(AGENPARL) - Roma, 19 Settembre 2026 - CERIMONIA INAUGURALE 89^ FIERA DEL LEVANTE
IL DISCORSO DEL SINDACO DI BARI VITO LECCESE
Autorità civili, militari e religiose, signore e signori,
ottantanove edizioni sono un traguardo che impone rispetto.
Un tempo lungo abbastanza per vedere cambiare un Paese, per attraversare generazioni e governi, per assistere alla nascita e alla fine di interi mondi: la Fiera del Levante li ha attraversati tutti.
Ha visto arrivare merci che oggi ci sembrano antiche, tecnologie che un tempo sembravano fantascienza; ha visto cambiare il modo di produrre, di commerciare e di viaggiare; ha visto cambiare Bari.
Ma la cosa più interessante è che la Fiera non è arrivata fino a oggi perché è rimasta uguale a sé stessa, ma perché ha scelto, decennio dopo decennio, con la sfida intrapresa negli ultimi 8 anni, di giocarsi la partita del presente.
In un'Italia che per troppo tempo ha guardato solo a Nord e all'Europa continentale, Bari ha avuto il coraggio di una scelta eretica: ha guardato a Levante intuendo che la propria posizione geografica fosse una straordinaria risorsa strategica.
In questi anni difficili, quella scelta, però, ci chiede un passo in più. Dal Mediterraneo devono arrivare merci, investimenti, opportunità, ma anche una nuova cultura dell'incontro e del dialogo. Perché in un mare attraversato da conflitti e divisioni, il dialogo è una responsabilità, e la condizione necessaria per immaginare ogni idea di futuro è una sola, e si chiama pace. La pace che da anni invochiamo per il popolo palestinese.
Oggi che il Mediterraneo è tornato a essere il baricentro geopolitico ed economico del mondo, quella scelta si rivela una profezia esatta. Ecco perché il nome di questa edizione, "Il dialogo parte da Levante", dice qualcosa che riguarda la Fiera, ma anche la città che la ospita.
Trasformare una visione in realtà richiede un impegno quotidiano fatto di pianificazione e investimenti. È il lavoro complesso che stiamo portando avanti insieme, ed è per questo che desidero ringraziare il presidente Frulli, la cui guida riesce a misurare la nostra storia con le sfide del presente.
In questo, Gaetano ha raccolto l'eredità di un visionario, di un barese che ha interpretato l'intraprendenza levatina nella accezione più aulica, cioè la capacità di guardare lontano, di gettare il cuore oltre l'ostacolo quando è in ballo il destino della nostra città e dei suoi luoghi identitari. Questa, è l'eredità che ci ha lasciato Sandro Ambrosi.
Un saluto affettuoso va ad Antonio Decaro, alla sua prima Fiera del Levante da presidente della Regione Puglia. Per anni lo abbiamo visto su questo palco con la fascia tricolore da sindaco. Oggi il suo ruolo è cambiato, ma la nostra consapevolezza resta identica: nessuna trasformazione di Bari potrà compiersi senza trascinare l'intera Puglia e nessuna visione regionale potrà avere successo senza il ruolo di Bari come capitale naturale del Mezzogiorno nel Mediterraneo.
I risultati di questi anni raccontano la storia di una regione e di una città vive, e sono il risultato di una combinazione solida: abbiamo programmato e impiegato fino all'ultimo euro i fondi europei e i fondi PNRR e siamo stati sorretti da uno straordinario impegno della società civile, delle università e delle imprese. I grandi risultati non arrivano mai per fortuna, arrivano quando ci si allena duramente, quando si ha una strategia chiara e ci si fa trovare pronti sulla linea di partenza.



