(AGENPARL) - Roma, 27 Novembre 2024 - (AGENPARL) – mer 27 novembre 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 27/11/2024, ore 16:12
Consiglio
Lavori Consiglio: Informativa sulle trattative sull’Autonomia, Incentivi per l’uso della bicicletta, Organizzazioni di utilità sociale, Ruolo delle farmacie
**Il presidente della provincia Kompatscher ha informato sulle trattative col Governo. Mozioni di Für Südtirol mit Widmann, Partito Democratico, Team K.**
In apertura della seduta pomeridiana, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha aggiornato il plenum sulle trattative sull’Autonomia con Roma, come richiesto questa mattina da Sven Knoll. Anticipando che non ci sono grandi novità e che si sta ancora trattando il testo già presentato, Kompatscher ha chiarito che l’articolo 9 del testo, che è disponibile sul web, riguarda le competenze che vanno ripristinate, anche se il Governo dice che si tratta di qualcosa di più di un ripristino. Riguardo ad ambiente ed ecosistema, il governo dice che non facevano parte delle competenze, ma per la Giunta è così, tanto che in passato si è legiferato in merito. I media hanno detto che il presidente della Commissione dei Sei, coinvolto al tavolo come quello dei Dodici su iniziativa del Governo, insieme al sen. Durnwalder coinvolto dalla provincia, vorrebbe avanzare delle proposte: “Ma noi vogliamo che prima siano trattati tutti i punti citati, già consegnati alla premier”. Per le trattative non c’è un mandato del Consiglio provinciale, si guarda di trattative informali a livello politico per raggiungere una proposta di legge costituzionale, ma non appena ci sarà un risultato informale si cercherà anche il parere del Consiglio stesso. Poi sarà chiesto il parere del Consiglio ai sensi dello Statuto. In passato queste discussioni sono sempre avvenuto a porte chiuse. “ma volutamente si è voluto informare costantemente, con il connesso rischio di critica”. Sui temi che si leggono nei media e che sono state annunciate dal presidente della Commissione dei Sei Urzì non ci sono proposte o formulazioni, quando ci saranno si prenderà posizione anche pubblicamente. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto di informare il Consiglio sulle proposte del presidente di Urzì, qualora esse arrivassero. Kompatscher ha ricordato che la presidente Meloni aveva dato conferma di voler ripristinare l’Autonomia, aggiungendo che questa è la condizione.
È quindi ripresa la trattazione della Promuovere l’uso della bicicletta nella quotidianità lavorativa con incentivi finanziari per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti in Alto Adige (presentata dal cons. Widmann l’08/11/2024), con la quale Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) chiedeva di impegnare la Giunta 1. a far sì che l’amministrazione provinciale e i Comuni verifichino la possibilità di concedere a partire dal 2025 ai loro collaboratori e alle loro collaboratrici che si recano al lavoro in bicicletta un’indennità chilometrica nell’ambito dei “fringe benefit” e, ove possibile, la introducano; 2. ad adoperarsi a livello nazionale affinché per le indennità chilometriche per l’uso della bicicletta vengano previste delle agevolazioni fiscali secondo il modello belga; 3. a sviluppare una campagna informativa mirata per informare i lavoratori e le lavoratrici dipendenti nonché i datori e le datrici di lavoro in Alto Adige sui programmi di finanziamento esistenti e sulle agevolazioni fiscali per l’uso della bicicletta nella quotidianità lavorativa; 4. ad ampliare gli attuali programmi di finanziamento per le aziende che mettono a disposizione dei collaboratori e delle collaboratrici biciclette ed e-bike, al fine di agevolare l’utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro. La discussione era stata avviata .
In replica, l’ass. Daniel Alfreider ha fatto riferimento al piano della mobilità ciclistica elaborato in confronto con gli stakeholder e i Comuni, e che per esempio sono sostenuti i Municipi che acquistano bici elettriche e le mettono a disposizione. Il punto (3) può essere accolta, perché effettivamente alcune misure si possono far conoscere meglio, sia ai Comuni che alle aziende, che pure vengono sostenute quando mettono a disposizione dei propri collaboratori le biciclette. Il punto (1) va invece in una direzione di assistenzialismo, che non è l’approccio corretto, comporterebbe inoltre un grande onere burocratico. La strada che si intende percorrere è, per esempio, quella intrapresa in Val Pusteria, con la possibilitá di noleggiare una bicicletta in stazione, senza affollare di bici i treni. è necessario sostenere l’ultimo miglio e adeguare le infrastrutture nelle città e nei Comuni. La giunta approverà il punto (3), respingendo gli altri. Thomas Widmann ha precisato che la propria mozione era simbolica, e che non c’è un giusto e uno sbagliato: è importante continuare a investire nella mobilità ciclistica, anche se è già stato fatto molto. la collega Foppa aveva ragione sulle proposte del passato, ma si trovava nella squadra sbagliata. Egli ha quindi ritirato i punti dispositivi (1) e (2). Messa in votazione senza questi punti, la mozione è stata approvata con 29 sì e 3 astensioni.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha quindi presentato la Introduzione di un Registro provinciale delle organizzazioni di utilità sociale (presentata dal cons. Repetto l’08/11/2024), al fine di impegnare la Giunta a prevedere la possibilità di accesso alla seconda sezione ordinaria del Registro Provinciale delle Organizzazioni di utilità sociale, per quelle associazioni aderenti ad AssoArma, che non sono iscritte al RUNTS, pur soddisfando tutte le condizioni generali, inclusi il domicilio legale, le attività svolte in Alto Adige Südtirol, l’assenza di scopo di lucro e il divieto di distribuzione degli utili. AssoArma Alto Adige, ha spiegato Repetto, è una federazione che raggruppa diverse associazioni (tra cui ANC – Associazione Nazionale Carabinieri, ANA – Associazione Nazionale Alpini, IPA – Organizzazione Internazionale di Polizia, UNUCI – Associazione Nazionale Ufficiali..) e che ha una conoscenza approfondita delle attività di queste organizzazioni, che in Alto Adige contano diverse migliaia di membri dei diversi gruppi linguistici. Sarebbe dunque necessario includere anche queste associazioni nel disegno di legge, soprattutto per il loro impegno interculturale e il loro importante contributo alla pacifica convivenza. Fino ad ora, queste associazioni non hanno avuto accesso al Registro provinciale perché sottoposte a statuti nazionali che non sempre rispondono ai requisiti specifici richiesti per le associazioni in Alto AdigeSüdtirol. La sollecitazione per la proposta era arrivata dalle stesse associazioni.
Alex Ploner (Team K) ha detto che non conosceva Assoarma, ma conosceva le associazioni che ne fanno parte, che svolgono un lavoro prezioso. Il volontariato va sostenuto a prescindere dalla lingua che si parla, quindi la proposta va sostenuto, ma in quanto all’Associazione Nazionale dei Carabinieri, essa non disporrebbe di uno statuto, condizione per l’iscrizione nel registro. in merito, ha chiesto un chiarimento a Repetto.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha chiesto a Repetto come mai, se queste associazioni hanno già tutti i requisiti per iscriversi al RUNTS, questo non avviene: forse sono piuttosto associazioni portatrici di interesse, che andrebbero differenziate da quelle di volontariato.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha ricordato di non aver mai visto i carabinieri agire come volontari, pur avendo partecipato a diverse manifestazioni.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto che i Carabinieri sono un’organizzazione militare statale che non può essere messa sullo stesso livello delle organizzazioni di volontariato. Ha ricordato un intervento dei carabinieri a una processione, ma per denunciare chi usava i petardi, tradizione antica in quell’occasione. COinvolgere le associazioni di lingua italiana va benissimo, ma bisogna distinguere tra Stato e provincia e considerare le organizzazioni di volontariato con sede in Alto Adige.
Dai banchi dei consiglieri, il presidente della provincia Arno Kompatscher ha ricordato che lo Stato aveva chiesto, per il rilascio di benefits, l’iscrizione nel registro statale, e che era stato creato quello provinciale con le proprie regole. La proposta va respinta perché non sono opportune regole speciali: non si tratta di respingere un gruppo linguistico, se le associazioni hanno i requisiti possono iscriversi – potrebbe essere il caso di un’associazione di volontariato di ex Carabinieri.
L’ass. Rosmarie Pamer, evidenziando il valore del volontariato, ha chiarito che i funzionari competenti stanno ultimando la legge provinciale sul volontariato – ci saranno sedute sulle norme finanziarie con rappresentanti di Roma e delle associazioni. Il processo è stato molto partecipativo e ha coinvolto tutte le associazioni. Nelle prossime settimane la bozza sarà portata alla Giunta, e poi trasmessa al Consiglio: sia in commissione che in aula potranno essere previsti emendamenti. Attualmente quali requisiti sono previsti la sede legale in Alto Adige, lo svolgimento prevalente di attività di interesse generale, quelle eventualmente commerciali devono essere strumentali e secondarie, la presenza di almeno tre componenti e di uno statuto con requisiti minimi. la volontà politica è di consentire l’iscrizione dle maggior numero di associazioni. La proposta va respinta, perché se le associazioni hanno i requisiti possono già essere iscritte. Sandro Repetto ha replicato che dire che le associazioni da lui citate non facciano volontariato è una bestemmia. Esse rispondono a Statuti nazionali, quindi la sede non è locale, ed è per questo che si chiede la loro iscrizione ciononostante. Esse fanno parte di un’identità culturale di questa terra. Repetto si è rammaricato di non aver avuto nemmeno una parvenza di solidarietà: questo fa male a un’identità culturale che fa parte di questa realtà. Messa in votazione nominalmente, la mozione è stata respinta con 1 sì, 23 no e 9 astensioni.
Franz Ploner (Team K) ha quindi presentato la Rafforzare il ruolo delle farmacie all’interno del servizio sanitario (presentata dai conss. Ploner F., Köllensperger, Ploner A. e Rieder il 11/11/2024) al fine di impegnare la Giunta 1. a elaborare un piano attuativo per istituire le farmacie dei servizi in collaborazione con l’Ordine dei farmacisti e Federfarma Bolzano e ad attuarlo secondo una tempistica prestabilita; 2. a realizzare, in collaborazione con le farmacie, progetti innovativi nel campo della telemedicina, dello screening, della compliance, ecc., come viene già fatto in altre regioni italiane, e a sottoporre tali progetti a un processo di qualità; 3. a coinvolgere le farmacie nella distribuzione di dispositivi medici, semplificando così un’attività di grande importanza per l’assistenza territoriale di prossimità delle pazienti e dei pazienti, e ad adeguare le tariffe a intervalli regolari. I compiti della farmacia dei servizi, ha spiegato Ploner nella mozione, sono definiti dalla legge n. 69/2009 e dal decreto-legge n. 153/2009. Con la formula della farmacia dei servizi ci si propone principalmente d’integrare le farmacie in una rete che fornisca servizi medici per il sistema sanitario pubblico, affidando loro anche nuovi compiti di assistenza. Visto il numero sempre maggiore di persone anziane, la carenza di medici di base soprattutto nelle aree rurali, e le conseguenti difficoltà nel garantire un’assistenza primaria tempestiva e adeguata, le farmacie svolgono un’attività importante in materia di politica sanitaria e di prevenzione. Fornendo assistenza ai pazienti con malattie croniche, le farmacie svolgono un importante ruolo di monitoraggio nel campo dell’approvvigionamento di medicinali e migliorano la compliance delle cure farmacologiche e la registrazione degli effetti avversi.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha fatto riferimento alla carenza dei medici di base chiedendosi quante ore lavorano oggi, aggiungendo che in alcuni Comuni sono presenti poche ore, 18 in media: come si è arrivati a questo punto?
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) evidenziato che l’argomento è molto importante perché coinvolge i cittadini, e ricordato che nel programma di coalizione l’ass. Messner aveva espresso l’intenzione di rendere territoriali i servizi per i cittadini. Questo sarebbe un riferimento importante per il malato. Tuttavia, del tema si devono occupare i vertici professionali, in accordo con l’Assessorato, attraverso specifici tavoli tecnici: questi le risultano già costituiti, ma devono essere propositivi e fare passi avanti. La mozione non è adeguata, perché non propone il procedimento giusto.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha apprezzato la mozione auspicandone l’approvazione. Ha aggiunto che la provincia di Bolzano è in ritardo sulle farmacie dei servizi, e che attualmente i cittadini pagano per i servizi offerti. Piccole farmacie non potrebbero sostenere i costi di certi servizi ed esami – basterebbe prevedere il servizio e concordare un prezzo; la Provincia di Bolzano con il suo ricco bilancio potrebbe dotare le farmacie di apparecchi e software.
Maria Elisabeth Rieder (Team K), cofirmataria, ha chiarito che i malati cronici avrebbero bisogno di questo sostegno. è nota la situazione attuale della sanità, quanto proposto potrebbe essere un ulteriore tassello, considerando che le farmacie sono distribuite in maniera capillare. Spesso i cittadini vanno nella stessa farmacia, la quale quindi conosce bene i propri pazienti.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha contestato le affermazioni di Wirth Anderlan lodando il lavoro dei medici di medicina generale. La proposta di Ploner va nella direzione di sostenerli e alleggerirne il carico. Ha proposto di coinvolgere i medici di medicina generale nel punto (1).
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha detto di non voler criticare il lavoro dei medici di base, ma quanto detto prima sono fatti: in passato i medici di base lavoravano 42 ore a settimana, oggi 18.
Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) ha sostenuto la mozione: sarebbe sensata l’introduzione di questi servizi in periferia, anche perché se in certe località non vale la pena aprire una farmacia, se aumentano i servizi questo cambia. Bisognerebbe cercare di ottenere in quest’ambito maggiori competenze.
L’ass. Hubert Messner ha ritenuto positivi molti spunti, rilevando però anche della disinformazione. Vero è che le farmacie svolgono un ruolo importante, tanto che si danno contributi per la relativa apertura in periferia. In Alto Adige ci sono oltre 130 farmacie, che svolgono un ruolo importante per l’assistenza di prossimità, soprattutto per le malattie croniche. Esse sono importante per consulenza, terapia farmacologica e servizi che già in parte offrono. Il tavolo proposto al punto (1) giá esiste, anche se come suggerito da Scarafoni deve diventare più concreto; giá dal 2020 prodotti innovativi, per esempio per i diabetici, vengono distribuiti con le farmacie; tanti farmaci distribuiti dalle farmacie ospedaliere stanno tornando nelle farmacie normali; esse sono già state coinvolte nelle campagne vaccinali e negli screenings, compresa la compliance terapeutica, cui hanno partecipato ben pochi medici di base. Sulla telemedicina si sta lavorando, anche per mettere il fascicolo elettronico a disposizione di farmaciste e farmacisti. Molto di quanto richiesto viene fatto, quindi si voterá contro la mozione. Franz Ploner ha dato disponibilitá a coinvolgere al punto (1) i medici di medicina generale; in quanto alle ore di lavoro dei medici di base, non sono solo quelle di apertura degli ambulatori al pubblico: essi oggi hanno piú compiti di 30 anni fa, e le ore prestate non risultano da nessuna parte. I tavoli citati da Scarafoni sono presenti anche nella mozione. Al momento le farmacie non sono istituzionalizzate come farmacie dei servizi. Messa in votazione, la mozione è stata respinta con 17 no e 16 sì.
(continua)
**MC**
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