione di informazioni false su Israele. Il premier israeliano aveva inoltre criticato Doha per aver ospitato esponenti di Hamas e rivolto accuse alla Turchia e al presidente Recep Tayyip Erdoğan.
Lo scontro si inserisce in un contesto nel quale il Qatar continua a rivendicare un ruolo diplomatico nella gestione della crisi di Gaza. Doha è infatti uno degli interlocutori coinvolti nei negoziati sul conflitto e mantiene rapporti con Hamas, circostanza che Israele considera uno degli elementi centrali della propria critica nei confronti dell’emirato.
La contrapposizione tra le due posizioni è quindi anche una disputa sul ruolo del Qatar: per Doha, la propria azione diplomatica rappresenta un tentativo di mediazione; per il governo israeliano, il rapporto con Hamas e l’attività internazionale qatariota costituiscono invece un elemento di pressione e di influenza contro Israele.
Per ora, tuttavia, le accuse relative a una presunta campagna qatariota di influenza sull’opinione pubblica restano accuse israeliane, mentre la definizione delle dichiarazioni israeliane come tentativo di distogliere l’attenzione dagli eventi nei territori palestinesi è la posizione ufficiale espressa da Doha. Le due letture non sono state accompagnate, nel materiale esaminato, da elementi indipendenti sufficienti per stabilire autonomamente la fondatezza dell’una o dell’altra.
Lo scambio all’ONU conferma comunque che il ruolo del Qatar resta uno dei punti di frizione diplomatica attorno alla guerra di Gaza, proprio mentre Doha cerca di mantenere uno spazio di mediazione nei negoziati e Israele mette sempre più apertamente in discussione la legittimità di quel ruolo.
