(AGENPARL) - Roma, 14 Maggio 2026 - 22° EDIZIONE DELLA FESTA DEI POPOLI
DAL 22 AL 24 MAGGIO NEL GIARDINO PRINCIGALLI LA 22° EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERCULTURALE
CHE PROMUOVE L'INCONTRO TRA POPOLI E CULTURE
Torna a Bari la "Festa dei Popoli", il festival interculturale che, giunto alla sua 22esima edizione, promuove l'incontro tra popoli e culture. Dal 22 al 24 maggio il giardino Princigalli ospiterà una vera e propria festa, con musica, danze, costumi, enogastronomia, artigianato, condivisione di tradizioni popolari, attività pensate per i più piccoli e un prologo di eventi collaterali che coinvolgeranno la città. "GermogliAzioni" è il tema scelto per questa edizione realizzata come sempre dal Centro Interculturale Abusuan, dai Missionari Comboniani e da Cgil Puglia, con il patrocinio del Comune di Bari e la collaborazione di un'importante rete di associazioni, comunità straniere e istituti scolastici.
L'evento quest'anno intende essere un appello e una speranza rivolte in particolar modo alle giovani generazioni, affinché gli adulti di domani maturino una consapevolezza reale rispetto ai grandi temi sociali, culturali e ambientali, mantenendo uno spirito critico ma, allo stesso tempo, empatico e tenendo viva la riflessione su ciò che accade nel mondo intero.
Come ogni anno, la Festa dei Popoli è frutto di un grande lavoro di rete e di relazioni intessute con le tante realtà associative del territorio, che quotidianamente si impegnano per creare e rafforzare legami e radici, con l'obiettivo comune di rendere la città di Bari una comunità sempre più interculturale, promotrice del rispetto dei diritti fondamentali degli esseri umani: uguaglianza, dignità, lavoro, tutela del patrimonio materiale e immateriale delle comunità.
Sono più di 25 i gruppi partecipanti, distribuiti per 15 comunità, più di 10 le associazioni e i partner solidali che sostengono il progetto, 10 le scuole coinvolte da tutta l'area metropolitana e 4 i partner ambientali. Durante le tre giornate saranno presenti i tradizionali stand enogastronomici con piatti tipici delle comunità straniere.
La manifestazione è stata presentata questa mattina, a Palazzo della Città, da Koblan Amissah, referente di Abusuan e organizzatore della Festa dei Popoli, dagli assessori alle Culture, Paola Romano, e alla Giustizia e al Benessere sociale e ai Diritti civili, Michelangelo Cavone, dal rettore dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro Roberto Bellotti, dalla presidente del Municipio II Alessandra Lopez, dal padre superiore dei Comboniani di Bari Corrado De Robertis, da Don Salvatore De Pascale, direttore dell'ufficio missionario dell'Arcidiocesi di Bari-Bitonto, e da Azmi Jarjawi in rappresentanza della Cgil Puglia.
"Germogliare: questo è il nostro invito per la 22° edizione della Festa dei Popoli a Bari – ha spiegato Koblan Amissah -. Un invito niente affatto scontato, in un periodo storico in cui guardare al futuro con positività è così difficile. E dunque, ciò che proviamo a fare e ciò che chiediamo, soprattutto alle nuove generazioni, è di farsi semi da cui, in futuro, possa nascere e rafforzarsi la pace. Festa dei Popoli rappresenta per noi oltre un ventennio di orgoglio: siamo entusiasti di proporre alla città di Bari la sua Festa dedicata all'integrazione e allo scambio interculturale. Mai come in questo periodo di difficoltà e di scenari di guerra a livello internazionale, crediamo nell'importanza del dialogo tra le culture e le comunità che abitano, insieme, la nostra città. Questo evento, divenuto nel tempo un appuntamento ricorrente del panorama culturale e della primavera barese, torna ogni anno a ricordarci che ogni differenza rappresenta una ricchezza e che, a prescindere dai contesti sociali, professionali, culturali che ciascuno di noi vive, il denominatore comune deve rimanere sempre l'umanità. Quella di uomini e donne che oggi, a Bari, si riuniscono in cerca di pace".
"Uniba, come tutte le università, è un presidio di pace. Proprio quest'anno abbiamo avviato un ciclo di lezioni sul tema, diventato un format con ospiti internazionali – ha proseguito Roberto Bellotti -. È stata l'occasione per riflettere sulla pace secondo diversi approcci. Per questo essere qui, oggi, per noi è assolutamente naturale. La pace si costruisce anche comprendendo che non esistono solo il bianco e il nero ma tanti contesti diversi, magari non espliciti, fatti di sofferenza, diseguaglianza economica o sociale, che possono portare a una guerra. Temi su cui l'università riflette costantemente e che dobbiamo affrontare in modo sinergico per poter crescere insieme e diffondere un messaggio di pace".
"La città di Bari ha nel proprio Dna la comunione tra popoli, è accogliente e aperta per definizione – ha dichiarato Paola Romano -. La Festa dei Popoli è un momento molto atteso, straordinario per la nostra comunità, in cui si incontrano etnie ma anche generazioni diverse tra loro. Peraltro, la grande partecipazione di studenti, che ci rincuora molto, dimostra quanto questa manifestazione rappresenti un ottimo spunto di riflessione e, perché no, un motivo per festeggiare insieme in un momento storico molto preoccupante, in cui vediamo crescere attorno a noi muri e divisioni. A tal proposito desidero ringraziare Koblan e tutti gli organizzatori, perché in tutti questi anni continuano a ricordarci l'importanza del valore delle diversità".
"Certamente è un evento molto importante per la città – ha affermato Michelangelo Cavone -. Il dialogo tra diverse culture non è un tema astratto ma una reale opportunità per creare una comunità più coesa, forte e sana, concetto su cui ci avete insegnato molto in tutti questi anni. Le notizie degli ultimi giorni, mi riferisco a quanto accaduto a Taranto, dicono che c'è ancora tanta strada da fare per tutto ciò che attiene all'integrazione e al rispetto della vita altrui. Anche per questo la Festa dei Popoli, che porta con sé un forte messaggio di pace, è fondamentale: lo è per tutti noi e, in particolare, per i nostri giovani".
"La Festa dei Popoli, che il Municipio II ha l'onore di ospitare sul proprio territorio, ci aiuta da anni a riflettere sulla bellezza dell'incontro e del dialogo ma soprattutto ci dice chiaramente dove la città di Bari vuole andare – ha concluso Alessandra Lopez -. Offre a tutti noi il modello di comunità che intendiamo essere. Quindi è sì un momento di festa ma anche il punto di arrivo della nostra crescita. Lo sforzo che forse un po' tutti dobbiamo compiere è considerarci "casa dell'altro", in modo da abbattere quelle riserve e la distanza dagli altri. Un percorso, avviato dalla Festa dei Popoli, che necessariamente dobbiamo compiere tutti insieme, istituzioni, associazioni, scuole, parrocchie e cittadini comuni".
A SPETTANDO F ESTA D EI P OPOLI
