(AGENPARL) - Roma, 20 Giugno 2024 - (AGENPARL) – gio 20 giugno 2024 NASCE IL NETWORK ITALIANO DELLE IMPRESE NATURE POSITIVE
Fondamentale la qualità ecologica del territorio per garantire resilienza economica e competitività alle imprese.
Secondo una stima del Word Economic Forum, 44 trilioni di dollari di valore aggiunto dipendono strettamente o moderatamente dai Servizi Ecosistemici e sono quindi messi a repentaglio dalla perdita di biodiversità. Il collasso degli ecosistemi è considerato uno dei principali rischi per il business nei prossimi 10 anni. Per affrontare questa sfida, istituzioni internazionali, Governi e numerose imprese si stanno impegnando a transitare verso un’economia nature-positive: l’obiettivo è fermare la perdita di biodiversità e invertirne la rotta, così da raggiungere entro il 2030 un saldo positivo nei confronti della natura. Peraltro, investire in natura può essere anche molto conveniente. Sempre secondo il WEF, l’implementazione su scala globale di politiche e iniziative per la tutela e il recupero dei sistemi naturali potrebbe portare alla creazione di 395 milioni di posti di lavoro entro il 2030 e generare circa 10 trilioni di dollari di nuovo valore aziendale annuale.
Più recentemente la Commissione Europea ha dichiarato che “gli investimenti nel ripristino della natura aggiungono da 4 a 38 euro di valore economico per ogni euro speso”.
“Il preoccupante peggioramento della crisi climatica e i rapidi tassi di riduzione del capitale naturale – ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – possono essere affrontati con un approccio più efficace perché coordinato e integrato, in un’ottica nature positive. Il nuovo Regolamento europeo sul Ripristino della natura, appena approvato in via definitiva, prescrive l’obbligo di ripristinare un buono stato ecologico per gli ecosistemi degradati, con obiettivi fissati al 2030,2040 e 2050. Con obiettivi che coinvolgono gli ecosistemi agricoli, forestali, marini, con l’obbligo di ripristino della connettività naturale dei fiumi e delle funzioni naturali delle relative pianure alluvionali e con la previsione della messa a dimora di tre miliardi di nuovi alberi nell’Unione europea entro il 2030. Questo nuovo Regolamento e l’attuazione dei piani nazionali di ripristino richiedono un preciso monitoraggio delle situazioni di degrado degli ecosistemi e della biodiversità, un maggiore impegno nelle misure di ripristino che coinvolgeranno i nostri territori, diverse attività anche economiche, che richiederanno un ruolo più attivo anche delle nostre imprese”.
Il Network organizza attività di sensibilizzazione e divulgazione, realizza ricerche, raccoglie e fa conoscere documentazione tecnica e casi di successo nazionali e internazionali, supporta le imprese nell’identificazione di azioni concrete di ripristino di sistemi naturali e di tutela della biodiversità, fa dialogare i privati e gli enti di gestione del territorio sulle iniziative di ripristino della natura.
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