(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - Roma, 26 maggio – "Il ritorno al nucleare proposto dal governo è un tema che viene spesso presentato con toni semplicistici: una scelta inevitabile, moderna, tecnologicamente avanzata, quasi salvifica. Ma il dovere del Parlamento non è inseguire gli slogan è valutare fatti, numeri, tempi di realizzazione, costi reali e conseguenze strategiche. Il nucleare non è una soluzione utile, concreta e sostenibile per l'Italia e rischia di trasformarsi in una gigantesca distrazione politica ed economica che rallenta le vere soluzioni già disponibili. Lo confermano anche le audizioni svolte alla Camera dei deputati in questi mesi, che ci hanno consegnato elementi molto chiari. Non stiamo parlando di posizioni ideologiche ma di osservazioni formulate da premi Nobel, scienziati, economisti, esperti di energia e anche tecnici del settore. Le criticità del nucleare sono enormi e riguardano i tempi, i costi, la dipendenza energetica, la vulnerabilità climatica, l'impatto sui conti pubblici e persino la sicurezza geopolitica. Ci viene detto che il nucleare renderebbe l'Italia indipendente me è falso perché l'Italia non dispone dell'uranio in concentrazioni tali da rendere la sua estrazione appetibile ad investitori e poi bisogna sempre 'arricchirlo'. Ci dicono che il nucleare oggi è la scelta giusta per il nostro Paese ma considerando i tempi di realizzazione, i costi, le dipendenze dall'estero, i rischi climatici, le alternative già disponibili, la risposta appare sempre più chiara. Noi rischiamo di inseguire una promessa futura mentre abbiamo davanti soluzioni concrete già operative come investire maggiormente nelle energie rinnovabili, nei sistemi di accumulo, nella geotermia, nel moto ondoso, e 'secondo il grande dogma della neutralità climatica', diversificando le fonti di produzione di energia possiamo diminuire il costo delle bollette. Il rischio della direzione inseguita dal governo, ossia puntare tutto sul nucleare, distoglie forze e investimenti per un approccio sistemico vincente. Questo fa perdere tempo nella lotta climatica, nella riduzione del costo delle bollette, nella costruzione di una vera indipendenza energetica. E siamo già in ritardo! La transizione energetica non va avanti con annunci ma con la capacità concreta di ridurre le emissioni, creare maggiore sicurezza energetica, proteggere le famiglie e rendere competitive le imprese, garantire giustizia sociale e costruire un sistema energetico democratico. Il governo ha deciso di seguire un miraggio mentre gli italiani chiedono risposte certe". Così in una nota la deputata M5S Patty L'Abbate, professore di Economia ecologica, intervenuta oggi in discussione generale alla Camera dei Deputati.
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