(AGENPARL) - Roma, 17 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Wed 17 December 2025 **Teleconsulti e guardie mediche pediatriche, la Regione sperimenta due
nuovi servizi**
**Al via dai prossimi giorni prima di Natale. Monni: ”Un modo per dare
risposte più efficienti e vicine ai bisogni di salute dei piccoli e dei
loro genitori” **
/Scritto da Walter Fortini, mercoledì 17 dicembre 2025 alle 14:54/
Arrivano i teleconsulti e le guardie mediche pediatriche e l’obiettivo è
doppio: offrire una migliore assistenza, ma anche evitare accessi impropri
al pronto soccorso che sono statisticamente più rilevanti il sabato, la
domenica e nei giorni festivi o prefestivi, quando capita ugualmente che
bambine e bambini si ammalino ma il proprio pediatra non è in servizio e
dunque non raggiungibile.
La novità – una sperimentazione – sarà operativa dall’imminente vigilia
di Natale. Se una famiglia con figli piccoli si rivolgerà alla guardia
medica (ovvero i medici di continuità assistenziale dell’116117)
quest’ultima potrà scegliere di attivare un teleconsulto di secondo
livello e parlare con pediatri coordinati dal Meyer, l’ospedale dei
bambini. “Un modo – spiega l’assessora al diritto alla salute e alle
politiche sociali della Toscana, Monia Monni – per dare risposte più
efficienti, efficaci e vicine ai bisogni di salute dei piccoli e alle
preoccupazioni dei loro genitori”.
Dal primo gennaio 2026 partirà anche la seconda fase del progetto
sperimentale, con visite in presenza: due guardie mediche pediatriche – una
per ciascuna area – entreranno infatti in servizio nell’Asl Toscana Centro
e nell’Asl Toscana Nord Ovest ed altre due nell’Asl Toscana Sud Est. Il
servizio si rivolgerà in prima battuta ai territori interni meno coperti e
più disagiati. Per questo nella Sud Est le due guardie mediche opereranno
a Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo e ad Abbadia San Salvatore
sull’Amiata senese, nell’Asl Toscana Centro a Pescia in provincia di
Pistoia e nella Nord Ovest a Barga, in Garfagnana, in provincia di Lucca.
“La risposta che abbiamo messo in campo nasce da una necessità che si è
stata fatta direttamente presente dalle famiglie, riunite in associazioni –
spiega ancora l’assessora – . C’è stata una legge di iniziativa popolare
approvata dal Consiglio regionale sul finire della passata legislatura e
siamo felici di dare seguito e gambe a questa idea. Ci siamo dati sei mesi
di tempo per tirare le somme, mettere bene a fuoco i bisogni e migliorare
ulteriormente questo servizio”.
uesta idea. Ci siamo dati sei mesi di tempo per tirare le somme, mettere
bene a fuoco i bisogni e migliorare ulteriormente questo servizio”.
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