(AGENPARL) - Roma, 22 Ottobre 2026 - sulle bugie*
"Definire Putin un 'umanitario' non è diplomazia, è riscrivere la storia.
Le parole pronunciate ieri a San Pietroburgo dall'inviato statunitense
Steve Witkoff, seduto davanti allo stesso Putin, sono un insulto alle
vittime di Bucha, di Mariupol e di ogni città ucraina bombardata. Parliamo
di un uomo destinatario di un mandato d'arresto della Corte penale
internazionale per la deportazione di bambini ucraini. Di un regime che ha
raso al suolo Grozny e Aleppo, che incarcera migliaia di cittadini per
dissenso e sotto il quale oppositori e giornalisti finiscono avvelenati o
uccisi. Se questo è un umanitario, le parole hanno perso ogni significato."
Lo dichiara la deputata di Azione Federica Onori, segretaria della
Commissione Esteri.
"Una pace costruita sulle lusinghe al Cremlino e sulla massima pressione su
Kyiv non è pace, è una resa imposta all'aggredito. Chi adula l'aggressore
non media, si schiera. L'Europa non può restare a guardare mentre si decide
il futuro dell'Ucraina, e della propria sicurezza, senza di lei: deve
pretendere un posto al tavolo e ribadire che nessun accordo sull'Ucraina si
fa senza l'Ucraina. Ci auguriamo che anche il governo italiano faccia
sentire la propria voce, con chiarezza e senza ambiguità", conclude Onori.
