(AGENPARL) - Roma, 26 Luglio 2026 - L’esercito iraniano ha dichiarato la sospensione delle proprie operazioni di ritorsione a seguito dello stop agli attacchi da parte degli Stati Uniti registrato nelle ultime due notti. Il portavoce militare Amir Akraminia ha evidenziato come la strategia statunitense appaia divisa e priva di chiarezza, criticando le dichiarazioni del presidente Donald Trump e le azioni del Comando Centrale, pur avvertendo che eventuali nuove offensive allargherebbero ulteriormente il conflitto.
Sul fronte interno, le autorità iraniane hanno avviato una serie di operazioni per la distruzione controllata di munizioni inesplose in cinque aree del Paese: vicino al Monte Sofeh a Isfahan, a Pakdasht e nel distretto Khavaran di Rey (vicino a Teheran), sull’isola di Qeshm e a Omidiyeh nella provincia di Khuzestan.
Il contesto e i retroscena internazionali
La tregua notturna giunge dopo tredici notti consecutive di raid statunitensi. Secondo quanto riportato dal New York Times, il presidente Donald Trump avrebbe accantonato i piani per una campagna militare più ampia a causa delle preoccupazioni legate alla riduzione delle scorte di difesa aerea americane in Medio Oriente. Lo stesso Trump ha confermato che Washington è in trattative con Teheran, pur ribadendo che l’esercito resta pronto a un’eventuale escalation. Parallelamente, indiscrezioni stampa diffuse dal Wall Street Journal hanno rivelato che Bahrein e Kuwait avrebbero segretamente impiegato propri caccia all’inizio di luglio per colpire siti militari in territorio iraniano.
