(AGENPARL) - Roma, 25 Marzo 2026 - Oltre 9.000 famiglie risultano oggi in attesa di un alloggio ERP a Bologna, un dato che evidenzia diverse criticità del sistema abitativo cittadino. Su questo interviene Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare, associazione proprietari immobiliari, e candidato civico a sindaco con Una Nuova Bologna: “Il dato di Bologna, che emerge con evidenza dai dati regionali acquisiti tramite accesso agli atti, è particolarmente significativo, mostra un sistema che presenta criticità evidenti nei criteri di assegnazione. Oggi più di un quarto degli alloggi ERP risulta assegnato a cittadini stranieri. È un dato che richiede una valutazione responsabile da parte della politica”.
Zanni entra quindi nel merito dei meccanismi di accesso: “I parametri attuali tendono a privilegiare famiglie con ISEE basso e molti figli, come quelle provenienti dal Nordafrica mentre faticano a intercettare altre forme di fragilità sociale che oggi sono sempre più diffuse fra gli italiani. Penso, ad esempio, ai padri separati, che spesso non ci rientrano ma che sostengono un doppio carico economico. Penso anche a quelle famiglie che scelgono responsabilmente di avere figli solo al raggiungimento di una stabilità economica, e che proprio per questo finiscono per restare escluse dai meccanismi di accesso. È evidente che esiste uno squilibrio, e che questo squilibrio produce una crescente distanza tra il sistema e una parte rilevante della cittadinanza che lavora e contribuisce”.
Zanni richiama una responsabilità politica che, a suo giudizio, era leggibile già da anni: “Era chiaro da tempo che, se gli alloggi venivano assegnati quasi esclusivamente a nuclei che non contribuivano con il proprio lavoro a sostenere il sistema che quegli alloggi aveva reso possibile, l’ERP sarebbe andato incontro a un progressivo cortocircuito. Oggi molti alloggi rimangono sfitti perché non hanno le condizioni di agibilità per essere assegnati e l’ERP non ha i soldi per ristrutturarli“.
Zanni sottolinea inoltre che la stessa Regione, anche recentemente, ha escluso la possibilità di correggere il sistema a livello locale: “Negli ultimi mesi, attraverso l’assessore Paglia, è stato ribadito ai sindaci dell’Emilia-Romagna che i criteri di assegnazione non potevano essere modificati. Questo ha di fatto impedito ai territori di intervenire su un meccanismo che mostra limiti sempre più evidenti”.
Infine, il riferimento alle risorse straordinarie: “L’ERP ha ricevuto una boccata d’ossigeno anche grazie alle risorse del PNRR. Ma proprio il fatto che oggi l’obiettivo sia recuperare lo sfitto all’interno dell’edilizia pubblica dimostra che il sistema, così come è stato impostato, non ha retto”.
Per Zanni il sistema: “Genera una distanza tra chi contribuisce stabilmente alla vita economica e sociale della città e chi riesce ad accedere agli strumenti pubblici, per questo rivisto. Occorre riconoscere priorità a chi ha costruito un legame stabile con il territorio, a chi lavora, paga le tasse e contribuisce ogni giorno alla comunità. Servono soprattutto criteri di assegnazione più equi e un modello più sostenibile, capace di garantire giustizia sociale”.