(AGENPARL) - Roma, 28 Settembre 2024 - (AGENPARL) – sab 28 settembre 2024 87ª EDIZIONE DELLA FIERA DEL LEVANTE DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA MICHELE EMILIANO
Signore e Signori, Signor Ministro Urso,
benvenuti all’inaugurazione della 87ª Fiera del Levante.Caro Sindaco, Caro Vito, è con grande gioia e affetto che ti rivolgo il mio augurio per l’inizio di questo percorso d’amore verso la nostra città che segui da sempre con passione, competenza e dedizione. Sono sicuro che saprai guidare Bari verso un futuro ancora più prospero e inclusivo. A nome di tutti i pugliesi ti auguro buon lavoro: siamo e saremo al tuo fianco in questo viaggio.
Viviamo un momento della storia che non esito a definire buio.
I conflitti in Ucraina, Palestina, Libano, ci restituiscono quotidianamente un orizzonte di morte e devastazione. Scorgiamo il precipizio di una possibile guerra totale: gli equilibri mondiali sono a rischio e la politica sembra aver perso la capacità di agire nell’interesse della pace.
La Pace a cui eravamo abituati è divenuta ora un coraggioso e difficile traguardo.
Come ha ricordato appena qualche giorno fa il Segretario generale dell’ONU Guterres la situazione internazionale rischia di essere peggiore dei decenni della Guerra Fredda.
Ho sempre detto che, nella chiarezza della distinzione tra aggressore e aggredito, è necessario trovare al più presto una via di negoziato.
La pace è un bene che costa fatica, va ricercata con ostinazione, con caparbietà. Questi tentativi devono essere incoraggiati soprattutto dalla comunità internazionale e, in particolar modo, dall’Europa. Tocca a noi adesso, e nessuno deve voltarsi dall’altra parte.
La guerra si ferma con il cessate il fuoco e aprendo negoziati.
Questo va fatto certamente in Ucraina e Russia, ma soprattutto in Palestina dove il numero delle vittime innocenti, tra cui migliaia di bambini, è smisuratamente alto.
La solidarietà, il dialogo, l’accoglienza e la comprensione reciproca devono continuare a ispirare i nostri pensieri e le nostre azioni pubbliche e private.
Per questo oggi, da questo angolo del Mediterraneo, come responsabile della mia comunità, vorrei che si rinnovasse l’antica vocazione dei pugliesi ad essere costruttori di pace e coltivatori della speranza. A chi può dare vantaggio uccidere e mutilare bambini ed accumulare nei loro cuori un odio inestinguibile?
Mi auguro che Bari e la Puglia, nel nome di San Nicola, un santo vicino ai poveri, vicino alle donne e ai bambini che anche oggi continuano a rappresentare quella porzione di umanità maggiormente esposta alle ingiustizie e alle sofferenze, possano continuare ad essere sempre la terra della pace, del dialogo e della mediazione.
Abbiamo provato a ribadire questi valori in occasione del G7, un evento che ci ha dato la possibilità di far conoscere al mondo le capacità logistiche e organizzative di cui siamo padroni, coniugando sempre però quella vocazione all’ospitalità, al rispetto dell’altro, all’ascolto che ovunque ci riconoscono.
Con orgoglio portiamo alla sua attenzione Ministro, e a quella del mondo dell’economia italiana, i dati che raccontano quanta strada abbiamo fatto in questi anni per portare la Puglia a livelli di progresso costanti.
Sono numeri che dimostrano come anche da Sud si può essere efficienti, competitivi e aggiungerei anche determinanti per portare alto il nome del made in Italy.
La Puglia ha un trend di crescita che è il doppio di quello dell’Italia, basti pensare che nel periodo 2019-2023, con un più 6,1% siamo risultati la regione italiana più dinamica, e questo lo scrive Svimez, non lo dico io, mentre l’Italia è cresciuta del 3,5%. Abbiamo generato posti di lavoro – l’Istat ha registrato un aumento di 17mila occupati da gennaio a marzo 2024 con la contestuale riduzione del tasso di disoccupazione – insieme a nuove prospettive per aziende e start-up. Rispetto al 2018, l’occupazione in Puglia è cresciuta in valore assoluto di 81mila unità. La variazione percentuale è stata del 6,9%, molto più elevata rispetto alla media complessiva del nostro Paese che è stata del 2,2%.
E soprattutto abbiamo dato una concreta possibilità ai giovani di trovare piena realizzazione nella terra in cui sono nati. Abbiamo su questo definito una vera e propria strategia regionale, che si chiama #MareASinistra, che punta a rendere la Puglia attrattiva per tutti, giovani pugliesi e non pugliesi, imprese, startup, ricercatori e centri di ricerca attraverso interventi che riguardano tutte le politiche regionali. La Puglia come luogo dove vivere e investire per tutti i talenti e le eccellenze è il nostro obiettivo. Volete sapere qual è tra tutti i territori dei grandi del G7 quello che ha avuto la maggiore crescita di PIL dopo gli Stati Uniti? È la Puglia! L’ho appreso, lo confesso, qualche giorno fa ascoltando un intervento pubblico dell’editrice Azzurra Caltagirone.
Per questo abbiamo una motivazione in più per far tornare a casa le migliaia di pugliesi ed italiani che sono andati via scappando da un paese inefficiente, inutilmente complesso, che non sa sempre riconoscere il merito.
Dobbiamo abbattere a zero la burocrazia e andare a prendere ovunque nel mondo i lavoratori e i talenti che servono ai nostri bravissimi imprenditori che non trovano la manodopera per crescere.
Sarebbe bene abrogare la Bossi Fini che pretenderebbe di far entrare in Italia chi ha già prima di partire un contratto di lavoro e i soldi per vivere. Affidando il reclutamento dei lavoratori che ci servono anche alle nostre rappresentanze diplomatiche all’estero, consentendo il controllo preventivo di chi arriva in Italia.
Non possono essere le “buone condizioni meteo” il nostro decreto flussi, perchè oggi abbiamo clandestini facili da sfruttare e sottopagare e morti in fondo al mare sulla coscienza perché non abbiamo compreso che il buco demografico è insuperabile senza una gestione intelligente dei flussi migratori.
E colgo l’occasione per dire che il dato sulla crescita dell’occupazione in Puglia è trainato dalla componente femminile: nel 2023 l’aumento è di 24 mila unità, di queste ben 18 mila sono donne.
Vuol dire che siamo stati in grado, tutti insieme, di gestire bene anche le politiche di investimento dei fondi europei e delle risorse nazionali. Nell’utilizzo dei fondi europei la Regione Puglia è addirittura prima in Italia per livelli di spesa certificata, contraddicendo il luogo comune che al Sud Italia non siamo efficienti; i dati MEF-Igrue aggiornati al 30 luglio scorso indicano che abbiamo già raggiunto e superato il 100% di spesa rispetto alla dotazione assegnata al Programma. Sono queste le risorse che ci hanno consentito di dare una spinta ad infrastrutture e opere pubbliche, alla transizione ecologica e digitale, e soprattutto aiuti alle imprese, difesa del suolo, trasporti, inclusione e welfare, politiche attive del lavoro e della formazione. Nel ciclo 2021/2027 la Puglia ha predisposto con i fondi europei un nuovo Programma da 5,5 miliardi di euro per rafforzare il modello di sviluppo sostenibile. Nell’anno in corso abbiamo dato concretezza alla programmazione europea con investimenti superiori ai 615 milioni di euro, distribuiti su 21 bandi per lo sviluppo economico.
Imprenditori pugliesi! Avete presentato ben 862 progetti imprenditoriali, con investimenti totali di 1 miliardo di euro.
Le misure di agevolazione come il PIA hanno raddoppiato le istanze e gli investimenti sono passati da 138 milioni a 600 milioni di euro. L’occupazione ne ha beneficiato con oltre 600 nuove assunzioni.
E poi ci sono i Contratti di Programma avviati nel 2023, che hanno attratto 200 milioni di euro di investimenti e coinvolto 39 imprese, mentre TecnoNidi, dedicata alle start-up tecnologiche, ha raddoppiato le candidature (da 41 a 80) e triplicato gli investimenti (da 8 a oltre 18 milioni di euro). Nel campo energetico, la Puglia ha autorizzato oltre un GigaWatt di nuova potenza da fonti rinnovabili nel 2023, superando l’obiettivo nazionale per il 2030. Nel settore idrogeno, sono in corso cinque progetti per la realizzazione di hydrogen valleys, con un finanziamento complessivo di 50 milioni di euro. Sono questi i numeri che fanno della nostra regione una delle realtà più dinamiche in Italia, risultati che potremo ulteriormente consolidare e migliorare quando potremo beneficiare dei 6,5 miliardi di euro provenienti dal Fondo di Sviluppo e coesione e dal Programma Complementare del POR Puglia.
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