(AGENPARL) - Roma, 29 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Mon 29 December 2025 **Diamante Fiorentino, identità, territorio, rispetto volontà Elettrice
Palatina**
/Scritto da Lorenza Berengo, lunedì 29 dicembre 2025 alle 09:59/
E’ a ragione veduta che la Regione Toscana ha preso parte da protagonista,
a pieno titolo, alla vicenda del Diamante Fiorentino. “La Toscana – come
sottolinea l’assessora alla cultura Cristina Manetti- è infatti l’unica
regione italiana ad aver mantenuto pressoché intatta la propria
conformazione geografica rispetto all’antico territorio granducale cui Anna
Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina, si riferiva esplicitamente nel
vincolare il patrimonio artistico della dinastia ‘per ornamento dello
Stato, utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei forestieri’
è proprio questo vincolo territoriale – ha proseguito Manetti- e di
collocamento che sta a cuore alla Regione Toscana, nel più autentico
rispetto delle volontà dell’ultima dei Medici. Una prospettiva che è cosa
diversa dall’interpretazione incentrata esclusivamente sulle questioni di
nuda proprietà del gioiello, senza tuttavia considerare che l’Elettrice
Palatina subordinò la cessione dei beni dinastici a Francesco Stefano di
Lorena e ai suoi successori all’unica condizione che essi non fossero mai
allontanati da Firenze e dalla Toscana”
L assessora alla cultura ribadisce inoltre l’importanza di tenere conto dei
rapporti intercorsi tra Zita di Borbone-Parma e il governo italiano nel
1929, quando l’ex imperatrice accettò la restituzione del Breviario di
Ercole d’Este, ma rivendicò invece il «possesso e la libera
disposizione» del Diamante Fiorentino, confermando così la complessità
storica e giuridica della vicenda.
La legittima azione dello Stato volta all’individuazione del proprietario
giuridico del bene prescinde, in ogni caso, dalla questione della
collocazione ed esposizione del Diamante in Toscana, come ribadito dal
presidente Eugenio Giani.
“Nel suo insieme, la storia del Diamante Fiorentino racconta la
trasformazione di una gioia sovrana toscana in bene dinastico imperiale e,
successivamente, in oggetto conservato in ambito privato. Ciò che resta
immutato è il suo profondo legame con il territorio della Regione Toscana
e con la sua storia, tanto medicea quanto asburgo-lorenese.” A dichiararlo
è Samuele Lastrucci, direttore del Museo de’ Medici e mediatore dei
rapporti con l’arciduca Carlo d’Asburgo-Lorena per conto della Regione
Toscana.
Quanto all’affermazione secondo cui «il Parlamento starebbe operando a
luci spente per accertare l’appartenenza del diamante al patrimonio della
famiglia Medici», l’assessora Manetti ricorda che tale dato è già
ampiamente documentato da un inventario redatto dall’Elettrice Palatina nel
1740 (stile fiorentino), digitalizzato per la prima volta nel 2024 dalla
Regione Toscana in collaborazione con il Museo de’ Medici e l’Archivio di
Stato di Firenze”.
In ogni caso, l’appartenenza medicea del Diamante costituisce in questa
fase un elemento storicamente acquisito ma giuridicamente secondario, dal
momento che la linea diretta dei Medici granduchi di Toscana – da Cosimo I
ad Anna Maria Luisa – è estinta, e che la successione degli Asburgo-Lorena
fu riconosciuta a livello internazionale e perdurò fino all’Unità
d’Italia.
Da tale linea discende l’attuale detentore del gioiello, con il quale la
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