(AGENPARL) - Roma, 15 Aprile 2026 - Mozioni di Partito Democratico, Freie Fraktion, Team K.
Ulteriori proposte dell’opposizione sono state discusse questo pomeriggio in Consiglio provinciale.
Mozione n. 395/26: Estensione delle competenze del Comitato provinciale per le comunicazioni alla comunicazione istituzionale sui social media (presentata dal cons. Repetto il 25/03/2026): Sandro Repetto (Partito Democratico), premettendo che negli ultimi mesi si era assistito a una crescente degenerazione del linguaggio e delle modalità comunicative adottate da esponenti istituzionali, anche attraverso l’utilizzo dei social media, che sempre più rappresentano uno strumento diretto di comunicazione pubblica, ha proposto di impegnare la Giunta 1. a modificare le deliberazioni attuative relative al funzionamento e ai compiti del Comitato provinciale per le comunicazioni, prevedendo esplicitamente l’estensione delle sue funzioni anche alla comunicazione istituzionale veicolata tramite social media da parte di soggetti titolari di cariche pubbliche; 2. a definire, sentito il Comitato provinciale per le comunicazioni, linee guida e criteri di indirizzo affinché la comunicazione istituzionale, anche sui social media, sia improntata ai principi di correttezza, pluralismo, equilibrio, rispetto delle persone e delle istituzioni; 3. a inserire nelle deliberazioni attuative la seguente previsione: “Tra i compiti del Comitato provinciale per le comunicazioni rientra anche il monitoraggio e la formulazione di raccomandazioni in merito alla comunicazione istituzionale diffusa tramite piattaforme digitali e social media da parte di soggetti titolari di cariche pubbliche, al fine di garantire il rispetto dei principi di correttezza, pluralismo, equilibrio e decoro istituzionale.” 4. a prevedere strumenti di monitoraggio, segnalazione e raccomandazione, affinché il Comitato possa intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, nei casi di comunicazione pubblica lesiva del decoro istituzionale o del corretto confronto democratico. 5. Qualora i compiti del Comitato Provinciale per le comunicazioni fossero di competenza nazionale, ad agire presso AGCom affinchè vengano portati a concretezza i punti da 1 a 4 della presente mozione. Il consigliere ha ricordato che un caso esemplare era quello del post fatto dal vicepresidente della Provincia Marco Galateo, che aveva pubblicato una story nella quale, commentando l’esito del referendum, aveva utilizzato un pacco di carta igienica come elemento simbolico per ironizzare su esponenti politici nazionali, ma che c’erano anche altre situazioni che si configurano come uso improprio della funzione pubblica e lesione dell’immagine istituzionale, oltre che un role model diseducativo per i giovani e le giovani. Interpellato, il Comitato comunicazioni provinciale aveva detto di non poter intervenire in merito.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) si è detto assolutamente contrario: c’è bisogno di libertà d’espressione, e non di bavagli, e chi vuole togliersi di mezzo concorrenti politici imbavagliandoli non è un democratico.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha ricordato che la citata foto era pubblicata nelle stories che potevano vedere solo i followers della propria pagina privata, mentre Repetto l’ha diffusa con atto pubblico. Non si trattava della carta igienica, ma del nome stampato su di essa, “gioia”. Mai si sarebbe sognato di mancare di rispetto, cosa che invece aveva fatto una sindaca romana del PD, ma non era stata condannata dal partito, il quale non aveva nemmeno condannato commenti dispregiativi verso i componenti della Giunta. Accoglieva però la proposta di riformare il CoReCom, in modo che potesse intervenire sui media non imparziali, ma certo non per instaurare una sorta di Ministero della censura delle opinioni.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha detto che visto che aveva fatto una storia non molto simpatica, Galateo si sarebbe potuto semplicemente scusare. In quanto alla proposta, è la legge che definisce i compiti del Comitato comunicazioni, ma al giorno d’oggi gran parte della comunicazione avviene sui social media, quindi evidentemente la normativa va aggiornata. La mozione sarà sostenuta. Galateo è intervenuto per fatto personale: “Rivendico il diritto di poter esprimere ciò che dico, nei limiti della legge e senza mancare di rispetto a nessuno”.
Anna Scarafoni (Fratello d’Italia) ha detto che Repetto aveva parlato di “etica”, evidentemente per dare un tono nobile a una mozione che non lo è: ci si trova a subire come al solito critiche, come tipico del comportamento della sinistra, da chi crede di avere i canoni dell’estetica e dell’etica. Galateo non solo non aveva fatto male a nessuno, ma aveva lanciato un messaggio; la comunicazione oggi è costituita da messaggi che cambiano in continuazione, senza regole fisse. Ciascuno si assume la responsabilità di ciò che dice, pubblica e fa, ma regolarmente e in tutti i contesti viene criticata l’espressione della parte avversa. Viene la pelle d’oca quando il PD parla di “percorso comune”.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto che si sarebbe potuto cofirmare quanto detto dalla collega Scarafoni, ma questa mattina la maggioranza si era comportata, con la mozione del collega Wirth Anderlan, come ora veniva contestato . Non lo preoccupava cosa faceva l’assessore sul proprio profilo privato, ben più che egli fosse col fascio littorio sul profilo ufficiale. Non avrebbe sostenuto la proposta. Galateo ha replicato che non aveva alcuna foto con fasci littori, ma gli risultavano foto con cartelli in manifestazioni in cui veniva offeso, e per i quali non gli era stata espressa solidarietà.
La libertà di opinione è fondamentale e intoccabile, e organi preposti a valutare correttezza ed equilibrio sono problematici, ha detto Renate Holzeisen (Vita): se ci sono offese, c’è già il Codice Penale. Non dice ciò per difendere l’ass. Galateo, dal quale è stata offesa nei social accusandola di dire bugie, ma una presa di posizione generale. Non c’è bisogno di organi di censura, basta già la Comunità europea.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) si è detto favorevole all’affermazione secondo cui il Corecom dovrebbe difendere più il pluralismo, garantito solo nel periodo di par condicio. L’intenzione della mozione però non viene raggiunta, quindi voterà contro. Ha fatto riferimento anche alle immagini dell’intelligenza artificiale e alle immagini con essa generate, nonché ai commenti sottostanti: un aspetto da approfondire.
In un periodo in cui ci sono politici che si atteggiano a Cristo, mozioni come queste mettono solo in risalto un certo post, ha detto Paul Köllensperger (Team K). L’AGCom ha funzione di controllo e garanzia nel settore Radio-TV, sarebbe opportuno estendere questo anche nei relativi canali social, nonché monitorare il pluralismo garantito ai vari partiti politici, ma non quanto richiesto dalla mozione. Per quanto risulta lesivo c’è il Codice Penale, e poi ci sono i cittadini che valuteranno col proprio voto.
Harald Stauder (SVP) ha sostenuto di condividere molti punti della mozione, in particolare al tono ora degenerato in molti social media; ha tuttavia perplessità sulla terapia proposta, troppo limitativa dei diritti di libertà d’espressione, conquistati a fatica. Una degenerazione del linguaggio c’è stata, anche per conquistare i titoli nei media, e questo atteggiamento non fa del bene ma danneggia le istituzioni e il sistema politico. Si tratta del “populismo della volgarità”, che i volonterosi in aula dovrebbero contrastare.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che la nuova competenza proposta sa di censura; inoltre, il post si riferiscono a profili privati. Era il Minculpop che voleva controllare i pensieri e le espressioni delle persone, “ovviamente esagero”. Tutti dovrebbero contenersi nella comunicazione sui social media, utilizzando un linguaggio rispettoso ed evitando fake news, ma decidere che qualcuno debba controllare non va bene. Un problema in Alto Adige è se mai l’alta concentrazione mediatica, e non è compito dell’esecutivo provinciale intervenire, ma qualcuno a livello statale dovrebbe verificare. Il consigliere Wirth Anderlan aveva detto che di questo controllo non c’è bisogno, e che si sa come comportarsi, ma mettere un video in rete che coinvolge bambini della scuola dell’infanzia nel modo in cui è stato fatto è razzismo – non si può far finta che questo caso non sia avvenuto. La Giunta non avrebbe sostenuto la mozione, pur essendo d’accordo sul fatto che non si debba offendere nessuno.
Il presidente del Consiglio Arnold Schuler ha detto che se si riterranno necessarie delle modifiche nelle competenze dle Comitato comunicazioni si interverrà in commissione legislativa. Repetto ha risposto che il dibattito era servito per definire dei confini nell’ambito della comunicazione, e chiarito che non aveva mai parlato di profili privati, ma quella storia era accanto ad altre foro di Galateo con meloni e altri. Il fatto che ci sia la possibilità di querelare non può essere un alibi per le offese; inoltre, questo tipo di comunicazione può diffondere odio. La mozione è stata respinta con 4 sì, 26 no e 5 astensioni. Si è quindi tornati alla Mozione n. 388/26: L’Alto Adige può ridurre autonomamente i prezzi dei carburanti! Sgraviamo finalmente i cittadini e l’economia (presentata dal cons. Leiter Reber il 09/03/2026) e già discussa nel primo pomeriggio. Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha proposto un emendamento sostitutivo al fine di incaricare la Giunta 1. di sfruttare anche in Alto Adige, analogamente a quanto sta già facendo la Regione Friuli-Venezia Giulia, le possibilità offerte dall’attuale quadro normativo per ridurre i prezzi dei carburanti su tutto il territorio provinciale, con l’obiettivo di sgravare i cittadini e di rafforzare l’economia locale; e 2. di valutare in che misura la Provincia potrebbe offrire prestiti a tasso agevolato per l’acquisto di veicoli elettrici, al fine di incentivare l’acquisto di auto elettriche e rendere più persone indipendenti dal mercato petrolifero internazionale. Il consigliere ha ribadito che si tratta di sollevare i cittadini dai prezzi dei carburante cresciuti, che in Friuli l’intero territorio beneficia di riduzioni e non solo le località di confine come in alto Adige, e che un’ulteriore possibilità sarebbe l’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici. Si potrebbe intervenire anche sui prezzi dell’energia, una soluzione a medio e lungo termine sarebbe uno scollamento dai mercati internazionali del petrolio, ed è per questo che aveva aggiunto il punto 2., considerando che non tutti possono permettersi un’auto elettrica.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento al punto 2, segnalando che se si provvedesse con colonnine per energia a un prezzo più basso molte persone potrebbero essere interessate ai veicoli elettrici: più importante dell’acquisto è un rifornimento facile e a basso costo.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha detto che un pieno di energia elettrica dipende dall’offerente, e Alperia dovrebbe già avere una tariffa agevolata per veicoli elettrici. Questo dovrebbe essere possibile anche per le pompe di calore. Ha quindi sostenuto il punto 2 e chiesto votazione separata dei vari punti.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha suggerito, in caso di introduzione di contributo, che il vantaggio non sia poi incamerato dal venditore.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che in Germania era stata prevista una riduzione di 17 centesimi, criticata da tutti gli esperti perché non era economicamente né ecologicamente sensata. adottare il modello Friuli-Venezia Giulia non lo farebbe più neanche quella stessa regione, in quanto è un sistema oneroso. Tanti di coloro che sostenevano Trump dicendo che il cambiamento climatico non esiste, ora chiedono una soluzione, e hanno capito l’importanza di passare a fonti rinnovabili, una cosa giusta da fare a prescindere da destra-sinistra-centro. In quanto al punto 2., il collega Brunner ha avuto l’incarico di valutare apposite misure. Può darsi che ci siano differenze di prezzo tra le colonnine di ricarica a Innsbruck e a Bolzano. Ma Neogy, una società controllata da Alperia, ha dichiarato di offrire la tariffa più conveniente in Europa, e non solo per i clienti Alperia. In Alto Adige ci sono più di 1.000 colonnine. Per l’auto elettrica è agevolato chi ha la possibilità di realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto. La mozione non sarà sostenuta. Ci si augura una pace veloce e giusta. Leiter Reber ha chiarito che la giustizia sociale è un tema importante, e non sempre le decisioni della Giunta sono eque da questo punto di vista; una misura come quella proposta nella mozione è però sicuramente sensata. Ha aggiunto che i costi delle auto elettriche sono molto elevati, e bisogna tenere conto delle diverse condizioni economiche delle persone: il punto 2 si dovrebbe sostenere per lanciare un segnale verso l’esterno, ma lui vede la propria proposta come un pacchetto complessivo. Ha aggiunto che in tutta Europa la politica sta abbassando il prezzo del carburante e citato la misura dei contributi retroattivi per chi utilizza il carburante per lavoro. Votata per parti separate e nominalmente, la mozione è stata respinta: le premesse, il punto 1 ciascuno con 13 sì, 18 no e 4 astensioni, il punto 2 con 15 sì, 18 no e 1 astensione. Mozione n. 396/26: Strategia per gli eventi in Alto Adige (presentata dai conss. Ploner A., Köllensperger, Ploner F. e Rieder il 25/03/2026). Alex Ploner (Team K) ha proposto di incaricare la Giunta (EMENDATA) 1. di commissionare un’ampia analisi del mercato degli eventi in Alto Adige, con la creazione di un relativo osservatorio, al fine di ottenere dati rilevanti per ulteriori passi verso una strategia generale degli eventi basata sul modello del Land Tirolo; 2. di commissionare l’elaborazione di una strategia degli eventi per l’Alto Adige orientata alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica e ai documenti strategici della Provincia in questi settori, ad esempio la Strategia di sostenibilità, il Piano Clima e il Piano sociale, coinvolgendo tutte le parti interessate dell’amministrazione provinciale, del mondo dell’economia – e in esso soprattutto il settore eventi –, del volontariato e dei cosiddetti “lead events” (imparare dai migliori). Il consigliere ha spiegato che ogni anno in Alto Adige si svolgono 14.000 eventi, che sono espressione culturale ma anche motore economico: essi attirano migliaia di persone e costituiscono pilastri dello sviluppo sostenibile dell’Alto Adige. La varietà del panorama degli eventi è tuttavia condizionata da alcune problematiche strutturali, tra cui l’assenza di una rilevazione sistematica dei dati, le carenze nel settore del volontariato, la crescente complessità organizzativa e finanziaria, la necessità di criteri chiari per i “lead events”, i picchi di affluenza in specifici periodi dell’anno, con ripercussioni sull’ambiente e sulla qualità della vita: se non si mette in campo una strategia globale coerente, si corre il rischio che l’Alto Adige perda competitività rispetto a regioni più strutturate come il Land Tirolo, il Trentino e il Veneto. Il Land Tirolo ha intrapreso al riguardo un percorso nuovo e molto professionale, con un piano generale che potrebbe rappresentare una valida soluzione anche per l’Alto Adige.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha sostenuto che il tema era stato affrontato più volte in Consiglio, ma Ploner aveva indicato anche una direzione da seguire, ovvero trovare una strategia che si orienti a delle linee guida, quali quelle già esistenti di Piano clima, obiettivi di sostenibilità, piano sociale, e quindi non orientarsi solo a profitto e marketing. Ha approvato la mozione emendata.
In provincia ci sono già tanti eventi, ha detto Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), ma mancano eventi per i giovani, o per chi si sente giovane, come grandi raduni di musica techno, o rally con auto truccate. Giusto è considerare le esigenze dei residenti, ma bisogna trovare anche una via di mezzo. È importante sostenere il lavoro di volontariato, e garantire anche in futuro la cultura degli eventi, senza creare ostacoli a chi organizza.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha fatto riferimento a quanto offrono i volontari, e criticato le tantissime disposizioni da rispettare, a volte non praticabili. A Caldaro c’è un punto in cui i volontari possono trovare tutti i documenti necessari per organizzare eventi – si trattava di un progetto comune con l’assessora Pamer, “quando eravamo ancora amici”.
Sandro Repetto ha trovato aspetti positivi e meno positivi, nella mozione. È necessario fare una verifica sul proposto Osservatorio, che non deve comportare maggiore burocrazia; ha aggiunto che bisogna favorire le produzioni in loco, più che l’acquisto, e sottolineato la differenza di atteggiamento verso il volontariato e di gestione dello stesso nel mondo tedesco e italiano, nonché che i volontari si allontanano se oberati di burocrazia, che bisogna evitare.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha evidenziato il ruolo attrattivo degli eventi culturali, aggiungendo che ci sono sudtirolesi che rimangono all’estero proprio per un diverso panorama culturale, e ha apprezzato che negli ultimi anni ci siano stati sviluppi positivi, per esempio con iniziative al Museion, che svolge un lavoro fondamentale, anche in merito alla discussione su techno ed eventi notturni. Ci sono occasioni di incontro e scambio di cui la provincia va bisogno: sviluppi che vanno sostenuti e non messi in dubbio, come ha fatto recentemente l’ass. Bianchi, perché la cultura non va misurata solo con i soldi. Non va bene puntare su pochi grandi eventi, bensì promuovere anche eventi semplici, organizzati dal basso, perché si sviluppi la pluralità della cultura.
Secondo Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) il volontariato è uno dei pilastri più importanti della provincia e va sostenuto: esso soffre dell’aumento di burocrazia, mentre andrebbe invece sostenuto. Elaborare una strategia degli eventi è una buona possibilità, ma non vanno introdotti nuovi ostacoli in relazione a Piano clima, sostenibilità sociale ecc, cosa che complicherebbe la situazione.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha posto l’attenzione su cultura ed educazione culturale. Facendo riferimento alla propria mozione di ieri sulle mutilazioni genitali femminili, ha aggiunto che ci sono tante associazioni che si occupano della situazione delle donne: sarebbe bello che promuovessero un humus comune a promozione dei “valori culturali in cui noi crediamo”. Giusto è sfruttare spazi non utilizzati, che altrimenti rimangono vuoti o usati male, quindi è d’accordo sulla promozione di ogni tendenza culturale, ma in maniera organizzata. la sinistra che dà sempre schemi e recinti dovrebbe intervenire su argomenti “dove invece fanno i pesci in barile, quali le mutilazioni femminili”.
Harald Stauder (SVP) ha detto che la mozione è una conferma di cose che già esistono e già si sanno. Già si sa quanti eventi ci sono, da quelli di livello internazionale fino alle feste più piccole; si è consapevoli della portata dei diversi eventi. Ciò che è importante è che ci sia un’elaborazione ex post dopo gli eventi, relativamente a introiti economici, pernottamenti generati ecc.: questo avviene per i grandi eventi sportivi. Più difficile da rilevare è l’aspetto sociale ma non si vuole un’agenzia sovraordinata – ciò che già c’è funziona bene.La replica della Giunta avverrà domani.