(AGENPARL) - Roma, 30 Ottobre 2026 - Giovanni Cunego vince la ottava edizione del Premio “Pier Luigi Gaiatto”
il riconoscimento allo studioso per la sua tesi di dottorato dedicata a
«Ea que sunt in sancta ecclesia ordinatim cantanda».
Per uno studio sulla notazione nonantolana in area veneta nei secoli XI e XII
È Giovanni Cunego il vincitore della ottava edizione del Premio “Pier Luigi Gaiatto”, – premio istituito in memoria del giovane musicologo prematuramente scomparso dalla Fondazione Ugo e Olga Levi, in collaborazione con Gabriella, Angelo e Davide Gaiatto e il Centro Studi e Ricerche “Giovanni Tebaldini” di Ascoli Piceno – destinato a ricerche originali e inedite sulla musica sacra e sulla musica nella religione cristiana.
Per l’edizione 2026 la Commissione giudicatrice, formata da Marco Bizzarini (Università di Napoli), Franco Colussi (Società Filologica Friulana), Roberto Calabretto (Università di Udine- Fondazione Ugo e Olga Levi), Giulia Gabrielli (Libera Università di Bolzano) e Massimo Privitera (Fondazione Ugo e Olga Levi), ha espresso piena soddisfazione per la qualità dei lavori presentati. La commissione ha tenuto conto della rilevanza dei temi affrontati, dell’originalità dei risultati, del rigore scientifico e della coerenza metodologica, ma anche della capacità, da parte degli autori, di interrogare le fonti e di aprire nuove prospettive di ricerca.
Vincitore del premio (4.000 euro) è risultato Giovanni Cunego, per la sua tesi dottorale dal titolo «Ea que sunt in sancta ecclesia ordinatim cantanda». Per uno studio sulla notazione nonantolana in area veneta nei secoli XI e XII. La ricerca esamina manoscritti e frammenti provenienti da Verona, dalla laguna veneta e da altri centri, mettendo a confronto la notazione nonantolana con le notazioni d’oltralpe e con quelle nord-italiane. Ne emerge un panorama di scambi e influenze che collega Verona e Torcello alla terraferma, con possibili snodi nell’area di Treviso e rapporti con l’abbazia di Nonantola. Un’indagine rigorosa che contribuisce a ricostruire la circolazione delle pratiche musicali nella Pianura Padana tra XI e XII secolo.
A Clarissa Cammarata è stato assegnato il secondo premio per la tesi di dottorato La tradizione liturgico-musicale dell’Ufficio nei codici conservati ad Asti (secoli XII-XV). La ricercacensisce e analizza i manoscritti custoditi nell’Archivio Capitolare e nella Biblioteca del Seminariodi Asti, ricostruendone, dove possibile, provenienza e contesti d’uso. Il confronto tra letestimonianze della Cattedrale e quelle legate alle comunità benedettine, cistercensi, cluniacensi,domenicane e francescane fa emergere la ricchezza e la varietà delle tradizioni presenti nell’areaastigiana. Il lavoro restituisce un patrimonio finora poco conosciuto e offre solide basi per nuovericerche.
Infine, il contributo di Chiara Bertoglio, La Trinità e la musica nel pensiero patristico, indaga, attraverso un’attenta e puntuale lettura delle fonti, come i Padri della Chiesa abbiano attinto al linguaggio musicale per esprimere il mistero trinitario. Per l’originalità del tema e la qualità dell’analisi, la commissione ne propone la pubblicazione.
Giovanni Cunego
Giovanni Cunego è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (sede di Cremona), nell’ambito del progetto ERC «Scribemus. Scribes of Musical Cultures. Decoding Early Technologies of Music Writing in Latin Europe (ca. 900–1100)», in collaborazione con l’Università di Bristol. Presso il medesimo ateneo ha conseguito la laurea triennale (2018), la laurea magistrale (2020) e, nel 2024, il titolo di dottore di ricerca, discutendo una tesi sulla notazione nonantolana in area veneta nei secoli XI e XII. Nel 2022 è stato visiting PhD student presso l’Institut de recherche et d’histoire des textes (IRHT) di Parigi-Aubervilliers, partecipando al progetto «Iter liturgicum italicum». Nel 2020 ha inoltre conseguito il diploma di composizione (vecchio ordinamento) presso il Conservatorio di Musica «Evaristo Felice Dall’Abaco» di Verona. Ha curato l’edizione critica del terzo libro di messe e mottetti a nove voci di Antonio Mortaro (Venezia, 1606) per la collana «Corpus Musicum Franciscanum» del Centro Studi Antoniani di Padova. Fa parte della redazione centrale di «Medioevo musicale. Bollettino bibliografico della musica medievale (MEM)», rivista della Fondazione Ezio Franceschini di Firenze.
Clarissa Cammarata
Clarissa Cammarata si è laureata presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Pavia (sede di Cremona) e ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca all’interno del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento. Ha pubblicato diversi contributi scientifici nell’ambito della cosiddetta monodia e codicologia liturgica e, nel 2021, ha curato la mostra di frammenti liturgico-musicali Non impedias musicam avuta luogo presso l’Archivio di Stato di Como. È parte del gruppo di ricerca Historiae italiane (Fondazione Ugo e Olga Levi), della segreteria di redazione della Rivista Internazionale di Musica Sacra e della redazione centrale del bollettino bibliografico MEM – Medioevo Musicale (Fondazione Ezio Franceschini).
Chiara Bertoglio
Chiara Bertoglio ha conseguito un dottorato di ricerca in prassi esecutiva musicale presso l’Università di Birmingham, un Master in Teologia sistematica e filosofica (Università di Nottingham), un Master in Storia del pensiero teologico (Roma Tor Vergata) ed è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Torino e l’Accademia di Santa Cecilia di Roma. Attualmente è professore ordinario di pianoforte presso il Conservatorio di Cuneo e insegna teologia della musica a Torino, Firenze e presso l’ITI di Trumau (Vienna). Tra le sue pubblicazioni figurano il premiato Reforming Music (De Gruyter, 2017); Musical Scores and the Eternal Present (Pickwick, 2020). È una consacrata nella Comunità dei figli di Dio.
