(AGENPARL) - Roma, 21 Maggio 2026 - SETTIMANA DELLA BIODIVERSITÀ PUGLIESE
DOMANI ALLESSORA PERLINO
A VILLA FRAMARINO CON LA CONSULTA DELL'AMBIENTE
PER LA PRESENTAZIONE DEL FILM "OLIVHOOD"
Nell'ambito della Settimana della Biodiversità Pugliese, promossa dall'assessorato regionale all'Agricoltura e dal Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti (D.I.S.S.PA.) dell'Università degli Studi di Bari, domani, venerdì 22 maggio, presso Villa Framarino (Parco Naturale Regionale Lama Balice), alle ore 17.30, si terrà la proiezione del film "Olivhood – È tutto morto", a cura della Consulta Comunale dell'Ambiente, in collaborazione con la regista Annamaria Di Pinto. All'appuntamento parteciperà anche l'assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino.
"Olivhood", il primo film lungo di Annamaria Di Pinto, è ambientato nel 2073, in un mondo dove la terra è sterile e l'acqua è diventata mito. Un racconto poetico e distopico sull'ambiente, la sopravvivenza e la trasformazione, in cui l'utopia si mescola alla memoria di un'umanità perduta. Attraverso le immagini poetiche disegnate dall'artista altamurano Giuseppe Miglionico e le visioni teatrali di Annamaria Di Pinto, "Olivhood – È tutto morto" intreccia realtà e mito, denuncia ambientale e fiaba distopica. È una riflessione sul prezzo della sopravvivenza, sulla scelta tra l'amore e la natura, sulla possibilità di rinascere come qualcosa di diverso da ciò che siamo.
Una produzione indipendente de "Il cielo di carta teatro", ambientata in un futuro in cui la terra ha smesso di respirare, l'acqua è diventata leggenda e la speranza è un'eco lontana. Sopravvive solo un piccolo ulivo. È Hope, l'ultimo segno di vita in un mondo che si è arreso. Due anime, Olivhood e Hole, si incontrano in questo paesaggio desolato: lui, guardiano della fonte segreta; lei, simbolo dell'umanità che non smette di desiderare, anche quando tutto è perduto.
Con una regia che fonde documentario e performance, Annamaria Di Pinto dà voce a una storia sospesa tra memoria e futuro, dove la parola fine si trasforma in radice e le voci degli attivisti si elevano a monito: Pietro Giulio Pantaleo , Maria Giovanna Cortellino, Mariagrazia Cinquepalmi, Savino Montaruli, Ginevra, Michela Diviccaro e Michele Di Bari.
Seguiranno dibattito e la lettura di alcuni testi della poetessa antispecista Teodora Mastrototaro. L'ingresso è libero.
