(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2026 - Controlli intensivi contro caporalato e sfruttamento, nel quadro delle norme nazionali e penali
Tra il 7 e il 31 luglio 2026 si è svolta la fase più intensa del piano straordinario di vigilanza nel settore agricolo, una campagna ispettiva nazionale pensata per intervenire nel momento di massimo impiego di manodopera stagionale. In queste settimane, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha coordinato un’azione congiunta con INPS, INAIL e Carabinieri per la Tutela del Lavoro, concentrando controlli nelle aziende agricole, nei luoghi di reclutamento e nei trasporti dei lavoratori.
L’obiettivo era duplice: prevenire situazioni di irregolarità e reprimere eventuali forme di sfruttamento. Le squadre miste operavano all’alba e nel tardo pomeriggio, quando i lavoratori erano già nei campi o venivano trasferiti verso le aziende. Venivano verificati contratti, retribuzioni, giornate lavorate, condizioni di sicurezza, alloggi e modalità di reclutamento. Parallelamente, i Carabinieri controllavano i mezzi di trasporto e le figure sospette di intermediazione illecita.
Il piano si inserisce in un quadro normativo preciso. Il riferimento centrale è l’articolo 603‑bis del Codice Penale, che punisce il caporalato e lo sfruttamento del lavoro: paghe inferiori ai minimi, orari eccessivi, violazioni della sicurezza, alloggi indegni, minacce o condizioni degradanti. A questo si affianca il D.Lgs. 81/2008, che impone obblighi di sicurezza nei luoghi di lavoro, e la normativa sul lavoro agricolo, che stabilisce minimi salariali, tipologie contrattuali e tracciabilità delle giornate. Il piano applica inoltre il modello di coordinamento previsto dal D.L. 109/2012, che ha istituito la rete inter‑agenzia per il contrasto al caporalato.
Il periodo 7–31 luglio ha rappresentato quindi un momento di forte presenza istituzionale nei territori agricoli: un intervento rapido, coordinato e visibile, pensato per ridurre il lavoro irregolare nei mesi più delicati della stagione.