(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2024 - (AGENPARL) – mer 26 giugno 2024 **Tre grandi ospedali toscani tra i primi venti che attirano pazienti da
tutta Italia**
/Scritto da Walter Fortini, mercoledì 26 giugno 2024 alle 15:24/
Nella ‘spina dorsale’ dei venti grandi ospedali d’Italia che garantiscono
le cure più complesse, attirando pazienti da tutta Italia, ci sono le
aziende ospedaliero universitarie di Pisa, Siena e Careggi. La classifica
arriva dai tecnici del Ministero della salute che hanno selezionato i poli
ospedalieri con il maggior numero di dimissioni, ai quali è stato
attribuito un punteggio tenendo conto della complessità dei casi trattati
(peso medio della casistica dell’indicatore Drg, che raggruppa i casi per
diagnosi) e attrattività dei pazienti da altre regioni.
“Si tratta di un nuovo attestato della qualità dei servizi della sanità
pubblica toscana, che non può che farci piacere e rendeci orgogliosi –
sottolinea il president della Toscana, Eugenio Giani -. La qualità di un
servizio sanitario pubblico universalistico si difende però nel tempo con
risorse adeguate: risorse da investire sulla sanità richieste da tutte le
Regioni e che il Governo al momento non sta garantendo in misura
adeguata”.
“I punteggi attribuiti dal ministero della salute ai tre grandi ospedali
toscani sono un riconoscimento della qualità della nostra sanità pubblica
– commenta l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini – .Soprattutto
sono una conferma delle straordinarie capacità degli uomini e delle donne
del nostro sistema sanitario che non smetteremo mai di ringraziare per la
passione e l’impegno che mettono nel loro lavoro a servizio della
collettività”. “Tuttavia – continua – questa classifica non può
lasciarci indifferenti: le strutture ospedaliere che attraggono più
pazienti da altre regioni e che trattano casi più difficili sono collocate
nel nord e nel centro Italia, costringendo i cittadini del sud a muoversi
per avere accesso a cure e trattamenti ad alta complessità”. “Si
tratta di un divario – conclude – che con l’autonomia differenziata e
l’assenza di risorse ed investimenti da parte del governo nella sanità
pubblica è destinato a diventare sempre più ampio, con una conseguente
regressione del sistema sanitario pubblico ed universalistico. Ci auguriamo
che alle preoccupazioni del ministro Schillaci seguano delle risposte in
questo senso, mettendo tutte le regioni nelle condizioni di far crescere i
servizi e dare delle risposte appropriate ai bisogni delle persone”.
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