(AGENPARL) - Roma, 27 Luglio 2026 - organici ridotti mettono a rischio il diritto alla salute dei detenuti"
Lecce, 27 lug. — "L'istituto appare curato, con segni chiari di
manutenzioni ripetute nel tempo, e occorre riconoscere alla direzione e a
tutto il personale lo sforzo che compiono ogni giorno in un contesto
tutt'altro che semplice. La cronica mancanza di personale ha raggiunto
dimensioni non più tollerabili. L'incredibile sovraffollamento della Casa
circondariale di Lecce, oltre il doppio di detenuti rispetto alla capienza
massima, rende ormai impossibile parlare di scopo rieducativo della pena.
Il carcere di Lecce è un luogo di contenimento, dove i detenuti sono
ammassati. Gli sforzi compiuti dalla direzione e dal personale tutto si
infrangono contro dati numerici intollerabili. Celle con 3 brande dove
dovrebbe essercene una sono ormai la regola. Nell'ambito dei tentativi di
umanizzare la detenzione, da segnalare il modello delle celle aperte
adottato nella C2 (II sezione) e nella R2, dove i detenuti possono muoversi
liberamente lungo il corridoio".
Così Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico,
Georgia Tramacere europarlamentare, Loredana Capone e Stefano Minerva
consiglieri regionali, che questa mattina si sono recati in visita presso
la Casa Circondariale di Lecce.
L'aspetto più preoccupante riguarda senza dubbio la dotazione di personale
realmente in servizio. "Area trattamentale, polizia penitenziaria e servizi
sanitari versano tutti in condizioni di grave difficoltà — osservano —.
Nove medici per l'assistenza sanitaria di base non bastano a coprire il
fabbisogno di una popolazione detenuta di queste dimensioni."
C'è un dato che più di altri quantifica il peso della carenza di organico
6.516 visite, ma se ne sono potute effettuare appena 4.198, perché mancava
il personale di polizia penitenziaria necessario ad accompagnare i detenuti.
"Al di là delle terapie, non esistono percorsi formativi, né attività per
gli oltre 300 detenuti con dipendenze patologiche. Gli psicologi segnalano
un carico di lavoro divenuto insostenibile, l'impossibilità di assicurare
un accompagnamento psicologico strutturato e tempi sempre più lunghi per
l'ingresso nelle comunità terapeutiche". C'è poi una abitudine pessima e
francamente incomprensibile da parte del provveditorato regionale, ovvero
quella di continuare ad inviare detenuti a Lecce anche quando i vertici
della casa circondariale segnalano l'indisponibilità di ulteriori posti.
Approfondiremo i motivi per cui il carcere di Lecce venga sottoposto a
questa continua pressione."
"Solleveremo queste questioni davanti al Governo utilizzando tutti gli
strumenti che abbiamo a disposizione : occorrono nuove assunzioni sia nel
comparto sanitario, sia in quello della polizia penitenziaria, un programma
di manutenzione straordinaria per le sezioni ammalorate e un effettivo
rafforzamento della rete REMS pugliese. Infine una nota particolarmente
dolorosa: abbiamo incontrato una madre detenuta insieme al figlio di 10
mesi. È francamente intollerabile continuare a detenere minori insieme alle
loro madri. È una barbarie non degna di uno stato civile" concludono
Stefanazzi, Tramacere, Capone e Minerva.
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