(AGENPARL) - Roma, 3 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – gio 03 ottobre 2024 Regione Carabinieri Forestale “Marche”
Gruppo di Ancona
COMUNICATO STAMPA
SEQUESTRATO IMPIANTO DI AUTODEMOLIZIONE
VEICOLI IN PROVINCIA DI ANCONA
Tre persone indagate per i delitti di attività organizzata per i traffici
illeciti di rifiuti e inquinamento ambientale
Nucleo CC Forestale di Jesi – San Marcello e del Nucleo CC Forestale di Arcevia, con il supporto della 3^
Sezione cyber investigation del Roninv Carabinieri del Comando Provinciale di Ancona, hanno eseguito
un ordine di perquisizione personale e locale e contestuale sequestro di un impianto di autodemolizione
veicoli, disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, a carico di n. 3 persone accusate in
concorso di aver posto in essere i delitti di attività organizzata per i traffici illeciti di rifiuti e inquinamento
ambientale.
I tre indagati sono accusati di aver gestito ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi provenienti dalla
rottamazione di veicoli fuori uso, dichiarando falsamente che invece trattavasi di rifiuti adeguatamente
bonificati di ogni parte pericolosa.
In particolare i tre indagati risultano aver gestito un’impresa di autodemolizioni, organizzando un presunto
sistema illecito di gestione di veicoli da sottoporre a rottamazione, i quali venivano compattati inserendo
nel loro interno rifiuti non tracciati, ovvero senza bonificarli dagli oli esausti o dagli acidi e senza
inertizzare o smaltire gli airbag contenenti polveri pericolose.
Inoltre sono accusati di aver cagionato inquinamento ambientale in un’area non autorizzata alla gestione
dei rifiuti e non adeguatamente impermeabilizzata, utilizzata invece dall’impresa per gestire e smontare i
veicoli fuori uso, peraltro anche da persone di cittadinanza estera non autorizzate a farlo. Alcuni dei rifiuti
rimossi illegalmente dai veicoli sarebbero poi stati esportati all’estero ed utilizzati come ricambi auto.
Sequestrata a seguito di perquisizione documentazione, n. 4 telefoni cellulari e personal computers, oltre
a n. 2 aree soggette alla presunta gestione illecita dei rifiuti che dovranno essere sottoposte a
campionamento da parte dell’ARPAM di Ancona per verificare il presunto inquinamento ambientale.
I tre indagati rischiano le pene molto severe previste per i delitti contro la salute pubblica e l’ambiente
inseriti nel codice penale, che vanno fino a 6 anni di reclusione nel caso di inquinamento ambientale e
attività organizzata per i traffici illeciti di rifiuti.
Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone
sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga
sentenza irrevocabile di condanna.
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