(AGENPARL) – mar 30 luglio 2024 L’emergenza siccità 2024 in Sicilia è sempre più accompagnata da un’emergenza informazioni, che non consiste in una carenza d’acqua potabile ma in un’abbondanza di notizie incontrollate.
A partire dal razionamento dell’acqua a Palermo, annunciato dall’AMAP e poi bloccato e rinviato a seguito dell’interessamento diretto del Presidente della Regione, Renato Schifani, per finire all’incredibile notizia della proposta di trasportare pesci da un lago ad un altro per poter usare l’acqua del lago svuotato a fini agricoli.
Passando poi per la nave cisterna Ticino della Marina Militare, che dopo essere stata un fantasma per settimane alla fine è effettivamente arrivata a Licata con un carico d’acqua da immettere nella rete comunale.
Acqua che, secondo alcuni articoli di stampa, proveniva dalla Calabria ma che, forse, proveniva da altrove visto che, nel frattempo, mentre la nave era in mare anche la Calabria ha dichiarato l’emergenza idrica.
Poi è arrivata la notizia della proposta di utilizzare i mini dissalatori portatili di Veolia, ex partner commerciale di Siciliacque Spa, da non confondere con la nave dissalatore Attilio Ievoli Jr di Marnavi Spa, azienda che già rifornisce di acqua con le sue navi cisterna le isole eolie ma che, almeno fino ad ora, non sembra rientrare nei piani (veri o presunti) per contrastare la crisi idrica in Sicilia.
Il tutto con, sullo sfondo, l’incredibile polemica tra Renato Schifani (attuale Presidente della Regione) e Nello Musumeci (suo predecessore e attuale Ministro della Protezione Civile) sulla percentuale di fondi spesi per fronteggiare l’emergenza.
“La disinformazione è uno dei pilastri sui quali si basa ogni emergenza che si rispetti – afferma il Presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – Lo abbiamo visto con l’emergenza rifiuti nei mesi scorsi, lo vediamo ora con l’emergenza siccità. Purtroppo il risultato di tutto ciò è che si crea il panico e, si sa, il panico è utilissimo a chi specula sulla crisi. Se oggi le autobotti sono così care – conclude La Rosa – è anche perché i cittadini non stanno capendo più niente e hanno paura di restare senza acqua anche nelle zone dove la crisi è meno grave”.
Per questo motivo Federconsumatori Sicilia invita la Regione a fare maggiore chiarezza sulla situazione acqua, sui lavori già effettuati, sui tempi necessari per effettuare i lavori mancanti. I cittadini devono sapere quando potranno avere l’acqua, quando dovranno fare i conti con le riduzioni di pressione e quando dovranno fare a meno dell’acqua e per quanto tempo.
Allo stesso tempo, però, Federconsumatori invita anche i siciliani a conservare ogni tipo di documentazione relativa alle forniture di acqua: dalle bollette del proprio gestore ai documenti di trasporto delle eventuali autobotti. E’ anche importante, finché la crisi non sarà finita, fare frequenti auto letture del contatore dell’acqua e conservare i dati sui consumi di acqua.
“In passato – spiega il Presidente La Rosa – abbiamo dovuto aiutare moltissimi siciliani alle prese con bollette pazze, anche dell’acqua, fino addirittura al caso estremo dell’EAS, l’ente pubblico oggi fallito che è stato multato per oltre 1 milione di euro in seguito ai nostri esposti all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e all’Autorità Garante per la Concorrenza e del Mercato (AGCM)”.
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