(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - equilibrato del Paese»
Bruxelles – «I dati di Confturismo confermano che le aree interne, i
piccoli comuni e i territori montani rappresentano una straordinaria
opportunità di crescita per l'Italia. Valorizzarli significa creare
occupazione, contrastare lo spopolamento e costruire un turismo più
sostenibile, distribuendo meglio i flussi sul territorio». Lo afferma
l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Lara Magoni, commentando lo studio di
Confturismo-Confcommercio che stima in 1,6 miliardi di euro l'incremento di
PIL generabile nei prossimi cinque anni grazie allo sviluppo turistico dei
centri minori. «Parliamo di territori che custodiscono identità, cultura,
tradizioni e paesaggi unici – sottolinea Magoni – ma che troppo spesso
continuano a scontare carenze infrastrutturali e difficoltà di accesso ai
servizi. Per questo è indispensabile investire nella mobilità, nella
digitalizzazione e nella capacità di fare rete tra istituzioni, imprese e
comunità locali». L'eurodeputato ricorda come il tema sia al centro della
propria attività in Europa. Nei mesi scorsi, infatti, ha consegnato al
Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, un
documento programmatico con l'obiettivo di inserire la montagna e le sue
specificità nella strategia sul "Diritto a rimanere" da lui delineata
nell'ambito della Politica di Coesione, affinché questi territori possano
beneficiare di strumenti e risorse dedicate. «La montagna e le aree interne
non devono più essere considerate periferie, ma asset strategici per la
competitività dell'Europa – prosegue Magoni. Serve una politica che
riconosca il loro valore economico, ambientale, sociale e culturale,
sostenendo investimenti capaci di creare sviluppo duraturo e nuove
opportunità per chi vive e lavora in questi territori». Per Magoni, gli
esempi virtuosi richiamati dall'indagine, dal sistema del Lago di Garda
alla Val Seriana, dimostrano che «quando amministrazioni, operatori
economici e comunità locali lavorano insieme è possibile trasformare anche
territori considerati marginali in destinazioni turistiche di livello
internazionale. È questa la strada da seguire per rafforzare la
competitività del sistema turistico italiano e garantire uno sviluppo più
equilibrato dell'intero Paese».