(AGENPARL) - Roma, 12 Giugno 2026 - La riforma dei consorzi irrigui, oggetto dell’audizione in VIII Commissione nell’ambito della proposta di legge C.2708, si inserisce in un passaggio cruciale per la governance delle risorse idriche in Italia. Il tema assume un rilievo crescente alla luce delle pressioni esercitate dai cambiamenti climatici, della crescente frequenza degli eventi siccitosi e delle indicazioni europee sulla gestione sostenibile delle acque. La proposta interviene sul Codice dell’Ambiente, modificando il decreto legislativo 152/2006 e ridefinendo il ruolo, le funzioni e l’assetto organizzativo dei consorzi di bonifica e irrigazione, che rappresentano il principale presidio territoriale per la distribuzione dell’acqua agricola e per la manutenzione delle infrastrutture idrauliche.
La riforma punta a rafforzare l’efficienza gestionale dei consorzi, a uniformare i criteri di funzionamento sul territorio nazionale e a migliorare il coordinamento con le autorità di bacino distrettuali, responsabili della pianificazione idrica ai sensi della direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE. L’obiettivo è quello di garantire una gestione più integrata e resiliente della risorsa idrica, in linea con le strategie europee sulla resilienza idrica e con gli impegni assunti dall’Italia nei piani di gestione dei distretti idrografici. La revisione del sistema consortile si collega inoltre alle misure previste dal Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e alle linee guida europee sulla riduzione delle perdite idriche e sull’efficienza dei sistemi irrigui.
Nel quadro nazionale, la riforma si innesta su un sistema già disciplinato dal decreto legislativo 215/2021, che ha riordinato la materia della bonifica e della difesa del suolo, e dialoga con le competenze regionali in materia di irrigazione e gestione delle acque agricole. L’audizione in Commissione evidenzia la necessità di aggiornare un modello organizzativo che, pur essendo radicato nella tradizione italiana, deve oggi confrontarsi con nuove esigenze di sostenibilità, digitalizzazione delle reti, monitoraggio in tempo reale e capacità di risposta alle emergenze idriche.
Nel complesso, la riforma dei consorzi irrigui rappresenta un tassello fondamentale per la sicurezza idrica del Paese e per la tutela del territorio, poiché incide direttamente sulla distribuzione dell’acqua agricola, sulla manutenzione delle opere idrauliche e sulla capacità del sistema di adattarsi a un contesto climatico sempre più instabile. È un intervento che si colloca al crocevia tra politiche ambientali, agricoltura, pianificazione territoriale e attuazione delle direttive europee, confermando la centralità del tema nella strategia nazionale per la gestione sostenibile delle risorse naturali.
Link ufficiale – Proposta di legge C.2708 (Riforma consorzi irrigui)
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