(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2024 - (AGENPARL) – mar 06 agosto 2024 **Sei mesi per sperimentare i nuovi ambulatori di intervento rapido**
/Scritto da Walter Fortini, martedì 6 agosto 2024 alle 15:23/
Arrivano i Pir, presidi ed ambulatori chiamati a garantire un nuovo
servizio sul territorio per la presa in carico tempestiva dei cittadini che
presentano problemi di natura non grave ma che richiedono un intervento
sanitario rapido. Alternativa, in alcuni casi, ai pronto soccorso.
Saranno di tre tipi, ovvero tutti i modelli di cui si discute oggi Italia.
Saranno sperimentati a partire da ottobre per sei mesi e saranno un pezzo
importante del nuovo modello di assistenza territoriale che la Toscana sta
mettendo a terra. All’interno opereranno medici delle continuità
assistenziale e infermieri, In rete con il personale del dipartimento
emergenza urgenza del presidio ospedaliero e medici del dipartimento cure
primarie, in collaborazione con i medici di medicina generale: medici e
infermieri che nei Pir avranno a disposizione un’adeguata strumentazione,
apparecchi per la misurazione dei valori di emoglobina, glicemia,
elettroliti ed altri valori del sangue ad esempio, strumenti per test
rapidi, farmaci, un elettrocardiografo connesso in rete e un ecografo.
A maggio l’Asl Toscana Centro era stata incaricata di progettare
l’architettura del nuovo servizio e il progetto ora è pronto, approvato
dalla giunta regionale, presentato stamani dal presidente della Toscana
Eugenio Giani e dall’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini.
Presente anche il direttore dell’Asl Toscana Centro Valerio Mari e il
direttore del settore welfare e sanità della Regione Federico Gelli.
“Questi ambulatori – sottolinea il presidente Giani – saranno un po’ la
nuova frontiera per la patologia acuta del cittadino, che, in caso di
codici minori, anziché rimanere in coda per ore e ore al pronto soccorso,
con i casi più gravi che giustamente hanno precedenza, potrà più
velocemente essere curato”. “Una volta a regime – aggiunge –
considereremo la possibilità di replicare l’esperienza in altri
territori”.
“Abbiamo deciso di sperimentare tutti i modelli in questo momento al
centro del dibattito italiano per arrivare a definirne uno toscano – spiega
l’assessore Bezzini -. Ci saranno dunque strutture dove si entrerà su
indirizzo del medico di famiglia o dell’116117 e altre con accesso diretto.
Si tratta di ambulatori per emergenze non gravi e non critiche, uno
strumento per migliorare la presa in carico dei pazienti ma anche un
tentativo di alleggerire la pressione sui pronto soccorso”.
I Pir territoriali avranno la funzione di garantire l’accessibilità e la
tempestività delle cure, ma anche la continuità dei percorsi
assistenziali. Aiuteranno la presa in carico, con un effetto a cascata, non
marginale dunque, sui pronto soccorso degli ospedali.
Il 40-42 per cento degli accessi ai pronto soccorso toscani, ricorda il
responsabile della direzione sanitaria Federico Gelli, riguarda infatti
proprio i codici minori, di cui la metà è costituita da persone che si
autopresentano.
Si parte dunque da ottobre con la sperimentazione di tutti e tre i tipi di
Pir: ambulatori ‘da città’, di quelli – aperti per dodici ore al giorno
– che saranno attivi presso le Case di comunità dei centri più popolati e
dove l’accesso avverrà attraverso il medico di famiglia o l’116117;
strutture pensate per i presidi sanitari di territori meno popolati e con
minor offerta di servizi o a maggior rischio di carenza di medici di
medicina generale, dove si potrà accedere direttamente, attraverso i
medici di famiglia o l’116117; saranno testati anche gli ambulatori che si
intende attivare in prossimità dei pronto soccorso.
Per il primo tipo di Pir la sperimentazione avverrà ad Empoli presso la
Casa di comunità Gino Strada, a Prato presso la Casa di comunità Centro
Est, a Pistoia presso la Casa di comunità “Il Ceppo” e a Firenze
presso la Casa di comunità delle Piagge. Per testare i Pir di secondo tipo
è stato scelto il centro medico avanzato già attivo a Figline. Il terzo
tipo di ambulatorio dove condurre la sperimentazione troverà sede presso
l’ospedale Torregalli tra Firenze e Scandicci.
Ma di quali casi, concretamente, si prenderanno carico? Ad esempio di
otiti, sinusite, stipsi e diarrea, riacutizzazioni di malati cronici,
ferite superficiali non da saturare, rimozione di punti di un precedente
intervento, crisi di panico, abrasioni, dolori muscolari e scheletrici,
distorsioni del piede o fratture del dito, contusioni, torcicollo o punture
di insetti. Si dovrà invece andare al pronto soccorso per dolori al
torace, difficoltà acute nella respirazione, mal di testa intenso e
inusuale come per qualsiasi sintomo riconducibile ad un disturbo
neurologico acuto. Per precauzione, visto che si tratta di sintomi
sentinella di patologie più gravi.
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