(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2024 - (AGENPARL) – gio 06 giugno 2024 Kulturstiftung Basel H. Geiger | KBH.G presenta
Bids for Survival (Offerte per la Sopravvivenza):
ROOTS di Michael Schindhelm
30 agosto– 17 novembre 2024
Basilea, Svizzera
*La Kulturstiftung Basel H. Geiger è lieta di annunciare il progetto
rivoluzionario intitolato ROOTS dal 30 agosto al 17 novembre 2024. Questa
esperienza coinvolgente promette di riunire la ricca storia di Bali, la
vivace cultura e le accattivanti opere d’arte all’interno delle gallerie
della fondazione. Questo è il secondo progetto immersivo site-specific
della fondazione nella sua collaborazione annuale con l’autore, regista e
curatore Michael Schindhelm.*
La mostra ruota attorno alla figura affascinante dell’artista tedesco di
origine russa Walter Spies (1895 – 1942), la cui influenza sul paesaggio
culturale di Bali riverbera ancora oggi. L’eredità di Spies è profondamente
intrecciata con la narrativa contemporanea di Bali, e ROOTS mira a onorare
il suo profondo impatto esplorando al contempo l’eredità postcoloniale
dell’isola nell’ultimo secolo.
Al centro di ROOTS si trova Villa Iseh, un rifugio costruito da Spies nel
1937 a Iseh, Karangasem. Inizialmente un santuario per Walter Spies,
divenne in seguito una rinomata destinazione per i ricchi e famosi, tra cui
David Bowie, Yoko Ono e Mick Jagger.
I visitatori saranno invitati a esplorare il labirinto di stanze della
villa, dalla reception alle camere da letto, dai corridoi alle aree
soggiorno e alla sala della piscina. La mostra esaminerà i temi del turismo
di massa, del degrado ambientale e del complesso intreccio delle identità
culturali a Bali.
I punti salienti includono opere del pittore Made Bayak e dell’artista
grafico Gus Dark, che esplorano la lotta balinese per preservare la propria
identità culturale tra le sfide contemporanee, insieme a una serie di film
e installazioni che presenteranno momenti cruciali della storia balinese,
compreso il genocidio del 1965.
Estratti dal docufiction di Michael Schindhelm, ROOTS, accompagneranno la
mostra. Il film introduce Walter Spies come una presenza spettrale che
naviga nel paesaggio moderno di Bali. Attraverso incontri con artisti e
luminari balinesi, il fantasma di Spies si confronta con la propria eredità
e l’impatto duraturo della civiltà occidentale sull’isola. I visitatori
saranno invitati ad accompagnarlo nel suo viaggio attraverso l’isola di
oggi, 99 anni dopo la prima visita del pittore.
Michael Schindhelm afferma: “*La mostra ROOTS e il docufiction omonimo
devono essere intesi come un progetto di memoria collettiva che affronta un
aspetto importante della storia postcoloniale di Bali: l’influenza della
cultura moderna occidentale sulle tradizioni culturali balinesi. La storia
variegata di Walter Spies sull’isola e i suoi effetti sulla successiva
trasformazione di Bali in una destinazione turistica globale sono intesi
come un ‘patrimonio condiviso’. Insieme ai protagonisti della cultura
balinese di oggi, Roots tenta di collocare l’eredità lasciata da Walter
Spies nel suo contesto storico e, allo stesso tempo, di comprendere la sua
importanza per lo sviluppo di Bali oggi.*”
Comunicato stampa
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